Luisa Rizzo vince a Roma la quarta tappa del Campionato Italiano Drone Racing
Luisa Rizzo, 24 anni e originaria di Lecce, è la protagonista della quarta tappa del Campionato Italiano Drone Racing. La pilota ha conquistato il successo nella categoria professionistica durante l’Esercito 1659 Drone Challenge, manifestazione andata in scena il 19 e 20 settembre all’Ippodromo Militare “Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, a Roma.
La gara ha portato nella capitale velocità, precisione e tecnologia, mettendo a confronto alcuni dei migliori piloti italiani di droni FPV. Al termine della competizione, Rizzo è salita al vertice della classifica del campionato, aggiungendo un risultato importante alla propria stagione agonistica.
L’evento ha rappresentato anche un’occasione per mostrare al grande pubblico quanto il drone racing sia ormai diventato una disciplina sportiva basata su preparazione tecnica, riflessi, concentrazione e capacità di interpretare rapidamente un tracciato. La manifestazione ufficiale prevedeva 8 piloti nella categoria PRO e 32 concorrenti nella categoria OPEN, suddivisi tra 16 civili e 16 militari.
Luisa Rizzo conquista la tappa romana e sale in testa al campionato
Il risultato più importante della due giorni romana è arrivato dalla competizione professionistica. Luisa Rizzo ha vinto la quarta prova del Campionato Italiano di Drone Racing, una competizione inserita nella classe FAI F9U e disputata con droni FPV, cioè velivoli radiocomandati che il pilota controlla attraverso un visore collegato alla telecamera installata sul drone.
Il successo ottenuto a Roma consente alla ventiquattrenne leccese di portarsi in testa alla classifica del campionato. La prova della capitale ha quindi avuto un peso particolare non soltanto per il risultato della singola gara, ma anche in prospettiva della graduatoria generale della stagione.
Nel drone racing FPV pochi istanti possono fare la differenza. I piloti devono seguire un percorso delimitato da ostacoli e porte, affrontando curve strette e cambi di direzione ad alta velocità. Il controllo avviene attraverso le immagini trasmesse in tempo reale dalla videocamera del drone al visore indossato dal concorrente.
Questa modalità crea un’esperienza molto particolare: il pilota non osserva semplicemente il drone dall’esterno, ma vede il percorso dalla prospettiva del velivolo. Il risultato è una disciplina nella quale precisione e rapidità di reazione sono fondamentali.
A Roma 40 concorrenti tra piloti professionisti, civili e militari
Accanto alla gara valida per il campionato italiano, l’Esercito 1659 Drone Challenge ha proposto una competizione OPEN destinata a un gruppo più ampio di partecipanti. Il format ufficiale prevedeva 32 piloti: 16 civili e 16 appartenenti all’Esercito.
Considerando anche gli 8 piloti professionisti della categoria PRO, il numero complessivo dei concorrenti è arrivato quindi a 40 partecipanti. La formula ha permesso di affiancare la dimensione agonistica di alto livello a una sfida dedicata a piloti civili e militari.
Nella categoria OPEN il successo è andato a Massimo Colombo Kyle, diciannovenne di Varese. La sua affermazione ha completato il quadro dei vincitori della manifestazione romana, caratterizzata da gare di velocità e precisione su un circuito progettato per mettere alla prova le capacità dei piloti.
Il pubblico ha potuto seguire le competizioni direttamente dall’area dell’Ippodromo Militare e osservare sui grandi schermi le immagini provenienti dalle telecamere dei droni. Una modalità che rende più comprensibile anche a chi non conosce questa disciplina la complessità delle traiettorie affrontate durante le gare.
Come funziona una gara di drone racing FPV
Il drone racing è uno degli ambiti più spettacolari dell’utilizzo sportivo dei sistemi a pilotaggio remoto. I multirotori impiegati nelle competizioni sono progettati principalmente per essere veloci, agili e reattivi.
Durante una prova, il pilota deve completare il percorso nel minor tempo possibile rispettando il tracciato. Le porte, gli ostacoli e i cambi di direzione richiedono una gestione estremamente precisa dei comandi. Un errore di pochi centimetri può comportare una collisione o la perdita di tempo necessaria per recuperare la traiettoria.
La tecnologia FPV, acronimo di First Person View, è fondamentale. Una telecamera montata sul drone trasmette al pilota ciò che il velivolo sta vedendo in quel momento. Il concorrente può così affrontare il circuito come se si trovasse a bordo del drone.
A rendere ancora più interessante la competizione è il sistema di verifica delle prestazioni. I tempi e le immagini delle gare possono essere analizzati per controllare passaggi, eventuali errori e risultati. Durante l’evento romano, l’analisi delle immagini ha contribuito a rendere la sfida particolarmente coinvolgente per gli spettatori.
Esercito 1659 Drone Challenge, quando sport e tecnologia si incontrano
L’iniziativa romana è stata promossa dal Ministero della Difesa e organizzata da Difesa Servizi e dall’Esercito Italiano, con la collaborazione della Fédération Aéronautique Internationale e dell’Aero Club d’Italia. L’obiettivo dell’evento non era però limitato alle competizioni.
All’interno dell’area della manifestazione è stato infatti allestito l’EI 1659 Drone Village, uno spazio dedicato alla tecnologia, alla formazione e all’incontro con il pubblico. I visitatori hanno potuto conoscere sistemi UAV e UGV, provare simulatori e osservare diverse applicazioni delle tecnologie senza pilota.
La presenza contemporanea di piloti civili e militari ha inoltre creato un punto di contatto tra due mondi che utilizzano tecnologie simili con finalità differenti. Nel settore militare i sistemi senza pilota possono essere impiegati, tra le altre cose, per attività di osservazione, ricognizione e supporto operativo, mentre in ambito civile trovano applicazioni sempre più numerose.
Proprio questa trasversalità è stata al centro dei momenti di approfondimento organizzati durante la manifestazione. Il talk dedicato al rapporto tra droni, sport, innovazione e tecnologia ha riunito rappresentanti delle istituzioni e dell’industria, offrendo una panoramica sulle prospettive future del settore.
Il settore dei droni continua a crescere in Italia
La competizione di Roma si inserisce in un mercato dei droni che continua ad ampliare i propri ambiti di applicazione. Oltre allo sport e al tempo libero, i sistemi a pilotaggio remoto vengono utilizzati per ispezioni, rilievi, monitoraggio del territorio, agricoltura, sicurezza, protezione civile e numerosi altri servizi.
Durante l’evento, il presidente di ENAV Sandro Pappalardo ha sottolineato l’importanza dell’innovazione e della progressiva integrazione dei sistemi a pilotaggio remoto nello spazio aereo nazionale. ENAV evidenzia inoltre la necessità di coniugare sviluppo tecnologico, semplificazione normativa e sicurezza delle operazioni.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi dalla manifestazione: il drone non viene più presentato soltanto come un dispositivo per appassionati, ma come una tecnologia destinata a interagire con numerosi settori della società e dell’economia.
Da Roma un segnale per il futuro del drone racing
La vittoria di Luisa Rizzo aggiunge un nuovo capitolo alla stagione del Campionato Italiano Drone Racing e conferma la crescita dell’interesse verso le competizioni FPV. La gara romana ha inoltre dimostrato come una disciplina relativamente giovane possa essere trasformata in un evento capace di unire sport, spettacolo e innovazione.
Il circuito dell’Ippodromo Militare di Tor di Quinto ha fatto da scenario a una sfida nella quale il risultato dipende dalla combinazione tra tecnologia e abilità umana. I droni possono raggiungere velocità elevate, ma sono le decisioni del pilota, la conoscenza del percorso e la capacità di reagire in frazioni di secondo a determinare l’esito di una gara.
Luisa Rizzo riparte quindi da Roma al comando del campionato, mentre l’Esercito 1659 Drone Challenge ha offerto una vetrina significativa per il drone racing italiano. La manifestazione potrebbe contribuire a far conoscere ancora di più questa disciplina, soprattutto tra le nuove generazioni interessate alle tecnologie, all’elettronica e agli sport ad alta componente digitale.
La capitale ha così ospitato non soltanto una gara di velocità, ma un appuntamento dedicato al futuro dei droni: dalle competizioni FPV alle applicazioni professionali, passando per formazione, ricerca e nuove forme di sport tecnologico.

