Apricena, stop ai roghi agricoli: controlli anche con i droni per fermare le bruciature illegali
Apricena alza il livello dei controlli contro i roghi agricoli. Nel territorio comunale del Foggiano la Polizia Locale sta intensificando l’attività di sorveglianza per contrastare la combustione illecita di stoppie e residui delle coltivazioni, utilizzando anche i droni per raggiungere e monitorare aree difficilmente accessibili ai mezzi terrestri.
La strategia punta a prevenire comportamenti che, soprattutto durante i mesi più caldi e secchi, possono trasformare una semplice bruciatura in un incendio molto più difficile da controllare. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è duplice: individuare eventuali violazioni e proteggere il territorio, mettendo al centro la sicurezza delle persone e la tutela dell’ambiente.
Controlli con i droni contro i roghi agricoli
L’utilizzo dei droni rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la Polizia Locale può ampliare la propria capacità di controllo del territorio. Le campagne di Apricena comprendono infatti zone estese e aree nelle quali l’accesso con le automobili o con altri mezzi può risultare complicato.
La sorveglianza dall’alto consente di osservare porzioni più ampie di territorio e di intervenire con maggiore tempestività quando vengono individuati focolai o situazioni sospette. Il drone non sostituisce l’attività degli agenti, ma può diventare un supporto operativo importante nelle attività di prevenzione e accertamento.
In questo modo, anche un terreno apparentemente isolato può rientrare nell’area sottoposta a controllo. È proprio questo uno dei messaggi lanciati dall’amministrazione: la distanza dal centro abitato non significa assenza di regole né libertà di effettuare bruciature vietate.
Il Comune di Apricena, guidato dal sindaco Antonio Potenza, ha tra i propri rappresentanti anche il vicesindaco Ivan Augelli e l’assessore Giuseppe Solimando, figure citate nell’attività amministrativa del Comune.
Roghi di stoppie e residui agricoli: perché i controlli sono importanti
La combustione incontrollata dei residui agricoli può rappresentare un problema sotto diversi punti di vista. Le fiamme possono propagarsi rapidamente, soprattutto quando sono presenti vento, vegetazione secca e temperature elevate. Un fuoco acceso per eliminare stoppie o residui della lavorazione agricola può quindi trasformarsi in un incendio capace di interessare campi, infrastrutture e aree naturali.
A questo si aggiunge la questione della qualità dell’aria. La combustione di materiale vegetale produce fumi e particolato che possono raggiungere le zone abitate, creando disagi alla popolazione. Per questo la prevenzione dei roghi agricoli non riguarda soltanto la protezione delle campagne, ma anche la tutela della salute pubblica.
Il tema assume particolare rilevanza nel periodo estivo, quando la combinazione tra caldo, siccità e vegetazione facilmente infiammabile aumenta il rischio che un piccolo incendio sfugga rapidamente al controllo.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, nell’attuale stagione gli episodi di bruciatura illecita di stoppie e residui delle coltivazioni di pomodoro si sarebbero ridotti sensibilmente. Un risultato attribuito anche alla collaborazione degli agricoltori che stanno rispettando maggiormente le disposizioni e contribuendo alla prevenzione.
Divieto di bruciatura e sanzioni: cosa rischia chi viola le regole
Il richiamo dell’amministrazione riguarda in particolare la normativa regionale pugliese sulla combustione dei residui vegetali agricoli e forestali. Nel periodo indicato dalla normativa regionale, la bruciatura di questi materiali è vietata, compresi i residui derivanti dalle coltivazioni di pomodoro.
Il divieto assume un’importanza ancora maggiore durante la stagione caratterizzata dalla maggiore pericolosità degli incendi. La Regione Puglia ha infatti previsto specifiche disposizioni per limitare le attività che possono favorire l’innesco e la propagazione delle fiamme.
Per le violazioni richiamate dall’amministrazione comunale di Apricena sono previste sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo il cui mancato rispetto può avere conseguenze economiche rilevanti.
Il messaggio rivolto ai proprietari e ai conduttori dei terreni è dunque chiaro: prima di effettuare qualsiasi attività che comporti l’utilizzo del fuoco è necessario conoscere le disposizioni in vigore e verificare ciò che è consentito nel periodo e nel luogo interessato.
Apricena, l’appello agli agricoltori: collaborazione e responsabilità
Accanto all’attività repressiva, l’amministrazione comunale sottolinea l’importanza della collaborazione con il mondo agricolo. Il calo degli episodi contestati viene infatti considerato un segnale positivo, soprattutto perché dimostra che prevenzione e rispetto delle regole possono produrre risultati concreti.
Il vicesindaco Ivan Augelli ha rivolto un ringraziamento agli agricoltori che stanno dimostrando attenzione e senso di responsabilità, sottolineando al tempo stesso che i controlli continueranno. L’obiettivo non sarebbe quindi quello di penalizzare indiscriminatamente il settore agricolo, ma di contrastare quei comportamenti che possono mettere a rischio la sicurezza collettiva.
La presenza dei droni aggiunge un ulteriore livello alla strategia di controllo. L’attività di sorveglianza può infatti concentrarsi anche sulle aree rurali più lontane e meno facilmente raggiungibili, rendendo più difficile sottrarsi ai controlli semplicemente operando in una zona isolata.
Salute, sicurezza e tutela del territorio prima di tutto
La linea scelta dal Comune di Apricena si inserisce in un contesto nel quale la prevenzione degli incendi agricoli assume un valore fondamentale. Un rogo non controllato può provocare danni ambientali, mettere in pericolo persone e animali, compromettere coltivazioni e infrastrutture e richiedere l’intervento dei vigili del fuoco e delle altre strutture di emergenza.
Per questo motivo l’attività della Polizia Locale non si limita alla verifica delle eventuali violazioni già commesse, ma punta anche a creare un effetto deterrente. Sapere che le campagne possono essere monitorate anche attraverso sistemi tecnologici come i droni può contribuire a scoraggiare comportamenti irresponsabili.
La tecnologia diventa così uno strumento al servizio della sicurezza: le immagini e le informazioni raccolte durante le attività di controllo possono supportare gli agenti nell’individuazione delle situazioni che richiedono verifiche e negli eventuali accertamenti previsti dalla legge.
Controlli destinati a proseguire nelle campagne di Apricena
La riduzione delle bruciature illecite registrata secondo l’amministrazione non significa dunque che l’attenzione possa diminuire. Al contrario, il Comune ha annunciato la prosecuzione dei controlli sul territorio e la contestazione delle violazioni accertate.
Il messaggio rivolto alla cittadinanza e agli operatori agricoli è semplice: le campagne non sono zone franche. Anche nei terreni più lontani dai centri abitati valgono le disposizioni sulla prevenzione degli incendi e sulla gestione dei residui agricoli.
Per gli agricoltori, la strada indicata è quella della collaborazione e del rispetto delle norme. Per le autorità locali, invece, la sfida è continuare a combinare presenza sul territorio, prevenzione e strumenti tecnologici avanzati.
La vicenda di Apricena dimostra quindi come i droni possano diventare un alleato concreto nei controlli ambientali e nella prevenzione degli incendi agricoli. L’obiettivo finale resta quello ribadito dall’amministrazione: evitare che una pratica vietata possa trasformarsi in un rischio per la collettività. Perché, prima di qualsiasi scorciatoia nella gestione dei terreni, vengono la salute dei cittadini, la sicurezza delle campagne e la tutela del territorio.

