USA, svolta epocale sui droni: Hegseth ordina la “Drone Surge” militare
Con un’iniziativa senza precedenti, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato la fine della burocrazia militare nell’approvvigionamento dei droni. In un video consegnato direttamente da un drone sul prato del Pentagono, accompagnato dal brano “Enter Sandman” dei Metallica, Hegseth ha firmato il memo “Unleashing U.S. Military Drone Dominance”, che segna una svolta nella strategia militare americana.
Cosa prevede il piano di Hegseth
– Fine delle restrizioni 2021–2022: vengono cancellate le politiche che limitavano l’acquisto di droni commerciali e stampati in 3D.
– Droni come munizioni: i piccoli UAS (fino a 25 kg) saranno trattati come “consumabili”, con semplificazione delle procedure logistiche.
– Decentramento operativo: colonnelli e ufficiali sul campo potranno acquistare e testare nuovi droni senza passare per i vertici.
Scadenze e obiettivi operativi
Il memo impone tempistiche precise:
– Entro 1° settembre 2025: creazione di unità sperimentali dotate di droni nei quattro rami delle Forze Armate.
– Entro gennaio 2026: il DCMA curerà una “Blue List” dei droni approvati per l’uso militare.
– Entro 90 giorni: individuazione di almeno tre nuovi poligoni di addestramento dedicati ai droni.
Obiettivi strategici: contrastare Russia e Cina
Hegseth ha sottolineato come la produzione di massa e veloce sia la chiave per contrastare le strategie “a sciame” adottate da avversari come Russia e Cina. Il nuovo paradigma prevede l’adozione su larga scala di droni low-cost, autonomi e replicabili, con largo uso della stampa 3D e componentistica commerciale.
Reazione dei mercati: boom per le aziende americane
La notizia ha avuto un impatto immediato in borsa. I titoli di aziende americane attive nel settore drone hanno registrato forti rialzi:
– Kratos Defense (KTOS): +12%, ai massimi dal 2006.
– AeroVironment (AVAV): +11%, confermandosi leader nei droni FPV tattici.
Impatti sul campo e formazione
L’U.S. Army riceverà migliaia di droni già nel 2026, con l’obiettivo di dotare ogni squadra da combattimento di piccoli UAS. La dottrina cambia: da 90% equipaggiato/10% droni a una futura inversione delle proporzioni. Sono previste esercitazioni realistiche e simulazioni tra reparti dotati di sciami drone.
Una rivoluzione tecnologica dei droni
Oltre alla decentralizzazione e alla flessibilità, il piano prevede l’integrazione di tecnologie all’avanguardia:
– Stampa 3D per parti e interi droni;
– AI e navigazione autonoma per ridurre l’intervento umano;
– Materiali leggeri e moduli intercambiabili.
Il piano di Pete Hegseth rappresenta un cambio di paradigma: il drone non è più solo uno strumento da élite, ma diventa un asset da massa, replicabile, strategico. Una trasformazione che, se attuata nei tempi previsti, potrebbe garantire agli Stati Uniti un vantaggio determinante sui futuri teatri di guerra.

