Droni e mobilità aerea avanzata: Veneto e Lombardia accelerano sulla Space Economy italianaNews 

Droni e mobilità aerea avanzata: Veneto e Lombardia accelerano sulla Space Economy italiana

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La mobilità aerea avanzata entra ufficialmente nella strategia industriale e infrastrutturale del Nord Italia. Durante Space Meetings 2026, evento internazionale dedicato all’economia dello spazio e alle tecnologie emergenti, Regione Veneto e gruppo Save hanno firmato un accordo strategico per integrare i droni nel sistema dei trasporti regionali. Parallelamente, Veneto e Lombardia hanno avviato una collaborazione per costruire una filiera aerospaziale condivisa, con l’obiettivo di rafforzare competitività, innovazione e attrazione di investimenti.

Si tratta di un progetto concreto e già operativo, che punta a trasformare il territorio in uno dei principali poli italiani della Advanced Air Mobility (AAM) e della nuova Space Economy. Dall’utilizzo di droni a idrogeno per il trasporto sanitario alla creazione di vertiporti e infrastrutture intelligenti, il piano coinvolge istituzioni, università, startup e grandi operatori del settore.

Veneto e Save firmano l’accordo per integrare i droni nei trasporti

L’intesa siglata tra Regione Veneto, Save ed Enac rappresenta uno dei passaggi più significativi per lo sviluppo della mobilità aerea avanzata in Italia. L’accordo prevede infatti l’avvio del piano operativo destinato all’integrazione dei primi droni all’interno del sistema regionale dei trasporti.

Per supportare il progetto, è stato sviluppato uno “strumento per l’analisi del fabbisogno della Mobilità Aerea Avanzata nel territorio veneto”, utile a individuare le esigenze di mobilità, le tratte logistiche strategiche e le aree più adatte alla realizzazione di vertiporti.

Enac ha inoltre completato una mappatura dettagliata delle infrastrutture regionali dedicate ai servizi di emergenza, degli ospedali, delle cliniche, delle aviosuperfici e della rete aeroportuale. Questa banca dati consentirà di definire i servizi più utili per il territorio e di pianificare l’utilizzo dei droni in modo efficiente e sicuro.

L’accordo è stato formalizzato durante la quarta edizione di Space Meetings 2026, che si è svolto al Venezia Terminal Passeggeri (Vtp), alla presenza di rappresentanti istituzionali e operatori internazionali del comparto aerospaziale.

Droni a idrogeno e trasporto sanitario: il progetto Padova Sandbox

Uno dei progetti più avanzati riguarda il programma Padova Sandbox, che punta all’utilizzo di droni alimentati a idrogeno per il trasporto urgente di materiale sanitario, medicinali e sostanze biologiche.

Il progetto ha già raggiunto un primo traguardo operativo. Il 6 maggio, a Osnago, si è conclusa con successo la sperimentazione del sistema Keb (Key Energy Builder), sviluppato dalla società padovana H2C. Si tratta di una piattaforma compatta per la produzione e l’erogazione di idrogeno verde alimentato da fonti rinnovabili.

Il sistema sarà trasferito nel Sandbox di Padova per alimentare droni e mezzi cargo terrestri. Entro ottobre è previsto il primo volo sperimentale nell’area aeroportuale, seguito dai test Beyond Visual Line Of Sight (Bvlos), tecnologia che consente ai droni di operare oltre il campo visivo del pilota.

L’ultima fase del progetto riguarderà il trasporto di materiale sanitario a temperatura controllata tra le sedi dello Iov di Padova e Castelfranco Veneto, aprendo nuovi scenari per la logistica medica e l’assistenza sanitaria rapida.

L’utilizzo di droni a idrogeno rappresenta una delle applicazioni più innovative della mobilità sostenibile, grazie alla combinazione tra autonomia operativa, basse emissioni e rapidità di trasporto.

Nasce l’asse aerospaziale Veneto-Lombardia

Accanto al tema della mobilità aerea avanzata, Space Meetings 2026 ha sancito anche l’avvio di una collaborazione strategica tra Regione Veneto e Regione Lombardia per creare una filiera aerospaziale integrata.

L’incontro tra gli assessori allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci e Guido Guidesi ha posto le basi per un ecosistema comune capace di presentarsi con una voce unitaria ai tavoli nazionali ed europei.

L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare la competitività delle imprese del comparto aerospaziale, dall’altro attrarre investimenti, startup e giovani talenti altamente qualificati.

La collaborazione si articolerà su più pilastri operativi:

– sviluppo di strumenti finanziari condivisi;

– accesso agevolato al credito per imprese e startup;

– mappatura della filiera microelettronica e microprocessori;

– trasferimento tecnologico tra settore spaziale e industria tradizionale;

– rafforzamento del legame tra ricerca e sistema produttivo.

Tra i protagonisti del progetto figurano anche i cluster regionali e realtà accademiche di eccellenza come il Politecnico di Milano e l’Università di Padova.

Secondo le stime condivise durante l’evento, la Space Economy globale continuerà a crescere con un ritmo superiore al 10% annuo, rendendo strategico il posizionamento dell’asse Veneto-Lombardia nel panorama internazionale.

Space Economy e agricoltura: le nuove tecnologie cambiano il settore agroalimentare

Durante Space Meetings 2026 si è discusso anche delle applicazioni spaziali nel settore agricolo. Le tecnologie sviluppate per lo spazio stanno infatti trovando impiego concreto nell’agricoltura di precisione, nella gestione degli allevamenti e nel monitoraggio ambientale.

L’integrazione tra dati satellitari, sensori avanzati, intelligenza artificiale e sistemi automatizzati consente già oggi di monitorare colture, risorse idriche e caratteristiche del suolo in tempo reale.

Queste soluzioni permettono di ottimizzare l’utilizzo di acqua, fertilizzanti e fattori produttivi, riducendo sprechi e impatto ambientale.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla cosiddetta space agriculture, destinata a diventare centrale nelle future missioni lunari e nei programmi di permanenza umana nello spazio profondo.

Tra i progetti più avanzati c’è MELiSSA dell’Esa, sistema rigenerativo pensato per produrre cibo, acqua e ossigeno attraverso il recupero delle risorse organiche.

Le sperimentazioni riguardano serre modulari, coltivazioni idroponiche e sistemi alimentari per ambienti estremi. Tecnologie che, oltre all’utilizzo spaziale, possono avere ricadute immediate sull’agricoltura sostenibile terrestre e sull’economia circolare.

Nel confronto dedicato al rapporto tra alimentazione e spazio è intervenuto anche Franco Malerba, primo astronauta italiano e fondatore di Space V, startup impegnata nello sviluppo di serre adattive per la coltivazione di microgreens in orbita.

Malerba ha sottolineato come le tecnologie progettate per sostenere gli astronauti nelle missioni di lunga durata possano trasformarsi in nuove opportunità anche per il settore agroalimentare terrestre.

Il Nord Italia punta a diventare hub europeo della mobilità aerea avanzata

Gli accordi firmati a Space Meetings 2026 confermano che Veneto e Lombardia vogliono assumere un ruolo centrale nello sviluppo della mobilità aerea avanzata e della nuova economia dello spazio.

L’integrazione dei droni nei trasporti, l’utilizzo dell’idrogeno verde, la creazione di vertiporti e la collaborazione tra imprese, università e istituzioni rappresentano tasselli di una strategia industriale di lungo periodo.

La nascita di una filiera aerospaziale condivisa potrebbe trasformare il Nord Italia in uno degli hub europei più dinamici per innovazione tecnologica, logistica avanzata e sostenibilità.

La sfida, ora, sarà accelerare la fase operativa e trasformare le sperimentazioni già avviate in servizi concreti per cittadini, imprese e sistema sanitario.

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