Droni sottomarini, il futuro passa dai versi di balene e delfini per evitare le intercettazioniNews 

Droni sottomarini, il futuro passa dai versi di balene e delfini per evitare le intercettazioni

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I droni sottomarini del futuro potrebbero comunicare tra loro e con la superficie imitando i suoni naturali emessi dai cetacei. È una delle nuove linee di ricerca sviluppate dal Polo nazionale della dimensione subacquea, con sede a La Spezia, nell’ambito dei programmi dedicati alla protezione delle infrastrutture critiche presenti sui fondali marini.

Si tratta di un progetto realmente avviato, che coinvolge aziende, università e startup attraverso il Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare. L’obiettivo è sviluppare tecnologie innovative in grado di rendere le comunicazioni dei veicoli autonomi praticamente invisibili ai sistemi di rilevamento ostili.

Il verso dei cetacei ispira le comunicazioni dei droni subacquei

Balene e delfini utilizzano da milioni di anni sistemi di comunicazione estremamente sofisticati. I delfini producono fischi e clic ad alta frequenza, mentre le balene emettono vocalizzazioni complesse che possono propagarsi per centinaia di chilometri nell’acqua.

Proprio queste caratteristiche hanno attirato l’attenzione dei ricercatori italiani. Il progetto denominato “Sea Chatters”, sviluppato dalla società BK srl, punta a creare sistemi di trasmissione capaci di riprodurre fedelmente i suoni dei mammiferi marini o persino particolari schemi luminosi presenti in natura.

In questo modo, il segnale generato dal drone potrebbe confondersi con il rumore ambientale del mare, riducendo drasticamente la probabilità di essere individuato da eventuali sistemi di sorveglianza o da minacce esterne.

Protezione delle infrastrutture sottomarine sempre più strategica

I fondali marini ospitano infrastrutture considerate fondamentali per la sicurezza energetica e delle telecomunicazioni. Metanodotti, gasdotti, cavi elettrici e collegamenti internet sottomarini rappresentano risorse strategiche che richiedono monitoraggio costante.

Un drone autonomo incaricato di sorvegliare un metanodotto potrebbe quindi trasmettere informazioni sulla propria posizione o segnalare eventuali anomalie senza rivelare la propria presenza.

La capacità di comunicare senza essere intercettati rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati delle missioni subacquee, soprattutto in contesti dove la sicurezza delle infrastrutture critiche assume un’importanza crescente.

Negli ultimi anni, l’attenzione verso la protezione delle installazioni presenti sui fondali marini è aumentata sensibilmente, anche alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali e della necessità di garantire continuità alle reti energetiche e alle comunicazioni globali.

Nuovi materiali e maggiore autonomia per i droni sottomarini

Le ricerche non riguardano solamente la comunicazione ispirata ai cetacei. Gli esperti stanno studiando anche materiali innovativi in grado di ridurre la necessità di manutenzione dei veicoli autonomi.

L’acqua marina, infatti, è un ambiente particolarmente aggressivo e può provocare corrosione e deterioramento delle componenti meccaniche ed elettroniche. Grazie a nuove soluzioni tecnologiche, i droni potranno restare immersi per settimane senza richiedere interventi frequenti.

Tra i progetti in fase di sviluppo figurano anche sistemi di comunicazione ottica per sciami di droni subacquei e innovative stazioni di ricarica laser. Queste piattaforme consentirebbero ai veicoli autonomi di rifornirsi di energia senza emergere in superficie, aumentando ulteriormente la loro capacità operativa.

La possibilità di ricaricare le batterie sott’acqua rappresenta un passo importante verso una maggiore indipendenza dei sistemi robotici marini e potrebbe rivoluzionare le attività di monitoraggio e sorveglianza.

Intelligenza artificiale e DNA ambientale per la sorveglianza dei fondali

Un altro settore di ricerca riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata all’analisi del cosiddetto DNA ambientale. Si tratta delle tracce genetiche lasciate nell’acqua dagli organismi viventi presenti nell’ecosistema marino.

Attraverso piattaforme avanzate basate sull’AI sarà possibile identificare specie animali, monitorare variazioni ambientali e raccogliere informazioni utili anche per le missioni di sorveglianza subacquea.

Queste tecnologie potrebbero trovare applicazione non soltanto in ambito militare, ma anche nella ricerca scientifica, nella tutela dell’ambiente e nel controllo dello stato di salute degli ecosistemi marini.

Dalle balene ai robot: la biomimetica guida le tecnologie del futuro

L’idea di imitare i versi dei cetacei rientra nel campo della biomimetica, la disciplina che studia le strategie sviluppate dalla natura per applicarle alle tecnologie moderne.

La comunicazione di balene e delfini rappresenta uno degli esempi più affascinanti di adattamento evolutivo. Riprodurre questi meccanismi potrebbe consentire ai droni sottomarini di operare con maggiore discrezione e sicurezza, aprendo la strada a nuove generazioni di veicoli autonomi sempre più sofisticati.

La ricerca avviata dal Polo nazionale della dimensione subacquea conferma come il mare stia diventando uno dei principali laboratori tecnologici del futuro, dove intelligenza artificiale, robotica e osservazione della natura si incontrano per sviluppare soluzioni innovative.

Conclusioni

I droni sottomarini che imitano i versi di balene e delfini non appartengono alla fantascienza, ma rappresentano un progetto concreto attualmente allo studio in Italia. L’obiettivo è rendere le comunicazioni subacquee sempre più sicure e difficili da intercettare, proteggendo infrastrutture strategiche e ampliando le possibilità operative dei veicoli autonomi. Una tecnologia che potrebbe trasformare profondamente il futuro dell’esplorazione e della sorveglianza dei fondali marini.

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