Drone con termocamera localizza un escursionista in difficoltà nel bosco: decisivo il soccorso alpinoNews 

Drone con termocamera localizza un escursionista in difficoltà nel bosco: decisivo il soccorso alpino

Tempo di lettura: 5 minuti Un drone dotato di termocamera ha permesso di individuare rapidamente un escursionista in difficoltà nei boschi della Val Sedornia, in provincia di Bergamo. L’intervento, avvenuto nel tardo pomeriggio di martedì 15 settembre, ha visto collaborare i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico e i vigili del fuoco. A fare la differenza è stato anche l’impiego di un pilota di droni, che ha consentito alle squadre di localizzare la persona dall’alto e di stabilire un primo contatto vocale grazie all’altoparlante installato sul velivolo. La tecnologia si è rivelata particolarmente utile in un ambiente boschivo e montano, dove individuare una persona da terra può richiedere tempo e dove la visibilità può essere limitata. In questo caso, le coordinate fornite dalla centrale operativa hanno permesso di concentrare la ricerca nell’area corretta, mentre la termocamera del drone ha consentito di riconoscere la presenza dell’escursionista.

L’allarme per un escursionista a 1.450 metri di quota

L’allertamento è scattato intorno alle 17.30, dopo la richiesta di aiuto proveniente da un escursionista che si trovava a circa 1.450 metri di altitudine in Val Sedornia, nel territorio bergamasco. La situazione ha richiesto l’intervento delle squadre di soccorso, chiamate a raggiungere la persona in un contesto caratterizzato dalla presenza di boschi e strade sterrate. Dalla Stazione di Valbondione del Soccorso Alpino e Speleologico sono partiti quattro tecnici. Tra loro era presente anche un operatore specializzato nella conduzione di droni. Contemporaneamente sono entrati in azione i vigili del fuoco, dando vita a un intervento coordinato per raggiungere nel minor tempo possibile l’escursionista. Le squadre hanno inizialmente utilizzato i mezzi fuoristrada per percorrere una strada sterrata. Il tragitto ha richiesto circa venti minuti. Una volta raggiunta la zona compatibile con le coordinate comunicate dalla centrale, il drone è stato utilizzato per supportare le operazioni di ricerca.

La termocamera del drone individua la persona nel bosco

È proprio in questa fase che la tecnologia ha assunto un ruolo determinante. Il drone ha sorvolato l’area consentendo ai soccorritori di effettuare una ricerca dall’alto. La termocamera, sfruttando la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti e dalle persone, può evidenziare una presenza umana anche quando l’ambiente circostante rende difficile individuarla a occhio nudo. Nel caso della Val Sedornia, l’utilizzo del sensore termico ha permesso di localizzare l’escursionista nel bosco. L’informazione ottenuta dal drone ha fornito alle squadre a terra un punto preciso verso cui dirigersi, riducendo il rischio di effettuare una ricerca dispersiva sul terreno. Il vantaggio di utilizzare un drone in situazioni di questo tipo non riguarda soltanto la velocità. Un velivolo senza equipaggio può infatti osservare dall’alto zone difficilmente accessibili alle squadre, fornendo immagini e informazioni utili agli operatori prima ancora che questi raggiungano fisicamente l’area. La presenza di un pilota di droni all’interno della squadra di soccorso rappresenta quindi un elemento sempre più importante nelle operazioni in ambiente montano. Il mezzo aereo non sostituisce i soccorritori, ma può diventare uno strumento aggiuntivo per migliorare la fase di ricerca e localizzazione.

Il drone parla all’escursionista grazie all’altoparlante

Una delle caratteristiche più significative dell’intervento è stata la possibilità di comunicare direttamente con la persona individuata. Il drone era infatti equipaggiato con un altoparlante, attraverso il quale i soccorritori hanno potuto rivolgersi all’escursionista mentre le squadre si preparavano a raggiungerlo. Questo particolare aspetto ha avuto un’importanza concreta. Una persona sola in un bosco, soprattutto dopo aver chiesto aiuto, può vivere momenti di forte apprensione. Sapere che i soccorritori hanno già individuato la propria posizione e che stanno arrivando può contribuire a mantenere la calma e a evitare spostamenti non necessari. Il contatto vocale effettuato tramite il drone ha quindi svolto una doppia funzione: da un lato ha confermato alla squadra la presenza dell’escursionista nel punto individuato, dall’altro ha consentito di stabilire un primo collegamento con lui prima dell’arrivo dei soccorritori. È un esempio concreto di come le moderne tecnologie per il soccorso con droni non siano limitate alla semplice acquisizione di immagini. Sensori termici, sistemi di comunicazione e altri dispositivi possono trasformare il drone in una piattaforma capace di supportare diverse fasi di un intervento.

Soccorso Alpino e vigili del fuoco lo raggiungono a piedi

Dopo aver individuato l’escursionista, il lavoro delle squadre non era ancora terminato. Il punto localizzato dal drone doveva infatti essere raggiunto fisicamente dai soccorritori. I tecnici del Soccorso Alpino e i vigili del fuoco hanno quindi proseguito a piedi. Per arrivare dalla zona raggiunta con i mezzi al luogo in cui si trovava la persona sono stati necessari circa trenta minuti di cammino. Una volta raggiunto l’escursionista, i soccorritori hanno verificato le sue condizioni. La persona è stata trovata illesa. Non è stato quindi necessario un intervento sanitario d’emergenza, ma i tecnici hanno provveduto ad accompagnarla verso valle in condizioni di sicurezza. L’operazione si è conclusa intorno alle 20, circa due ore e mezza dopo l’allertamento iniziale. Un intervento che si è concluso senza conseguenze per l’escursionista e nel quale il drone ha contribuito in modo significativo alla fase di localizzazione.

Droni sempre più importanti nelle operazioni di ricerca

L’episodio della Val Sedornia mostra una delle applicazioni più concrete dei droni nel settore della sicurezza. In ambiente montano, infatti, la possibilità di osservare rapidamente un’area dall’alto può fornire ai soccorritori informazioni preziose prima dell’arrivo sul posto. La termografia aerea può essere particolarmente utile durante le ricerche di persone disperse o in difficoltà. Il sensore termico non deve essere considerato una soluzione autonoma: condizioni ambientali, vegetazione, distanza e caratteristiche del terreno possono influenzare la capacità di individuazione. Tuttavia, quando viene utilizzato da operatori qualificati e integrato con le procedure di soccorso, può rappresentare un importante supporto. Ancora più interessante è la combinazione tra rilevamento e comunicazione. Individuare una persona è il primo obiettivo, ma riuscire anche a stabilire un contatto può fornire ulteriori informazioni alla centrale e alla squadra a terra. L’altoparlante del drone, in questo caso, ha permesso ai soccorritori di comunicare con l’escursionista prima di raggiungerlo fisicamente. Questa integrazione tra droni, termocamere e soccorso alpino conferma come i velivoli senza pilota stiano entrando sempre più nelle attività di ricerca e assistenza. Il loro utilizzo può contribuire a rendere più efficiente la raccolta delle informazioni durante le prime fasi di un’emergenza, lasciando comunque alle squadre specializzate il compito fondamentale di raggiungere, valutare e assistere direttamente le persone coinvolte.

Un intervento concluso senza conseguenze

Il caso della Val Sedornia si è concluso positivamente. L’escursionista, individuato grazie al supporto del drone e della termocamera, è stato raggiunto dai soccorritori e accompagnato a valle dopo essere stato trovato in buone condizioni. La vicenda rappresenta un esempio concreto dell’utilità che le nuove tecnologie possono avere nelle attività di soccorso in montagna. In questo caso, l’impiego combinato di coordinate, drone, sensore termico e altoparlante ha consentito di localizzare rapidamente la persona e di rassicurarla mentre le squadre procedevano verso di lei. Per chi frequenta sentieri e aree montane, l’episodio ricorda anche quanto sia importante affrontare le escursioni con la necessaria preparazione, prestando attenzione alle condizioni del percorso e mantenendo disponibili i sistemi di comunicazione. In caso di difficoltà, fornire ai soccorritori una posizione il più possibile precisa può fare una differenza importante. Il soccorso con i droni sta dunque diventando uno strumento sempre più presente nelle emergenze in ambiente naturale. La tecnologia non sostituisce l’esperienza dei tecnici del Soccorso Alpino e degli altri operatori, ma può offrire loro una visuale aggiuntiva e informazioni decisive per intervenire con maggiore rapidità e precisione.

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