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Sudan, attacco con drone colpisce una moschea a El Fasher: almeno 70 morti

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Una nuova tragedia scuote il Sudan. Nel cuore del Darfur, a El Fasher, un drone paramilitare attribuito alle Rapid Support Forces (RSF) ha colpito una moschea durante la preghiera del venerdì, causando almeno 70 vittime secondo fonti locali. L’attacco, che ha preso di mira un luogo di culto gremito di fedeli, rappresenta uno dei più gravi episodi dall’inizio del conflitto sudanese. Leggete anche “Attacco con droni russi in Polonia: la situazione del 10 settembre 2025”.

Un drone paramilitare attribuito alle RSF ha colpito una moschea a El Fasher, Sudan, causando almeno 70 morti. Una delle peggiori stragi del conflitto in Darfur.

Un attacco mirato durante la preghiera

Secondo quanto riportato da testimoni oculari e confermato da organizzazioni umanitarie attive sul territorio, l’attacco con drone è avvenuto mentre centinaia di persone erano raccolte in moschea per la tradizionale preghiera comunitaria. Il bombardamento ha colpito in pieno l’edificio sacro, causando il crollo di parte della struttura e intrappolando molti fedeli sotto le macerie.

Le Rapid Support Forces, milizia paramilitare già coinvolta in numerosi episodi di violenza in Sudan, sono state indicate come responsabili dell’operazione. Fonti vicine all’esercito regolare sudanese parlano di un “atto deliberato” contro la popolazione civile, un crimine che potrebbe configurarsi come violazione del diritto internazionale umanitario.

Il bilancio delle vittime e i soccorsi

I primi bilanci parlano di almeno 70 morti e decine di feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. Le operazioni di soccorso sono rese complicate dalla mancanza di mezzi adeguati e dal perdurare dei combattimenti nell’area. Le organizzazioni umanitarie hanno denunciato l’impossibilità di accedere liberamente alla città per fornire cure mediche e assistenza ai superstiti.

Ospedali già sovraffollati e con risorse limitate faticano a far fronte all’emergenza. Alcuni medici riferiscono di dover operare senza elettricità costante e con carenza di forniture mediche essenziali. Le immagini che arrivano da El Fasher mostrano scene drammatiche, con famiglie in cerca dei propri cari tra le macerie e lunghe file di corpi avvolti in teli.

Contesto del conflitto in Sudan

L’attacco si inserisce in un conflitto più ampio che da mesi dilania il Sudan, dove l’esercito regolare e le RSF si contendono il controllo del Paese. Dopo il crollo dei negoziati di pace, le violenze si sono intensificate in particolare nel Darfur, già teatro di gravi crisi umanitarie negli anni passati.

Negli ultimi mesi i droni sono diventati un’arma sempre più utilizzata dalle fazioni in lotta, trasformando il conflitto in una guerra asimmetrica dove la popolazione civile paga il prezzo più alto. Colpire una moschea durante la preghiera rappresenta un salto di qualità nella brutalità del conflitto, destinato a lasciare segni profondi nella memoria collettiva del Paese.

Reazioni internazionali e condanna

La comunità internazionale ha reagito con sdegno. Le Nazioni Unite hanno condannato l’attacco definendolo “inaccettabile” e chiedendo l’apertura immediata di corridoi umanitari per assistere i civili. Anche l’Unione Africana e l’Unione Europea hanno espresso profonda preoccupazione, sollecitando una risposta coordinata per fermare l’escalation di violenze.

Organizzazioni per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, hanno chiesto che i responsabili vengano perseguiti per crimini di guerra, sottolineando come l’uso dei droni contro obiettivi civili rappresenti una grave violazione del diritto internazionale.

Un conflitto che rischia di destabilizzare la regione

La crisi sudanese non ha solo conseguenze interne, ma rischia di destabilizzare l’intero Corno d’Africa. Migliaia di rifugiati stanno cercando di attraversare i confini verso Ciad, Sud Sudan e altri Paesi limitrofi, aggravando crisi umanitarie già esistenti. Gli analisti avvertono che senza un intervento deciso della comunità internazionale, il conflitto potrebbe estendersi oltre i confini nazionali, con conseguenze imprevedibili per la stabilità regionale.

Conclusioni

L’attacco alla moschea di El Fasher rappresenta un punto di non ritorno nella crisi sudanese. Colpire civili in preghiera con un drone è un atto che solleva interrogativi inquietanti sull’evoluzione delle guerre moderne, dove armi tecnologiche diventano strumenti di massacri indiscriminati. La comunità internazionale è chiamata ad agire non solo con parole di condanna, ma con misure concrete per fermare una spirale di violenza che sta distruggendo vite e comunità intere.

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