Droni e robot per costruire le Moto Guzzi: inaugurato il nuovo stabilimento in Lombardia
Moto Guzzi guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. A Mandello del Lario, in provincia di Lecco, è stato inaugurato il nuovo stabilimento del celebre marchio motociclistico appartenente al Gruppo Piaggio. Un progetto ambizioso che trasforma lo storico sito produttivo, attivo nello stesso luogo dalla fondazione dell’azienda nel 1921, in un moderno hub industriale, tecnologico e culturale.
Dopo quasi cinque anni di lavori e un investimento superiore a 50 milioni di euro, la fabbrica lombarda integra nuove linee produttive automatizzate, sistemi robotizzati e i droni terrestri Kilo sviluppati da Piaggio Fast Forward. Ma non c’è soltanto tecnologia: accanto alla produzione nasce infatti anche un nuovo museo di 3.000 metri quadrati dedicato alla storia della Moto Guzzi.
L’inaugurazione, avvenuta il 2 settembre 2026, rappresenta dunque un passaggio importante per uno dei marchi motociclistici italiani più conosciuti nel mondo. Il progetto punta a mettere insieme tradizione industriale, innovazione, design e apertura al pubblico.
Un investimento da oltre 50 milioni per la nuova Moto Guzzi
Il cuore dell’intervento è la trasformazione dello storico stabilimento di Mandello del Lario, sulle sponde del ramo lecchese del Lago di Como. La scelta di mantenere la produzione nello stesso luogo in cui Moto Guzzi nacque nel 1921 ha un forte valore simbolico: la modernizzazione non comporta infatti l’abbandono delle radici del marchio, ma la loro integrazione con una nuova concezione della fabbrica.
Il progetto ha richiesto quasi cinque anni di lavori e un investimento complessivo superiore a 50 milioni di euro. La superficie industriale raggiunge ora circa 38.000 metri quadrati, grazie alla realizzazione di 5.500 metri quadrati di nuovi edifici industriali. Sono stati inoltre aggiunti 380 metri quadrati di nuovi uffici.
Uno degli obiettivi principali dell’intervento è aumentare la capacità produttiva. Il nuovo assetto consente infatti di arrivare a oltre 30.000 motociclette all’anno, offrendo al marchio maggiore flessibilità e una struttura produttiva adeguata alle esigenze future.
Durante la presentazione, l’amministratore delegato del Gruppo Piaggio, Michele Colaninno, ha sottolineato il significato industriale del progetto, definendo il nuovo stabilimento un punto di riferimento tecnologico per il settore motociclistico mondiale.
Robot e droni terrestri entrano nella linea di produzione
La caratteristica più curiosa del nuovo impianto riguarda l’utilizzo della robotica nella movimentazione delle motociclette. Qui il termine droni può creare qualche equivoco: non si tratta infatti di velivoli che volano, ma di robot terrestri autonomi progettati per spostare le moto all’interno dello stabilimento.
Si tratta dei Kilo, sviluppati e realizzati a Boston da Piaggio Fast Forward, società del Gruppo Piaggio specializzata nella robotica. Al termine della linea di assemblaggio, questi veicoli robotizzati prendono in consegna le motociclette e le trasportano verso le fasi successive, compresi i collaudi finali.
Il sistema è stato concepito anche con un obiettivo molto concreto: ridurre il carico fisico sui lavoratori e aumentare la sicurezza durante le operazioni di movimentazione. La robotica, quindi, non viene utilizzata soltanto per accelerare la produzione, ma anche per modificare il modo in cui persone e macchine collaborano all’interno della fabbrica.
Le nuove linee per l’assemblaggio dei motori sono completamente nuove e automatizzate. Anche il collegamento tra l’officina motori e l’area di assemblaggio finale avviene attraverso un sofisticato sistema di trasporto completamente robotizzato.
È un esempio interessante di come la smart factory stia entrando anche nel mondo delle due ruote: sensori, automazione, robot mobili e sistemi di movimentazione possono lavorare insieme lasciando alle persone le attività nelle quali esperienza e competenze manuali restano fondamentali.
La fabbrica diventa anche un museo della storia italiana
La vera particolarità del progetto Moto Guzzi è però che la nuova struttura non è stata pensata esclusivamente come un impianto produttivo. Il complesso comprende infatti anche un nuovo Museo Moto Guzzi, progettato per raccontare oltre un secolo di storia del marchio.
Il museo occupa circa 3.000 metri quadrati e ospita più di 160 motociclette restaurate. Il percorso attraversa diverse epoche della storia Moto Guzzi, dai primi prototipi alle moto protagoniste delle competizioni internazionali. La collezione comprende anche esemplari legati ai successi sportivi che hanno contribuito ai 14 titoli mondiali conquistati dal marchio.
Ma la caratteristica più interessante è il rapporto diretto tra museo e produzione. Dalle aree dedicate alla storia sarà possibile osservare anche le linee di assemblaggio, creando un collegamento visivo tra le motociclette del passato e quelle che vengono costruite oggi.
In questo modo il visitatore non si limita a osservare una collezione di moto storiche, ma può comprendere come la tradizione del marchio continui a essere legata alla produzione contemporanea.
Il progetto di Greg Lynn tra design, tecnologia e tradizione
La trasformazione dello stabilimento è stata affidata a un progetto guidato dall’architetto americano Greg Lynn, conosciuto a livello internazionale anche per il suo lavoro nel campo dell’architettura e del design. L’obiettivo era superare la tradizionale separazione tra fabbrica e spazio culturale.
Il risultato è un hub multifunzionale nel quale produzione industriale, museo, innovazione ed eventi convivono nello stesso complesso. Il nuovo insediamento comprende infatti anche spazi pensati per accogliere il pubblico, con aree dedicate a eventi, workshop e attività legate al mondo Moto Guzzi.
La filosofia del progetto è particolarmente significativa per un marchio con una storia così lunga. L’obiettivo non è trasformare Moto Guzzi in una semplice azienda tecnologica, ma utilizzare la tecnologia per valorizzare l’identità del brand.
Il contrasto tra i robot impegnati nella produzione e le motociclette storiche esposte nel museo diventa così parte integrante dell’esperienza. Il passato non viene messo da parte: viene inserito all’interno di un ambiente industriale progettato per affrontare le sfide dei prossimi anni.
Una nuova fabbrica per oltre 30.000 moto all’anno
L’ammodernamento dello stabilimento ha quindi una duplice funzione. Da una parte c’è la necessità di rendere più efficiente la produzione attraverso automazione e robotica; dall’altra c’è la volontà di trasformare Mandello del Lario in una vera casa Moto Guzzi, capace di accogliere motociclisti, appassionati e visitatori.
L’incremento della capacità produttiva a oltre 30.000 veicoli all’anno rappresenta uno dei dati più importanti dell’operazione. La nuova infrastruttura offre infatti al marchio una maggiore capacità industriale proprio mantenendo la produzione nel luogo storico in cui Moto Guzzi è nata.
La fabbrica è inoltre dotata di interventi dedicati all’efficienza energetica, tra cui 1.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, inseriti nel percorso di rinnovamento dello stabilimento.
Moto Guzzi tra passato e futuro
La nuova fabbrica di Mandello del Lario racconta una trasformazione che va oltre la semplice modernizzazione di un impianto industriale. In un settore nel quale automazione, robotica e sistemi intelligenti stanno assumendo un ruolo sempre più importante, Moto Guzzi ha scelto di applicare queste tecnologie senza rinunciare al luogo simbolo della propria storia.
I droni terrestri Kilo sono forse l’immagine più efficace di questa evoluzione: robot che si muovono accanto alle motociclette, trasportandole verso i collaudi e alleggerendo alcune operazioni fisiche. A pochi metri di distanza, il museo conserva invece modelli che hanno attraversato decenni di storia industriale e sportiva.
È proprio questa combinazione a rendere particolare il progetto di Mandello: una fabbrica del futuro costruita dentro la storia di Moto Guzzi. L’investimento da oltre 50 milioni di euro, l’automazione delle linee produttive, i robot mobili e il nuovo museo indicano la direzione scelta dal Gruppo Piaggio per uno dei suoi marchi più iconici.
Il nuovo stabilimento Moto Guzzi è quindi molto più di una fabbrica rinnovata: è un ponte tra il patrimonio industriale italiano e la nuova era della produzione intelligente. Per chi ama le motociclette, Mandello del Lario continuerà a rappresentare un luogo legato alla storia della Moto Guzzi, ma ora anche un laboratorio nel quale robot e persone lavorano insieme per costruire le moto del futuro.

