Droni e intelligenza digitale per il Prosecco: a Conegliano nasce il Tecnico Agritech del futuroAgricoltura con Droni News 

Droni e intelligenza digitale per il Prosecco: a Conegliano nasce il Tecnico Agritech del futuro

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Tra i filari delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, la tradizione vitivinicola incontra una nuova generazione di tecnologie. Droni, sensori, strumenti digitali e tecniche di agricoltura di precisione stanno infatti trasformando il modo di gestire il vigneto e, insieme a questa evoluzione, cresce la necessità di professionisti capaci di utilizzare queste soluzioni in modo concreto.

È proprio da questa esigenza che nasce il percorso per diventare Tecnico specializzato agritech per la viticoltura sostenibile e di precisione, corso biennale promosso dall’ITS Academy Agroalimentare Veneto per il biennio 2026-2028. La sede delle attività sarà a Conegliano, presso l’ISISS “G.B. Cerletti”, nel cuore di un territorio riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Il progetto rappresenta un punto di incontro particolarmente significativo tra il patrimonio agricolo e culturale veneto e l’innovazione tecnologica. L’obiettivo è formare figure professionali in grado di seguire il vigneto attraverso strumenti moderni, prendendo decisioni basate sui dati e contribuendo allo stesso tempo alla sostenibilità della produzione.

Dal drone al sensore: così cambia la gestione del vigneto

La viticoltura di precisione sta modificando profondamente il lavoro in campagna. Le tecnologie digitali consentono infatti di raccogliere informazioni sulle condizioni del terreno e delle piante, individuare eventuali criticità e intervenire in maniera più mirata.

In questo scenario il drone agricolo diventa uno strumento che può affiancare il tecnico nelle attività di osservazione e monitoraggio. Le immagini raccolte dall’alto possono contribuire a ottenere una visione complessiva del vigneto e a individuare aree che richiedono maggiore attenzione. La sensoristica, invece, permette di raccogliere dati utili per comprendere meglio le condizioni della coltivazione.

La tecnologia, quindi, non sostituisce l’esperienza dell’agricoltore, ma la integra. Il professionista del futuro dovrà saper interpretare le informazioni provenienti dagli strumenti digitali e trasformarle in indicazioni operative per la gestione del vigneto.

È questa una delle caratteristiche più importanti della nuova figura dell’Agritech Technician: un professionista capace di unire competenze agronomiche, conoscenze scientifiche e abilità digitali.

Un percorso di formazione costruito sulle esigenze delle aziende

Il corso biennale è stato progettato per rispondere a una necessità concreta del comparto vitivinicolo veneto. Il mondo del vino richiede infatti competenze sempre più diversificate: non basta conoscere la coltivazione della vite, ma occorre comprendere anche meccanizzazione, tecnologie digitali, sostenibilità, sicurezza, certificazioni e gestione dei processi produttivi.

Il percorso prevede complessivamente 1.800 ore di formazione. Di queste, 1.000 sono dedicate ad attività in aula e laboratorio, mentre altre 800 ore vengono svolte attraverso lo stage in azienda. Un’impostazione che permette agli studenti di affiancare alla preparazione teorica un’esperienza diretta all’interno della filiera.

Durante la formazione vengono affrontate le diverse fasi della produzione viticola. Si parte dalla scelta dei materiali vivaistici e dalla progettazione dell’impianto, per arrivare alla gestione agronomica del vigneto, alla difesa fitosanitaria, alla raccolta dell’uva e al successivo conferimento.

Particolare attenzione viene riservata alla meccanizzazione agricola e alle tecniche di viticoltura di precisione. In questo ambito trovano spazio anche droni e sistemi di sensoristica, strumenti destinati ad avere un ruolo crescente nelle aziende agricole moderne.

Prosecco e sostenibilità: la tecnologia al servizio della qualità

Nel territorio delle Colline del Prosecco, innovare significa anche trovare un equilibrio tra produttività, qualità e tutela dell’ambiente. La conformazione del territorio e il valore paesaggistico dell’area rendono particolarmente importante una gestione attenta delle risorse e delle pratiche agricole.

La viticoltura sostenibile può trarre vantaggio proprio dall’utilizzo di dati e tecnologie. Una maggiore conoscenza delle condizioni del vigneto consente infatti di orientare le decisioni e di valutare con maggiore precisione le esigenze delle diverse zone coltivate.

Il tecnico agritech diventa così una figura di collegamento tra il lavoro tradizionale e gli strumenti dell’agricoltura digitale. Il suo compito può riguardare la gestione quotidiana del vigneto, ma anche il controllo dei processi, la qualità della produzione e l’applicazione delle procedure richieste dalle certificazioni.

L’obiettivo finale rimane quello di portare in cantina uve di qualità, mantenendo sotto controllo ogni fase della produzione. La tecnologia diventa quindi un mezzo per supportare il lavoro umano e contribuire alla valorizzazione dell’intera filiera del vino.

Una formazione che comprende anche i patentini per i droni

Uno degli aspetti più interessanti del percorso riguarda la possibilità di acquisire competenze che vanno oltre la semplice conoscenza teorica delle tecnologie. Al termine della formazione sono infatti previsti anche importanti titoli e abilitazioni utili per operare nel settore.

Tra questi figurano l’abilitazione all’utilizzo dei prodotti fitosanitari, la formazione in materia di sicurezza e le certificazioni necessarie per il pilotaggio dei droni nelle categorie A1+A3.

Queste competenze possono rendere il profilo professionale particolarmente interessante per le aziende vitivinicole che stanno introducendo sistemi digitali nei propri processi. Un tecnico capace di comprendere sia gli aspetti agronomici sia quelli tecnologici può infatti contribuire a rendere più efficiente la gestione delle attività.

La conoscenza dei droni, in questo senso, rappresenta una componente di un profilo molto più ampio. Non si tratta semplicemente di imparare a pilotare un velivolo senza pilota, ma di comprendere come utilizzare i dati e le immagini ottenute per supportare il processo decisionale.

Dalla gestione del vigneto al controllo qualità: gli sbocchi professionali

Le opportunità professionali legate al nuovo percorso formativo interessano diversi ambiti della filiera vitivinicola. Il diplomato potrà trovare spazio nella gestione del vigneto e della produzione all’interno delle aziende del territorio, ma le possibilità non si limitano alle attività direttamente legate alla coltivazione.

Le competenze acquisite possono essere utilizzate anche nel controllo qualità del prodotto e dei processi, nella gestione della documentazione obbligatoria e nelle attività collegate alle certificazioni internazionali.

Un ulteriore ambito riguarda la valorizzazione e la promozione del territorio. Nel caso delle Colline del Prosecco, infatti, produzione vitivinicola, paesaggio, cultura e turismo sono strettamente collegati. Una figura professionale con una preparazione trasversale può quindi contribuire a raccontare e valorizzare un modello produttivo nel quale innovazione e tradizione convivono.

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