DJI Modify 1.7.0: nuove funzioni per perfezionare i modelli 3D dei droni
La ricostruzione tridimensionale ottenuta con i droni è diventata uno strumento fondamentale per numerosi settori professionali, dall’edilizia alla topografia, passando per l’ispezione delle infrastrutture e la gestione del territorio. Tuttavia, acquisire immagini aeree e generare un modello 3D non è sempre sufficiente: per ottenere un risultato realmente utilizzabile occorre correggere eventuali imperfezioni, migliorare le superfici e verificare la qualità dei dati prodotti.
È proprio in questa fase che interviene DJI Modify 1.7.0, la nuova versione del software di DJI dedicato alla rifinitura dei modelli tridimensionali. L’aggiornamento, annunciato nell’ottobre 2026, introduce strumenti per inserire componenti nelle mesh, personalizzare le texture attraverso fotografie di origine e visualizzare in tre dimensioni i risultati dei modelli digitali di elevazione, conosciuti con la sigla DEM.
Le nuove funzionalità puntano a rendere più flessibile il lavoro dei professionisti che utilizzano i droni per la mappatura e che devono trasformare ricostruzioni automatiche in modelli dettagliati, controllabili e pronti per le successive fasi operative.
DJI Modify 1.7.0: che cosa cambia con il nuovo aggiornamento
DJI Modify è il software sviluppato per intervenire sui risultati delle ricostruzioni tridimensionali, completando il lavoro svolto dagli strumenti di fotogrammetria. Il programma permette di correggere difetti delle mesh, eliminare elementi indesiderati e migliorare la qualità visiva dei modelli prima della loro esportazione.
La versione 1.7.0 amplia queste possibilità introducendo strumenti che intervengono su aspetti differenti del processo di elaborazione. Non si tratta soltanto di correggere gli errori più evidenti, ma di disporre di un maggiore controllo sui dettagli e sulla rappresentazione delle superfici.
Le novità principali riguardano tre aree: l’inserimento di oggetti tridimensionali da una libreria, il recupero e la personalizzazione delle texture mediante fotografie e l’ispezione tridimensionale dei risultati dei modelli digitali di elevazione. A queste si aggiungono miglioramenti all’importazione delle mesh, alla gestione delle nuvole di punti e alle modalità di visualizzazione.
Inserimento di componenti 3D direttamente nelle mesh
Una delle funzionalità più interessanti di DJI Modify 1.7.0 è il nuovo sistema di posizionamento dei modelli. Gli utenti possono selezionare componenti da una libreria e inserirli all’interno di una mesh tridimensionale già esistente, con la possibilità di procedere singolarmente oppure di effettuare inserimenti in batch.
Questa opzione può risultare utile quando una ricostruzione presenta elementi mancanti o dettagli che non sono stati acquisiti correttamente durante il volo. Le condizioni di illuminazione, la presenza di ostacoli, le superfici riflettenti e la difficoltà di fotografare determinate zone possono infatti influire sul risultato finale della fotogrammetria.
Si pensi, per esempio, al modello 3D di un edificio che riproduce correttamente la facciata principale, ma presenta lacune in alcune parti della struttura. La possibilità di aggiungere componenti dalla libreria offre un ulteriore strumento per completare la scena senza dover necessariamente ripetere l’intero processo di acquisizione.
L’inserimento multiplo può inoltre semplificare le operazioni quando occorre aggiungere diversi elementi simili a un progetto. I componenti inseriti possono essere elaborati ed esportati, entrando così nel flusso di lavoro successivo.
Resta da valutare l’effettiva versatilità della funzione in base ai componenti disponibili nella libreria e alle opzioni di personalizzazione offerte dal programma. La documentazione di rilascio non dettaglia infatti l’intero catalogo degli elementi utilizzabili.
Texture personalizzate: come migliorare l’aspetto dei modelli 3D
La seconda novità riguarda le texture, ovvero le immagini utilizzate per riprodurre l’aspetto delle superfici di un modello tridimensionale. Una mesh può avere una geometria corretta, ma apparire poco realistica se alcune texture sono mancanti, deformate o associate alle superfici sbagliate.
Con DJI Modify 1.7.0 è possibile selezionare direttamente un’area del modello mesh e utilizzare le fotografie di origine per migliorarne la rappresentazione visiva. Il software individua automaticamente le immagini non distorte corrispondenti alla zona selezionata, facilitando la scelta delle informazioni fotografiche da utilizzare.
Gli utenti possono anche importare fotografie da impiegare come sorgenti per le texture. Questa possibilità può aiutare a correggere porzioni del modello che presentano colori irregolari, dettagli poco leggibili o superfici ricostruite in maniera insoddisfacente.
La funzione è particolarmente interessante per chi realizza modelli di edifici, facciate, infrastrutture e siti complessi. Una superficie visivamente uniforme e dettagliata rende infatti il modello più leggibile durante le presentazioni, le verifiche tecniche e la consultazione da parte dei clienti.
È importante distinguere la correzione delle texture dalla riparazione geometrica. Migliorare l’immagine applicata a una superficie non significa correggere automaticamente una forma ricostruita in modo impreciso. Per risolvere eventuali errori geometrici restano necessari gli strumenti specifici di modifica della mesh o, quando opportuno, una nuova acquisizione dei dati.
Modelli digitali di elevazione: arriva la visualizzazione 3D del DEM
Tra le novità di DJI Modify 1.7.0 figura anche il supporto alla visualizzazione tridimensionale dei risultati dei modelli digitali di elevazione nei progetti basati su nuvole di punti.
Un DEM, acronimo di Digital Elevation Model, rappresenta le quote altimetriche di una superficie. Questi dati vengono utilizzati per analizzare il terreno, riconoscere variazioni di quota, studiare le pendenze e supportare le attività di rilievo topografico e pianificazione territoriale.
La possibilità di esaminare i risultati in tre dimensioni aggiunge un ulteriore livello di lettura rispetto alla rappresentazione bidimensionale. Le differenze altimetriche possono diventare più immediate da interpretare e alcune anomalie possono risultare più facili da individuare durante i controlli di qualità.
Per i professionisti che lavorano nei cantieri, nella cartografia e nel monitoraggio del territorio, questa funzione può agevolare la verifica dei dati prima della consegna. La visualizzazione costituisce comunque uno strumento di supporto: l’affidabilità del rilievo deve essere valutata anche attraverso la qualità delle acquisizioni e le verifiche tecniche appropriate.
Nuvole di punti LAS 1.4 e altre novità tecniche
Oltre alle tre funzionalità principali, l’aggiornamento introduce miglioramenti che interessano diversi passaggi del flusso di lavoro.
– Importazione semplificata delle mesh: il software consente di importare modelli tridimensionali attraverso file nei formati PLY e OBJ, semplificando la gestione degli input compatibili.
– Supporto ai ritorni delle nuvole di punti: per i file LAS 1.4 compatibili, DJI Modify supporta la visualizzazione delle informazioni relative a un massimo di 15 ritorni. Questi dati possono offrire ulteriori elementi di analisi quando si lavora con nuvole di punti acquisite mediante sensori appropriati.
– Visualizzazione ortografica: gli utenti possono passare dalla proiezione prospettica a quella ortografica per osservare i modelli mesh 3D. Quest’ultima riduce gli effetti prospettici, rendendo più agevole il confronto visivo delle dimensioni e delle proporzioni.
Le informazioni sui ritorni sono particolarmente rilevanti nei flussi di lavoro LiDAR, nei quali un impulso laser può generare più risposte in funzione delle superfici attraversate. La disponibilità di questi attributi permette di esaminare informazioni aggiuntive contenute nei dati, purché siano presenti nel file di origine e supportate dal software.
La vista ortografica, invece, può risultare utile quando si devono osservare strutture da angolazioni controllate o confrontare elementi senza l’effetto visivo della distanza. Si tratta di un miglioramento che può facilitare le verifiche, pur non sostituendo le misurazioni effettuate con strumenti specifici.
DJI Modify e DJI Terra: requisiti e compatibilità
DJI Modify è progettato per integrarsi nei flussi di lavoro di mappatura dell’ecosistema DJI Enterprise, in particolare in combinazione con DJI Terra. Il software comprende strumenti per classificare le nuvole di punti, ridurre il rumore, semplificare i dati e correggere difetti comuni dei modelli tridimensionali, come fori e oggetti sospesi o indesiderati.
Una volta completate le modifiche, i risultati possono essere esportati nei formati supportati per l’utilizzo nelle fasi successive del progetto. Questo permette di inserire la rifinitura dei modelli in un processo più ampio, dalla pianificazione del volo alla ricostruzione fotogrammetrica, fino alla consegna dei dati.
Prima di adottare la versione 1.7.0, è però importante verificare i requisiti di sistema. Secondo la documentazione di supporto DJI, il software è destinato alla modifica di modelli 3D a luce visibile ricostruiti con DJI Terra 4.0.0 o versioni successive. Non va quindi considerato uno strumento universale per modificare qualsiasi modello proveniente da software di terze parti.
DJI Modify è inoltre disponibile per Windows e richiede una scheda grafica NVIDIA compatibile. Per la licenza di rete è necessaria anche una connessione di rete. I professionisti interessati dovrebbero controllare i requisiti hardware e le condizioni di licenza aggiornate prima dell’installazione.
Per quali professionisti è utile DJI Modify 1.7.0?
L’aggiornamento si rivolge soprattutto a chi utilizza i droni per produrre modelli tridimensionali destinati a impieghi professionali. Tra i possibili beneficiari rientrano le società di rilievo topografico, gli studi di architettura e ingegneria, le imprese edili e i tecnici che si occupano di cartografia e documentazione delle infrastrutture.
Le nuove funzioni possono contribuire a ridurre alcune lavorazioni manuali, rendere più efficace la correzione delle superfici e migliorare il controllo dei dati prima della consegna. Il vantaggio concreto dipenderà tuttavia dalla complessità del progetto, dalla qualità delle immagini raccolte e dalla compatibilità con gli strumenti già utilizzati.
Conclusioni: un aggiornamento che punta sulla qualità dei rilievi con droni
DJI Modify 1.7.0 rafforza il ruolo del software nella fase di rifinitura dei modelli 3D generati attraverso la mappatura con droni. L’inserimento di componenti, la personalizzazione delle texture e la visualizzazione tridimensionale dei DEM ampliano le possibilità di intervento, mentre il supporto ai ritorni LAS 1.4 e la vista ortografica aggiungono strumenti utili per l’ispezione dei dati.
Per chi lavora già con DJI Terra e con le soluzioni DJI Enterprise compatibili, l’aggiornamento merita attenzione soprattutto quando la qualità finale del modello è importante quanto la precisione del rilievo. Prima di integrarlo nei propri processi, è consigliabile verificare compatibilità, requisiti tecnici e funzionalità effettivamente necessarie. Il passo successivo è consultare le note di rilascio ufficiali di DJI per valutare come le nuove opzioni possano migliorare il proprio flusso di lavoro.

