La farmacia con droni della Cleveland Clinic vola: 20 consegne di farmaci ogni settimanaEsteri News 

La farmacia con droni della Cleveland Clinic vola: 20 consegne di farmaci ogni settimana

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La consegna dei farmaci con i droni è passata dalla fase sperimentale alla vita quotidiana. Negli Stati Uniti, la Cleveland Clinic sta utilizzando i velivoli autonomi di Zipline per portare alcune prescrizioni direttamente nelle abitazioni dei pazienti e il servizio, attivo dall’inizio di agosto 2026, ha già raggiunto un primo ritmo operativo significativo.

Secondo i dati recentemente emersi dal programma di Beachwood, nell’area metropolitana di Cleveland vengono effettuate circa 20 consegne di farmaci alla settimana utilizzando quattro droni. L’infrastruttura installata presso il campus della Cleveland Clinic è però predisposta per ospitare e ricaricare fino a 12 velivoli, lasciando quindi ampio spazio a una futura espansione.

Il progetto rappresenta uno dei casi più interessanti di applicazione della tecnologia dei droni alla sanità. Non si tratta infatti di un semplice test dimostrativo: il servizio è destinato a diventare una componente del sistema di consegna a domicilio della farmacia ospedaliera.

Come funziona la consegna dei farmaci con i droni

Il sistema utilizzato dalla Cleveland Clinic è basato sulla Platform 2 di Zipline, una piattaforma progettata per effettuare consegne autonome senza la necessità di far atterrare il drone nel giardino del destinatario.

Quando una prescrizione è pronta, il personale della farmacia inserisce il pacco in un’apposita struttura di raccolta. Il drone autonomo raggiunge quindi il punto di partenza, recupera la confezione e si dirige verso l’indirizzo del paziente.

La parte più particolare arriva al momento della consegna. Il drone rimane sospeso in aria e utilizza un piccolo dispositivo collegato a un cavo, chiamato droid, per calare il pacco fino al terreno. Una volta completata l’operazione, il dispositivo risale verso il velivolo, che può quindi tornare autonomamente alla propria stazione.

La Cleveland Clinic ha spiegato che il sistema è stato progettato proprio per garantire consegne precise senza richiedere l’accesso fisico del drone alla proprietà. I pazienti possono inoltre seguire lo stato della spedizione attraverso il sistema di comunicazione collegato al proprio account MyChart.

Il servizio è inizialmente destinato ai pazienti già interessati dalla consegna domiciliare della farmacia e che dispongono di farmaci compatibili con il trasporto aereo. La partecipazione è facoltativa e non comporta costi aggiuntivi.

VentI consegne a settimana: un primo dato operativo

Il dato più interessante riguarda il numero di voli. A poche settimane dall’avvio, quattro droni Zipline effettuano complessivamente circa 20 consegne ogni settimana. Significa, in media, cinque consegne settimanali per ciascun velivolo.

Il numero non è ancora elevato se confrontato con la capacità potenziale della tecnologia, ma va interpretato considerando che il programma è appena entrato nella fase operativa. L’obiettivo iniziale non è infatti quello di sostituire immediatamente tutti i corrieri tradizionali, ma di costruire un sistema affidabile che possa essere ampliato progressivamente.

Ancora più significativo è il fatto che la struttura di Beachwood disponga di infrastrutture di ricarica progettate per 12 droni. La Cleveland Clinic sta quindi utilizzando solo una parte della capacità predisposta, creando le condizioni tecniche per aumentare il numero di consegne senza dover necessariamente ricostruire da zero l’infrastruttura.

Matt Soder, direttore esecutivo della farmacia, ha indicato l’intenzione di ampliare il programma nei prossimi mesi. La strategia prevede anche la possibilità di portare le stazioni di ricarica in altre strutture della Cleveland Clinic. Non è stata però indicata una data precisa per un’eventuale estensione ad Akron.

Il limite attuale è il raggio di consegna

Per il momento il servizio è disponibile entro un raggio di circa cinque miglia, pari a otto chilometri, dal campus amministrativo di Beachwood. La scelta di mantenere un’area relativamente contenuta permette di controllare meglio le operazioni durante la fase iniziale e di raccogliere dati sull’affidabilità del sistema.

Il limite è comunque inferiore alle capacità teoriche del P2 Zip. La piattaforma è stata progettata per operare su distanze maggiori e può coprire un’area di servizio di circa 10 miglia, ovvero 16 chilometri. La Cleveland Clinic sta quindi utilizzando soltanto una parte delle potenzialità del velivolo.

Per poter ricevere una consegna, il paziente deve inoltre abitare in una casa compatibile con il sistema e avere un’area libera da ostacoli dove il pacco possa essere depositato in sicurezza. Prima del primo volo, l’indirizzo viene verificato e vengono individuati i punti di consegna autorizzati.

Un sistema di sensori contribuisce a evitare situazioni pericolose. Se il drone rileva un movimento sotto il punto di rilascio, il pacco non viene sganciato. In caso di problemi, il sistema può inoltre interrompere la procedura, utilizzare un punto alternativo o rientrare alla base, informando sia il paziente sia la farmacia.

Consegna in 15 minuti, ma non tutti i farmaci possono volare

Uno dei principali vantaggi della consegna tramite drone è la velocità. Una spedizione che con un corriere tradizionale può richiedere ore può essere completata in circa 15 minuti all’interno dell’area servita.

Per un paziente che deve ricevere rapidamente una prescrizione, la differenza può essere importante. Il vantaggio diventa particolarmente evidente quando il farmaco deve essere assunto con una certa urgenza e non è pratico recarsi personalmente in farmacia.

La tecnologia, però, non può ancora trasportare qualsiasi prodotto. Sono esclusi, almeno nella fase attuale, i farmaci refrigerati, le sostanze controllate e diverse categorie di medicinali specialistici, oltre agli articoli che richiedono confezioni troppo grandi.

È proprio questo uno dei principali ostacoli alla crescita dei volumi. Il programma era stato concepito con prospettive più ampie, comprendendo nel lungo periodo anche medicinali specialistici, campioni di laboratorio, pasti personalizzati e forniture mediche e chirurgiche. Per ora, tuttavia, il servizio rimane concentrato su un gruppo selezionato di prescrizioni.

Il maltempo non ferma facilmente i droni Zipline

Per un servizio sanitario la velocità non basta. La vera sfida è garantire continuità operativa. Un sistema di consegna dei farmaci non sarebbe particolarmente utile se dovesse essere sospeso ogni volta che piove o aumenta il vento.

Secondo i dati riferiti dai responsabili del programma, i droni sono rimasti operativi per oltre il 90% del tempo durante diverse settimane caratterizzate da piogge e vento nel nord-est dell’Ohio. I velivoli dispongono di sensori dedicati alle condizioni meteorologiche e vengono fermati quando vengono rilevate situazioni particolarmente severe, come temporali o bufere di neve.

Il dato sull’affidabilità potrebbe essere persino più importante del tempo necessario per completare una consegna. Per una farmacia ospedaliera, infatti, la capacità di garantire il servizio con regolarità è essenziale per trasformare il drone da tecnologia innovativa a vera infrastruttura logistica.

Dalla farmacia alla sanità del futuro

La Cleveland Clinic non considera il progetto esclusivamente come un nuovo sistema per consegnare prescrizioni. La collaborazione con Zipline potrebbe diventare la base per una rete logistica più ampia, capace di collegare pazienti, farmacie e strutture sanitarie.

Tra gli sviluppi previsti figurano il trasporto di campioni di laboratorio, pasti adattati alle esigenze mediche, forniture chirurgiche e altri materiali sanitari. Se queste categorie verranno effettivamente integrate nel servizio, il numero di missioni potrebbe aumentare in modo significativo.

La sperimentazione di Beachwood offre quindi un’importante indicazione sull’evoluzione della consegna con droni negli Stati Uniti. La domanda non è più soltanto se un drone sia tecnicamente capace di trasportare un pacco, ma se possa inserirsi in modo affidabile, sicuro e conveniente nei processi quotidiani di un grande sistema sanitario.

Un modello che potrebbe cambiare la consegna dei farmaci

Le circa 20 consegne settimanali rappresentano soltanto l’inizio, ma costituiscono uno dei primi dati concreti sull’utilizzo continuativo dei droni per la distribuzione di farmaci prescritti direttamente ai pazienti negli Stati Uniti.

Il progetto della Cleveland Clinic mostra soprattutto come la tecnologia possa ridurre i tempi dell’ultimo miglio, mantenendo il controllo della spedizione e limitando la necessità di utilizzare mezzi terrestri per ogni singola consegna.

Nei prossimi mesi sarà interessante osservare se l’aumento della flotta, l’ampliamento dell’area servita e l’inserimento di nuove categorie di prodotti riusciranno a trasformare le attuali 20 consegne settimanali in un volume molto più consistente. Se il modello di Beachwood dimostrerà di essere affidabile anche su scala maggiore, la farmacia con droni potrebbe diventare una componente concreta della sanità americana del futuro.

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