Portofino punta sui droni per controllare il turismo: il progetto potrebbe arrivare anche in altre cittàNews 

Portofino punta sui droni per controllare il turismo: il progetto potrebbe arrivare anche in altre città

Tempo di lettura: 4 minuti

Portofino diventa un laboratorio per la sicurezza urbana e la gestione dei flussi turistici. Il celebre borgo ligure ha avviato un progetto sperimentale che prevede l’impiego di droni collegati a un software di analisi in tempo reale per monitorare l’afflusso dei visitatori e supportare la Polizia Locale nelle attività di controllo del territorio. Si tratta di un fatto realmente accaduto, annunciato attraverso un accordo tra il Comune di Portofino e l’azienda toscana MBF, che punta a rendere questo sistema replicabile anche in altri comuni italiani.

Droni e intelligenza artificiale per monitorare i turisti a Portofino

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Portofino e la società toscana MBF, guidata dall’imprenditore pratese Simone Monti. L’iniziativa prevede l’utilizzo di un drone con un raggio operativo di circa 8 chilometri sull’area del Tigullio, capace di sorvolare le zone maggiormente frequentate dai turisti durante i periodi di maggiore affluenza.

Le immagini raccolte vengono trasmesse in tempo reale a una cabina di regia in dotazione alla Polizia Locale, che potrà utilizzare le informazioni per gestire eventuali criticità, monitorare gli assembramenti e intervenire più rapidamente in caso di necessità.

L’obiettivo dichiarato non è soltanto quello di migliorare la sicurezza dei visitatori, ma anche quello di ottimizzare la gestione di un territorio che, soprattutto nei mesi estivi, vede arrivare un numero di turisti molto superiore alla popolazione residente.

Un supporto contro microcriminalità e degrado urbano

Secondo Simone Monti, il sistema rappresenta un importante strumento di supporto per le amministrazioni locali, in particolare nei piccoli comuni dove il numero degli agenti di Polizia Locale è spesso insufficiente rispetto all’elevata presenza di visitatori.

“Introdurre questo nuovo sistema di sorveglianza attraverso dei droni è per noi motivo di orgoglio, soprattutto se siamo stati scelti da un Comune come Portofino, una delle principali destinazioni turistiche italiane”, ha dichiarato l’imprenditore.

Il progetto, nelle intenzioni dell’azienda, potrebbe essere presentato entro la fine del 2026 anche ad altre amministrazioni italiane interessate a rafforzare il controllo del territorio attraverso tecnologie innovative.

Tra le funzioni previste figurano:

– monitoraggio dei flussi turistici;

– supporto alle forze dell’ordine nelle attività di prevenzione della microcriminalità;

– controllo di fenomeni come l’abbandono dei rifiuti;

– monitoraggio di possibili situazioni di rischio ambientale.

Secondo MBF, il drone non sostituisce il lavoro degli agenti, ma rappresenta un “occhio elettronico” capace di fornire informazioni aggiuntive utili durante le attività operative.

Le polemiche: privacy e gestione dei dati raccolti

La sperimentazione ha però aperto anche un acceso dibattito. Uno dei principali interrogativi riguarda infatti la gestione dei dati acquisiti durante i voli.

Sebbene il sistema sia destinato a supportare la Polizia Locale, l’operatività del drone è affidata a un’azienda privata, mentre l’elaborazione delle immagini avviene tramite software di analisi digitale sviluppati anch’essi da soggetti privati.

Il tema della tutela della privacy e del trattamento dei dati personali rappresenta quindi uno degli aspetti più delicati dell’intero progetto, soprattutto considerando che le tecnologie di videosorveglianza evolvono rapidamente e pongono nuove sfide sul piano normativo ed etico.

Gli esperti ricordano che l’utilizzo di strumenti di sorveglianza deve sempre rispettare la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e le disposizioni previste dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

La sicurezza può essere affidata ai droni?

L’iniziativa solleva anche una riflessione più ampia sul concetto stesso di sicurezza urbana. Se da un lato i droni possono rappresentare un valido deterrente contro piccoli reati, atti vandalici e comportamenti illeciti, dall’altro non sono uno strumento capace di intervenire su fenomeni molto più complessi.

Ad esempio, la tecnologia può contribuire a documentare episodi di microcriminalità o situazioni di degrado ambientale, ma non è in grado di verificare il rispetto degli obblighi fiscali da parte delle attività commerciali o contrastare direttamente fenomeni come l’evasione fiscale, che continua a rappresentare una delle principali criticità economiche del Paese.

Per questo motivo molti osservatori ritengono che strumenti di questo tipo debbano essere considerati un supporto tecnologico alle attività delle istituzioni e non una soluzione definitiva ai problemi della sicurezza urbana.

Un modello destinato ad altre città italiane?

Secondo quanto dichiarato dall’azienda MBF, numerosi comuni italiani avrebbero già manifestato interesse per il progetto. L’idea è quella di esportare il modello sviluppato a Portofino in altre località turistiche caratterizzate da forti flussi stagionali e da un organico limitato della Polizia Locale.

Se la sperimentazione produrrà risultati positivi, i droni potrebbero diventare uno strumento sempre più diffuso nella gestione delle città ad alta vocazione turistica, contribuendo a migliorare il controllo del territorio senza aumentare in modo significativo il numero degli operatori impiegati.

Conclusioni

La sperimentazione avviata a Portofino rappresenta uno dei primi esempi in Italia di utilizzo sistematico dei droni per il monitoraggio dei flussi turistici e il supporto operativo alle forze dell’ordine. Da una parte emergono le potenzialità offerte dalla tecnologia nella prevenzione della microcriminalità e nella gestione della sicurezza urbana; dall’altra restano aperte questioni importanti legate alla privacy, alla trasparenza nella gestione dei dati e al ruolo dei soggetti privati in attività di interesse pubblico.

Nei prossimi mesi sarà proprio l’esito di questo progetto pilota a stabilire se il modello di Portofino potrà realmente diventare un punto di riferimento per molte altre città italiane alle prese con un turismo sempre più intenso.

Leggi anche queste notizie