Droni autonomi contro i guasti alla rete elettrica: il nuovo progetto nel Regno UnitoEsteri News 

Droni autonomi contro i guasti alla rete elettrica: il nuovo progetto nel Regno Unito

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Le tempeste possono mettere a dura prova le infrastrutture elettriche, provocando guasti, danneggiando le linee aeree e rendendo difficili gli interventi delle squadre tecniche. Nel Regno Unito una nuova sperimentazione punta a cambiare il modo in cui vengono individuati questi problemi, utilizzando droni autonomi, sistemi drone-in-a-box, voli BVLOS e intelligenza artificiale.

Il progetto si chiama Project VOLT, acronimo di Visual Overhead Line Tracking, ed è stato avviato da Skyports Drone Services, eSmart Systems e SP Electricity North West. L’iniziativa prevede l’impiego di droni in grado di essere utilizzati da remoto per controllare rapidamente la rete elettrica dopo eventi meteorologici estremi.

La sperimentazione rappresenta un ulteriore passo verso un modello di ispezione automatizzata delle infrastrutture, nel quale il drone può diventare uno strumento operativo permanente e non soltanto un mezzo utilizzato occasionalmente da un pilota sul posto.

Come funziona Project VOLT

Il cuore del progetto è rappresentato dalla tecnologia drone-in-a-box. Si tratta di una stazione automatizzata nella quale il drone può rimanere custodito e dalla quale può essere fatto decollare quando è necessario effettuare un’ispezione.

Nel caso di Project VOLT saranno installate quattro configurazioni drone-in-a-box, operative 24 ore su 24 per tutta la durata della sperimentazione, prevista per 12 mesi. Le strutture saranno utilizzate inizialmente su una parte della rete elettrica gestita da SP Electricity North West nel Lake District, nel nord-ovest dell’Inghilterra.

Il sistema è progettato per consentire un intervento rapido dopo una tempesta. Quando un evento meteorologico particolarmente intenso può aver provocato danni alle linee elettriche, il drone può essere inviato nell’area interessata senza aspettare necessariamente l’arrivo di una squadra sul terreno.

Questo aspetto è particolarmente importante quando strade e sentieri sono ostruiti da alberi caduti, frane, allagamenti o altri ostacoli. In situazioni simili, raggiungere fisicamente un’infrastruttura danneggiata può richiedere tempo proprio quando la rapidità dell’intervento è fondamentale.

Droni BVLOS controllati da remoto

Una delle caratteristiche più interessanti di Project VOLT riguarda le operazioni BVLOS, acronimo di Beyond Visual Line of Sight. In questo tipo di missione il drone può volare oltre la linea visiva diretta dell’operatore, naturalmente all’interno di un quadro operativo e regolamentare specifico.

Nel progetto britannico i piloti remoti di Skyports opereranno da un Remote Operations Centre situato nel Buckinghamshire, a oltre 200 miglia di distanza dall’area nella quale verranno effettuate le missioni. Questo significa che non sarà necessario avere un pilota fisicamente vicino alla linea elettrica da controllare.

Durante i voli, i dati raccolti dal drone saranno trasmessi in tempo reale al centro di controllo di SP Electricity North West. In questo modo la fase di acquisizione delle immagini e quella di analisi possono essere integrate all’interno dello stesso processo operativo.

Il modello è particolarmente interessante perché mostra come le operazioni BVLOS possano trovare applicazioni concrete nella manutenzione delle infrastrutture critiche. L’obiettivo non è semplicemente far volare un drone più lontano, ma creare un servizio continuativo capace di intervenire quando serve.

L’intelligenza artificiale per individuare i guasti

Il drone rappresenta soltanto una parte della soluzione. Un ruolo fondamentale sarà svolto dall’intelligenza artificiale utilizzata per analizzare le immagini e i dati raccolti durante le missioni.

Il progetto utilizzerà la piattaforma Grid Vision di eSmart Systems, progettata per supportare l’analisi delle infrastrutture elettriche. Il software potrà contribuire a individuare rapidamente anomalie e condizioni che richiedono l’attenzione degli operatori.

Tra i problemi che potranno essere rilevati figurano connessioni allentate, danni agli isolatori, surriscaldamenti, componenti deteriorati e vegetazione troppo vicina alle linee elettriche. L’analisi automatizzata può quindi trasformare le immagini acquisite dal drone in informazioni utili per stabilire quali interventi debbano essere affrontati con maggiore urgenza.

Il vantaggio dell’intelligenza artificiale non consiste soltanto nella velocità. Una rete elettrica può comprendere migliaia di elementi e richiedere controlli ripetuti nel tempo. Automatizzare una parte dell’analisi permette agli operatori di concentrare le proprie risorse sui problemi effettivamente individuati.

Dalla risposta alle emergenze al monitoraggio continuo

Project VOLT non si limiterà alle ispezioni effettuate dopo una tempesta. Un’altra componente della sperimentazione prevede infatti il monitoraggio continuo delle condizioni degli asset elettrici lungo le linee situate vicino alle sottostazioni.

Questa differenza è importante. Invece di aspettare che si verifichi un guasto, i droni possono contribuire a individuare segnali di deterioramento prima che il problema provochi un’interruzione del servizio.

Il concetto è quello della manutenzione predittiva: osservare periodicamente lo stato delle infrastrutture, identificare anomalie e programmare gli interventi prima che un componente arrivi al punto di rottura.

Secondo le aziende coinvolte, il monitoraggio con droni potrebbe inoltre ridurre la necessità di ricorrere a costose ispezioni effettuate con elicotteri. Il drone può infatti acquisire immagini dettagliate delle linee elettriche e fornire dati utilizzabili per valutare lo stato delle apparecchiature.

Perché i droni possono essere utili dopo una tempesta

Le condizioni successive a un evento meteorologico estremo rappresentano uno degli scenari nei quali i droni possono offrire un vantaggio operativo significativo.

Una squadra di tecnici deve innanzitutto raggiungere l’area interessata e verificare quali componenti siano stati danneggiati. Se il territorio è difficilmente accessibile, questa operazione può richiedere molto tempo.

Un drone, invece, può sorvolare rapidamente una porzione della rete e trasmettere immagini agli operatori. In presenza di un’anomalia, le informazioni possono essere utilizzate per indirizzare le squadre di manutenzione direttamente verso il punto interessato.

Il risultato atteso è una gestione più efficiente delle emergenze: individuare prima il guasto, comprendere meglio la situazione e destinare le risorse tecniche dove sono realmente necessarie.

Un modello che potrebbe essere replicato anche altrove

Uno degli aspetti più interessanti di Project VOLT riguarda la possibilità di estendere questo modello ad altre reti elettriche. La sperimentazione nasce infatti con l’obiettivo di verificare se un servizio di questo tipo possa diventare replicabile su scala più ampia.

La combinazione tra stazioni automatiche, droni, collegamenti dati, operatori remoti e software basato sull’intelligenza artificiale crea una nuova architettura per l’ispezione delle infrastrutture.

Non si tratta quindi soltanto di sostituire un elicottero con un drone. Il vero cambiamento consiste nella possibilità di passare da controlli periodici e prevalentemente manuali a un sistema nel quale la rete può essere osservata con maggiore continuità.

Il progetto è sostenuto anche attraverso finanziamenti dell’Ofgem Network Innovation Allowance, il programma britannico destinato a sostenere progetti innovativi nel settore energetico.

Droni e reti elettriche: verso infrastrutture più intelligenti

Project VOLT fotografa una tendenza sempre più evidente nel settore dei droni professionali. Le piattaforme senza pilota stanno passando dalle missioni occasionali a servizi integrati direttamente nei processi industriali.

Nel settore energetico questo significa utilizzare i droni non soltanto per realizzare fotografie o video, ma per creare un sistema di monitoraggio digitale delle infrastrutture. Le immagini raccolte durante i voli diventano dati, i dati vengono analizzati dall’intelligenza artificiale e le anomalie individuate possono contribuire a determinare le priorità operative.

Il progetto britannico dimostra inoltre quanto siano importanti le tecnologie drone-in-a-box per rendere possibile una presenza permanente sul territorio. Una stazione automatizzata può rappresentare il punto di partenza di una missione senza richiedere ogni volta l’organizzazione di un volo manuale tradizionale.

Il futuro delle ispezioni con i droni

La sperimentazione nel Regno Unito è quindi un esempio concreto dell’evoluzione delle operazioni con droni. Se i risultati saranno positivi, sistemi simili potrebbero trovare applicazione in altri settori caratterizzati da infrastrutture estese e difficili da controllare, come ferrovie, oleodotti, impianti industriali e reti di telecomunicazione.

Per le reti elettriche, in particolare, la combinazione tra droni autonomi, BVLOS, intelligenza artificiale e monitoraggio continuo potrebbe contribuire a rendere più rapide le attività di ispezione e più mirata la manutenzione.

Project VOLT è dunque una sperimentazione da seguire con attenzione: non perché elimini completamente il lavoro delle squadre tecniche, ma perché punta a fornire loro informazioni più rapide e precise. Il drone diventa così un elemento di una rete di controllo più ampia, capace di intervenire rapidamente dopo una tempesta e, allo stesso tempo, di individuare in anticipo segnali di deterioramento.

La sperimentazione britannica mostra una direzione precisa per il futuro: meno ispezioni occasionali e più monitoraggio intelligente, automatizzato e continuo delle infrastrutture critiche.

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