Droni e intelligenza artificiale per monitorare la fauna: il progetto di Arpa Lombardia sul Campo dei FioriNews 

Droni e intelligenza artificiale per monitorare la fauna: il progetto di Arpa Lombardia sul Campo dei Fiori

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Arpa Lombardia ha avviato le prime attività di monitoraggio notturno della fauna selvatica nel Parco Campo dei Fiori, concentrando le prime osservazioni sul Monte Chiusarella. Si tratta di un’iniziativa realmente avviata nell’ambito del progetto europeo INTERREG ALP-AI, che punta a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dei droni con termocamere per migliorare il censimento e la tutela della biodiversità. L’obiettivo è raccogliere dati sempre più precisi sulla presenza di specie come cervi, caprioli, cinghiali e lepri, sviluppando al tempo stesso algoritmi capaci di riconoscere automaticamente gli animali ripresi durante i voli.

L’iniziativa rappresenta un importante passo avanti nell’applicazione delle nuove tecnologie al monitoraggio ambientale. Grazie all’integrazione tra rilievi aerei, sensori termici e sistemi di intelligenza artificiale, sarà possibile ottenere informazioni più accurate rispetto ai metodi tradizionali, riducendo al minimo il disturbo arrecato agli animali e migliorando la gestione delle aree naturali protette.

Monitoraggio notturno con droni e termocamere: come funziona il progetto

Le prime missioni sono state effettuate nelle notti scorse sul Monte Chiusarella dai tecnici dell’Unità Organizzativa CREO (Centro Regionale di Earth Observation), struttura del Dipartimento regionale per l’Innovazione, la Ricerca e la Sostenibilità di Arpa Lombardia.

I piloti hanno utilizzato un drone equipaggiato con una termocamera di ultima generazione, recentemente acquisita dall’Agenzia. Questo particolare sensore permette di rilevare il calore emesso dagli animali anche in condizioni di totale oscurità, consentendo di individuarli con maggiore facilità rispetto alle tradizionali osservazioni visive.

Le immagini termiche consentono infatti di distinguere chiaramente la presenza dei mammiferi anche quando sono parzialmente nascosti dalla vegetazione o si trovano in aree poco illuminate. Il monitoraggio viene effettuato principalmente nelle ore notturne perché è proprio durante questo periodo che molte specie escono dal bosco per alimentarsi, aumentando così le probabilità di osservazione.

Questa tecnologia rappresenta un’importante evoluzione per il monitoraggio della fauna selvatica, poiché consente di raccogliere dati in maniera non invasiva, senza alterare il comportamento naturale degli animali.

Il ruolo del Parco Campo dei Fiori e dei partner del progetto INTERREG ALP-AI

Le attività sul campo sono state realizzate in stretta collaborazione con il personale del Parco Campo dei Fiori, che ha accompagnato i tecnici di Arpa Lombardia nelle aree ritenute più favorevoli all’osservazione.

La conoscenza approfondita del territorio e delle abitudini della fauna locale ha permesso di individuare i punti migliori per effettuare i voli. Cervi, caprioli, cinghiali e lepri tendono infatti a spostarsi durante la notte verso prati e radure caratterizzati da vegetazione più bassa, rendendo più efficace il rilevamento attraverso le termocamere.

Il progetto rientra nelle attività di INTERREG ALP-AI – Intelligenza Artificiale per la Salvaguardia Ambientale e della Biodiversità Transfrontaliera, iniziativa internazionale alla quale Arpa Lombardia partecipa dall’inizio del 2026 insieme a numerosi partner scientifici e istituzionali.

Tra questi figurano il Politecnico di Milano, la Fondazione Politecnico di Milano, il Parco Campo dei Fiori, il Servizio fitosanitario cantonale svizzero e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. La collaborazione tra enti italiani e svizzeri consentirà di condividere dati, metodologie e strumenti innovativi per la tutela della biodiversità nelle aree alpine transfrontaliere.

L’intelligenza artificiale riconoscerà automaticamente cervi, caprioli e cinghiali

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda proprio l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Le immagini raccolte durante i voli non saranno utilizzate esclusivamente per osservare gli animali, ma serviranno anche ad addestrare algoritmi di riconoscimento automatico.

Attraverso tecniche di machine learning, i ricercatori del Politecnico di Milano analizzeranno migliaia di immagini termiche per insegnare ai sistemi informatici a distinguere le diverse specie animali e a contarle automaticamente.

Questo processo permetterà in futuro di velocizzare enormemente le operazioni di censimento della fauna, riducendo i tempi di analisi e aumentando l’affidabilità delle stime sulla consistenza delle popolazioni presenti nelle aree naturali.

La disponibilità di dati più accurati consentirà inoltre agli enti gestori di pianificare meglio le strategie di conservazione della biodiversità, monitorando nel tempo eventuali variazioni nella distribuzione delle specie o nell’equilibrio degli ecosistemi.

Perché i droni rappresentano una svolta per il monitoraggio della fauna selvatica

L’utilizzo dei droni nelle attività di monitoraggio ambientale sta assumendo un ruolo sempre più importante grazie ai numerosi vantaggi che offre rispetto ai metodi tradizionali.

I rilievi aerei permettono infatti di coprire rapidamente ampie superfici, raggiungere zone difficilmente accessibili e raccogliere dati senza interferire con il comportamento degli animali. L’impiego delle termocamere aumenta ulteriormente l’efficacia delle osservazioni durante la notte, quando molte specie risultano maggiormente attive.

La combinazione tra droni, sensori termici e algoritmi di intelligenza artificiale rappresenta quindi una delle frontiere più promettenti per il monitoraggio della fauna selvatica e per la gestione sostenibile delle aree protette.

Nel prossimo futuro queste tecnologie potrebbero trovare applicazione anche in altri contesti, come il controllo degli habitat naturali, la prevenzione degli incendi boschivi, il monitoraggio delle specie invasive e il supporto agli interventi di protezione civile.

I prossimi sopralluoghi nel Parco Campo dei Fiori

Le attività di monitoraggio non si fermeranno alle prime osservazioni effettuate sul Monte Chiusarella. Il programma prevede infatti ulteriori sopralluoghi in differenti periodi dell’anno e in altre zone del Parco Campo dei Fiori.

Questa pianificazione consentirà ai ricercatori di raccogliere dati in stagioni diverse, affinando progressivamente la metodologia di utilizzo dei droni e migliorando gli algoritmi di riconoscimento automatico sviluppati attraverso l’intelligenza artificiale.

Nel tempo sarà così possibile costruire un archivio sempre più ricco di immagini e informazioni utili sia per gli studi scientifici sia per la gestione della fauna selvatica, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità e alla protezione degli ecosistemi alpini.

Una tecnologia al servizio della biodiversità

L’avvio delle osservazioni notturne con droni dotati di termocamera rappresenta un’importante innovazione per Arpa Lombardia e per il Parco Campo dei Fiori. L’integrazione tra monitoraggio aereo, sensori termici e intelligenza artificiale apre nuove prospettive nella conoscenza della fauna selvatica e nella tutela dell’ambiente. Se i risultati confermeranno le aspettative, il metodo sviluppato nell’ambito del progetto INTERREG ALP-AI potrà diventare un modello replicabile anche in altre aree protette italiane ed europee, offrendo strumenti sempre più efficaci per proteggere la biodiversità attraverso l’innovazione tecnologica.

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