Droni e sensori: la spin-off Nexst dell’Università di Siena rivoluziona l’archeologia preventivaNews 

Droni e sensori: la spin-off Nexst dell’Università di Siena rivoluziona l’archeologia preventiva

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L’innovazione tecnologica incontra il patrimonio culturale grazie a Nexst (Next-gen Archaeological Survey Technology), la nuova società spin-off nata dall’Università di Siena con l’obiettivo di trasformare radicalmente il modo in cui viene condotta l’archeologia preventiva. Il progetto, guidato dal professor Stefano Campana insieme a un team di archeologi formati nello stesso ateneo, rappresenta una risposta concreta a una problematica sempre più attuale: i ritardi nei cantieri causati da scoperte archeologiche improvvise.

Questa realtà innovativa ha recentemente guadagnato visibilità nazionale partecipando al Premio Cambiamenti, promosso da CNA, dove è arrivata tra i finalisti. Un risultato che conferma il valore tecnologico e strategico della proposta, capace di unire ricerca scientifica, sostenibilità e innovazione digitale.

Cos’è l’archeologia preventiva e perché oggi mostra dei limiti

L’archeologia preventiva è un’attività fondamentale per la tutela del patrimonio storico. Consiste nell’effettuare indagini prima della realizzazione di grandi opere infrastrutturali, come autostrade, ferrovie, metanodotti o nuovi complessi urbani, con l’obiettivo di individuare eventuali resti archeologici nascosti nel sottosuolo.

Questo sistema, regolato dal codice degli appalti e gestito dalle Soprintendenze, dovrebbe prevenire blocchi e rallentamenti nei lavori. Tuttavia, nella pratica emergono criticità evidenti: sempre più spesso si verificano scoperte casuali durante i lavori, con conseguente sospensione dei cantieri.

Il problema non è solo economico, ma anche sociale. Il fermo dei lavori comporta disagi per i cittadini, blocchi alla viabilità e ritardi nello sviluppo urbano. È proprio da questa inefficienza che nasce l’idea alla base di Nexst: rendere l’archeologia preventiva più precisa, sistematica e tecnologicamente avanzata.

Nexst: tecnologia e innovazione al servizio del sottosuolo

Nexst introduce un approccio completamente nuovo, basato sull’integrazione di droni, sensori avanzati, robotica e intelligenza artificiale. L’obiettivo è ottenere una mappatura continua e dettagliata del sottosuolo, riducendo drasticamente il margine di errore nelle indagini archeologiche.

Come spiegato dal professor Campana, il sistema funziona in modo simile alla diagnostica medica: non elimina del tutto il rischio, ma lo riduce significativamente grazie a strumenti di analisi sempre più sofisticati.

Le tecnologie utilizzate includono:

– Metodi geofisici avanzati per la scansione del terreno

– Immagini satellitari ad alta risoluzione

– Droni autonomi per il monitoraggio aereo

– Sensori in grado di operare in qualsiasi condizione meteorologica

Uno degli aspetti più innovativi è la capacità operativa continua: i sistemi sviluppati da Nexst possono lavorare 24 ore su 24, raccogliendo dati in modo automatico e seguendo rotte preimpostate. I droni e i robot, infatti, sono progettati per operare in autonomia, ricaricandosi e ottimizzando i tempi di intervento.

Test sul campo: dall’Italia al Guatemala

L’approccio tecnologico di Nexst non è rimasto confinato alla teoria. Grazie a un finanziamento internazionale, il team ha già testato le proprie soluzioni in diversi contesti geografici e culturali, accumulando un’esperienza preziosa.

Negli ultimi mesi, le attività si sono svolte in:

– Italia, con progetti urbani e territoriali

– Albania, nel sito archeologico di Butrinto

– Guatemala, in ambienti complessi come la giungla

Le prossime tappe includono nuove missioni nei Pirenei francesi, in Spagna e in Sudafrica. Questa varietà di scenari permette al team di confrontarsi con condizioni estremamente diverse, affinando le tecnologie e adattandole a contesti specifici.

Ogni progetto rappresenta un caso studio fondamentale per migliorare le metodologie e rendere il sistema sempre più affidabile ed efficace.

Il progetto “SOS – Sotto Siena”: un laboratorio urbano

Alla base dello sviluppo di Nexst c’è anche un importante percorso di ricerca locale. Uno dei progetti più significativi è “SOS – Sotto Siena”, finanziato anche dalla Regione Toscana, che ha rappresentato un vero e proprio laboratorio urbano.

L’iniziativa ha coinvolto alcune delle aree più iconiche della città, tra cui:

– Piazza del Campo

– Il Duomo di Siena

– Piazza del Mercato

L’obiettivo era quello di mappare sistematicamente il sottosuolo degli spazi pubblici, raccogliendo dati utili per la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico urbano. Questo progetto ha contribuito in modo determinante allo sviluppo delle tecnologie oggi utilizzate dalla spin-off.

Un futuro più efficiente per cantieri e patrimonio culturale

Nexst rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra università, ricerca e tecnologia possa generare soluzioni innovative per problemi reali. L’integrazione di droni, sensori e intelligenza artificiale consente di trasformare l’archeologia preventiva in uno strumento più preciso, veloce ed efficiente.

Ridurre l’incertezza nelle indagini significa evitare blocchi nei cantieri, contenere i costi e migliorare la qualità della pianificazione urbana. Allo stesso tempo, si garantisce una tutela più efficace del patrimonio storico e culturale.

In un mondo sempre più orientato alla sostenibilità e all’innovazione, Nexst si propone come un modello replicabile a livello internazionale, capace di rivoluzionare il rapporto tra sviluppo infrastrutturale e conservazione del passato.

Se il futuro dell’archeologia passa dalla tecnologia, esperienze come questa dimostrano che è già iniziato. E potrebbe cambiare profondamente il modo in cui costruiamo le città di domani.


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