La Grecia punta sui droni antincendio: oltre 100 basi operative entro il 2026 per individuare i roghi nei primi minuti
La Grecia accelera la propria strategia di contrasto agli incendi boschivi con un piano che punta a trasformare i droni in una componente permanente della protezione civile nazionale. Il governo ellenico ha annunciato che, in vista della stagione estiva 2026, saranno operative oltre 100 basi di sorveglianza con droni, supportate da tre centri di comando mobili equipaggiati con telecamere termiche in grado di rilevare fumo e fonti di calore in tempo reale.
Si tratta di una decisione realmente annunciata dalle autorità greche nell’ambito del nuovo piano nazionale di protezione civile, presentato durante una riunione presieduta dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis. L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: individuare gli incendi nei loro primissimi minuti di vita, quando possono ancora essere contenuti rapidamente, limitando danni ambientali, economici e umani.
L’iniziativa rappresenta uno dei più grandi programmi europei dedicati all’impiego dei droni per il monitoraggio degli incendi e conferma il ruolo sempre più centrale delle tecnologie senza pilota nella gestione delle emergenze.
Una rete nazionale di droni per la sorveglianza degli incendi
Il progetto previsto per il 2026 segna un importante salto di qualità rispetto agli anni precedenti. Dopo aver ampliato sensibilmente la flotta di droni destinati alla sorveglianza antincendio nel corso del 2025, il governo greco punta ora a creare una vera e propria infrastruttura nazionale permanente.
Le oltre cento basi saranno distribuite nelle aree considerate più esposte al rischio di incendi boschivi. Ogni postazione consentirà un rapido decollo dei velivoli, riducendo drasticamente i tempi necessari per raggiungere un nuovo focolaio.
I droni saranno affiancati da tre centri di comando mobili equipaggiati con sofisticate termocamere, capaci di individuare variazioni di temperatura, colonne di fumo e nuovi punti di combustione anche quando la visibilità risulta ridotta oppure le condizioni meteorologiche sono particolarmente difficili.
Le immagini raccolte verranno trasmesse in tempo reale ai centri operativi, permettendo ai responsabili della protezione civile di valutare immediatamente la situazione e inviare le squadre di intervento prima che il fuoco possa propagarsi.
Perché i primi minuti fanno la differenza
Gli esperti della lotta agli incendi concordano su un principio fondamentale: un incendio boschivo è molto più facile da spegnere quando viene individuato immediatamente dopo l’innesco.
Una volta che le fiamme raggiungono la vegetazione più alta e iniziano a propagarsi rapidamente, l’intervento diventa infatti molto più complesso, costoso e pericoloso.
Proprio per questo motivo la strategia greca punta a ridurre al minimo il tempo che intercorre tra la nascita del focolaio e l’arrivo dei soccorsi.
I droni dotati di sensori ottici e termici possono sorvolare vaste aree forestali, individuando anomalie invisibili a occhio nudo e trasmettendo immagini ad alta definizione direttamente ai centri di coordinamento.
La possibilità di intervenire quando il rogo interessa ancora pochi metri quadrati può evitare che si trasformi in un incendio di vaste proporzioni.
Le termocamere diventano l’arma principale
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda proprio l’utilizzo sistematico delle telecamere termiche.
Questi sensori consentono di individuare sorgenti di calore anche attraverso il fumo o durante le ore notturne, condizioni nelle quali le tradizionali osservazioni visive risultano meno efficaci.
Le immagini termiche permettono inoltre di identificare le aree dove la temperatura è più elevata, aiutando i vigili del fuoco a concentrare uomini e mezzi nei punti realmente critici.
Questa tecnologia è già stata utilizzata con successo in numerose operazioni internazionali e continua a dimostrare come il supporto dei droni possa migliorare sensibilmente l’efficacia delle operazioni di spegnimento.
I droni non sostituiscono i vigili del fuoco
Nonostante il forte investimento nella tecnologia, il governo greco ribadisce che i droni rappresentano uno strumento di supporto e non un sostituto del personale operativo.
Il piano nazionale per il 2026 prevede infatti quasi 18.000 vigili del fuoco tra personale permanente e stagionale, affiancati dalle Unità Speciali per le Operazioni Forestali, create per intervenire rapidamente nelle zone più difficili da raggiungere.
Anche la componente aerea continuerà a svolgere un ruolo essenziale grazie all’impiego quotidiano di decine di aerei ed elicotteri antincendio destinati alle operazioni di spegnimento.
La filosofia è quella di integrare tecnologie avanzate e competenze umane, sfruttando i droni per individuare tempestivamente gli incendi e gli operatori sul campo per contenerli nel minor tempo possibile.
Prevenzione e gestione del territorio
La nuova rete di sorveglianza non rappresenta l’unico investimento previsto dalla Grecia.
Parallelamente prosegue infatti il programma nazionale di prevenzione degli incendi, che comprende interventi di manutenzione delle foreste, realizzazione di fasce tagliafuoco, pulizia della vegetazione, miglioramento della rete stradale forestale e potenziamento delle infrastrutture idriche.
Negli ultimi anni il Paese ha destinato centinaia di milioni di euro a queste attività, concentrandosi inizialmente sulle aree boschive più vicine ai grandi centri urbani, dove il rischio per la popolazione risulta maggiore.
L’obiettivo è costruire una strategia che combini prevenzione, monitoraggio tecnologico e rapidità d’intervento.
Il ruolo crescente dei droni nella protezione civile europea
La scelta della Grecia conferma una tendenza sempre più evidente a livello internazionale.
I sistemi a pilotaggio remoto vengono ormai impiegati in numerosi ambiti della protezione civile, dal monitoraggio degli incendi alla ricerca di persone disperse, fino al controllo del territorio durante eventi meteorologici estremi.
La possibilità di operare rapidamente, raccogliere dati in tempo reale e raggiungere zone difficilmente accessibili rende i droni strumenti sempre più preziosi per le amministrazioni pubbliche.
Naturalmente esistono anche limiti operativi. In presenza di venti estremamente forti o condizioni meteo proibitive, anche i droni possono essere costretti a rimanere a terra. Tuttavia, nella maggior parte delle situazioni quotidiane rappresentano un importante alleato nella prevenzione degli incendi prima che questi assumano dimensioni incontrollabili.
Conclusioni
Il piano annunciato dalla Grecia dimostra come i droni stiano evolvendo da semplice tecnologia sperimentale a infrastruttura strategica per la sicurezza del territorio. La combinazione di oltre 100 basi operative, sensori termici, centri mobili di comando, personale specializzato e investimenti nella prevenzione punta a ridurre drasticamente i tempi di risposta agli incendi boschivi.
Se il modello si dimostrerà efficace, potrebbe diventare un punto di riferimento anche per altri Paesi europei chiamati ad affrontare stagioni estive sempre più lunghe, calde e caratterizzate da un rischio crescente di incendi forestali. La sfida del futuro non sarà soltanto spegnere i roghi, ma riuscire a individuarli quando sono ancora piccoli: è proprio in quei primi minuti che la tecnologia può fare la differenza.

