Paesi Baltici, Lettonia e Lituania chiedono più difesa aerea alla Nato dopo l’incidente dei droniEsteri News 

Paesi Baltici, Lettonia e Lituania chiedono più difesa aerea alla Nato dopo l’incidente dei droni

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La tensione nei Paesi Baltici torna a salire dopo che due droni ucraini hanno violato lo spazio aereo lettone, provocando nuove richieste di rafforzamento della difesa aerea alla Nato. Lettonia e Lituania hanno infatti chiesto formalmente all’Alleanza Atlantica di aumentare la protezione dei propri cieli, considerata sempre più urgente alla luce dei recenti episodi legati alla guerra tra Russia e Ucraina.

Uno dei droni si è schiantato su un impianto di stoccaggio petrolifero a Rezekne, città lettone situata a circa quaranta chilometri dal confine russo. L’incidente, realmente accaduto giovedì 8 maggio, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dello spazio aereo nei territori Nato confinanti con l’area del conflitto.

Secondo le autorità lettoni, i velivoli senza pilota sarebbero stati lanciati dall’Ucraina con l’obiettivo di colpire infrastrutture russe, ma avrebbero deviato accidentalmente dalla rotta prevista.

Droni ucraini nello spazio aereo lettone

L’episodio ha coinvolto direttamente il territorio lettone e ha immediatamente attirato l’attenzione della Nato e dei governi europei.

Uno dei droni è esploso all’interno di un impianto di stoccaggio petrolifero nella zona di Rezekne. Le autorità locali hanno riferito che quattro serbatoi, fortunatamente vuoti al momento dell’impatto, hanno riportato danni strutturali.

Il ministro della Difesa lettone Andris Spruds ha dichiarato in conferenza stampa che i droni sarebbero stati destinati ad attacchi contro infrastrutture russe ma avrebbero perso il controllo o deviato accidentalmente dal percorso.

Spruds ha sottolineato che la protezione dello spazio aereo lettone rappresenta una responsabilità condivisa con la Nato, motivo per cui Riga ha chiesto un rafforzamento immediato delle difese nell’area baltica.

La Lettonia teme infatti che episodi simili possano ripetersi con maggiore frequenza nei prossimi mesi, soprattutto considerando l’intensificarsi dell’utilizzo dei droni nel conflitto tra Russia e Ucraina.

La richiesta di Lettonia e Lituania alla Nato

La Lituania si è unita rapidamente alla richiesta lettone. Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha dichiarato da Vilnius che il rafforzamento della difesa aerea nell’Europa orientale deve diventare una priorità assoluta per l’Alleanza Atlantica.

Secondo Kaunas, le minacce legate ai droni non sono più teoriche ma rappresentano ormai un rischio concreto per i territori Nato confinanti con il teatro di guerra.

“I droni stanno precipitando continuamente nei territori Nato”, ha affermato il ministro, evidenziando come la sicurezza dello spazio aereo baltico sia diventata una questione strategica per tutta l’Europa.

I Paesi Baltici sono tra i più forti sostenitori dell’Ucraina nella guerra contro la Russia, ma hanno più volte chiarito di non autorizzare l’utilizzo del proprio spazio aereo o territorio per operazioni offensive dirette contro Mosca.

Le richieste avanzate da Lettonia e Lituania puntano quindi a ottenere sistemi di sorveglianza più avanzati, una maggiore presenza Nato nell’area e strumenti più efficaci per intercettare droni e minacce aeree.

La crescente minaccia dei droni in Europa orientale

L’incidente avvenuto in Lettonia non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi diversi droni coinvolti nel conflitto russo-ucraino hanno raggiunto accidentalmente territori appartenenti alla Nato.

A marzo 2025 alcuni velivoli senza pilota avevano già colpito Estonia, Lettonia e Lituania. In uno dei casi era stata danneggiata una centrale elettrica, mentre un altro drone si era schiantato in un lago ghiacciato.

L’utilizzo massiccio dei droni nella guerra moderna sta modificando profondamente le strategie di difesa dei Paesi europei. I droni vengono utilizzati sia per missioni di ricognizione sia per attacchi contro infrastrutture energetiche, basi militari e obiettivi strategici.

Per questo motivo i Paesi confinanti con Russia e Bielorussia stanno aumentando gli investimenti in radar, sistemi anti-drone e tecnologie di sorveglianza.

Le autorità baltiche considerano il rischio di sconfinamenti accidentali o attacchi involontari un problema sempre più concreto, soprattutto nelle regioni vicine ai confini orientali dell’Europa.

I test Nato sui sistemi anti-drone

La Nato ha già avviato diversi programmi di sperimentazione per rafforzare la difesa contro i droni.

Nel marzo scorso il Nato Innovation Range ha effettuato test nella zona di Selija su nuove tecnologie destinate a neutralizzare velivoli senza pilota.

Più recentemente l’Alleanza Atlantica ha reso noto di aver condotto esercitazioni nel poligono di Capu Midia, in Romania, dove sono stati testati oltre 250 sistemi di difesa anti-drone.

I test hanno coinvolto radar avanzati, sensori acustici e sistemi a radiofrequenza progettati per rilevare, tracciare e neutralizzare minacce aeree di piccole dimensioni.

L’obiettivo della Nato è sviluppare una rete di protezione sempre più efficace contro i droni, considerati ormai una delle principali sfide per la sicurezza europea.

La guerra in Ucraina ha infatti dimostrato quanto questi dispositivi possano influenzare il campo di battaglia e colpire infrastrutture civili e militari anche a grande distanza.

L’Europa rafforza la propria difesa

Le richieste dei Paesi Baltici arrivano in un momento particolarmente delicato per la sicurezza europea.

Per la prima volta negli ultimi decenni, molti Paesi europei della Nato stanno aumentando autonomamente gli investimenti nella difesa, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti.

L’ex presidente americano Donald Trump ha più volte sostenuto che l’Europa debba contribuire maggiormente alla propria sicurezza, chiedendo ai Paesi Nato di aumentare la spesa militare dal 2% al 5% del Pil entro il 2035.

Questo scenario sta accelerando il rafforzamento delle capacità militari europee, soprattutto nelle aree considerate più esposte alle tensioni geopolitiche con la Russia.

I Paesi Baltici, per posizione geografica e vicinanza ai confini russi, sono tra quelli che chiedono con maggiore insistenza una presenza Nato più forte e sistemi di protezione più avanzati.

Conclusione

L’incidente dei droni in Lettonia conferma quanto il conflitto tra Russia e Ucraina continui ad avere effetti diretti anche sui territori Nato vicini alla zona di guerra.

Le richieste avanzate da Lettonia e Lituania evidenziano la crescente preoccupazione per la sicurezza dello spazio aereo europeo e la necessità di rafforzare le difese contro nuove minacce tecnologiche.

Con l’aumento dell’utilizzo dei droni nei conflitti moderni, la Nato e i Paesi europei sono chiamati a sviluppare strategie sempre più avanzate per proteggere infrastrutture, confini e popolazione civile.

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