Il Pentagono apre una “Top Gun” per droni kamikaze FPV: addestramento avanzato in Indiana
Il Pentagono ha annunciato la prossima apertura di un centro di addestramento UAV a Camp Atterbury, nello stato dell’Indiana, dedicato all’uso avanzato di droni FPV kamikaze. L’inaugurazione ufficiale è prevista per fine agosto 2025, ma già da ora il progetto sta attirando attenzione globale per la sua ispirazione: sarà una vera e propria “Top Gun dei droni”.
Droni FPV: da tecnologia amatoriale a strumento militare
I droni FPV (First-Person View), inizialmente usati per competizioni e riprese video, hanno trovato una nuova dimensione nei teatri di guerra, in particolare in Ucraina, dove vengono impiegati con efficacia come armi di precisione a basso costo.
Questi UAV, guidati in prima persona da operatori remoti con visori o schermi HD, sono in grado di colpire bersagli mobili, trincee, mezzi blindati e infrastrutture critiche. Ora il Pentagono intende trasformare questa esperienza tattica in formazione militare ufficiale.
Il programma T-REX e la scuola FPV in Indiana
Il progetto nasce sotto l’ombrello del programma T-REX (Technology Readiness Experimentation), un’iniziativa lanciata dal Dipartimento della Difesa USA per testare, adattare e addestrare personale su nuove tecnologie militari, tra cui intelligenza artificiale, robotica e, naturalmente, droni.
La nuova scuola, situata all’interno della base di Camp Atterbury, simulerà scenari realistici in ambienti urbani e semi-rurali, replicando le condizioni operative viste in Ucraina e altre zone di conflitto. Saranno organizzate esercitazioni “red team vs blue team”, in cui due squadre si affronteranno con strategie FPV, tecniche di guerra elettronica e sistemi anti-drone.
Coinvolgimento ucraino e cooperazione NATO
A rendere il progetto ancora più interessante è la partecipazione attiva di consiglieri militari ucraini, invitati a condividere tattiche, errori e successi maturati sul campo. L’Ucraina, negli ultimi anni, ha sviluppato un approccio estremamente efficace nell’uso di droni FPV, spesso con componenti artigianali e software open source. Leggete “Droni autonomi: la corsa alla guerra intelligente e le nuove sfide etiche globali”.
Anche forze speciali e reparti UAV di altri Paesi NATO parteciperanno ai cicli formativi. L’obiettivo è standardizzare procedure e integrare rapidamente i droni nella dottrina operativa occidentale.
Obiettivi operativi e tecnologici
Il centro avrà quattro obiettivi principali:
– Addestrare operatori FPV professionisti su droni kamikaze e ricognitivi
– Testare nuovi prototipi di UAV armati, intelligenti o autonomi
– Sviluppare tattiche difensive anti-drone con jamming, reti e IA
– Simulare scenari tattici moderni per preparare le truppe alla guerra ibrida
Secondo il comando tecnico del Pentagono, “chi non sperimenta in Ucraina oggi, rischia di essere irrilevante domani”. Il riferimento alla guerra reale come laboratorio operativo sottolinea la volontà USA di imparare velocemente.
Un nuovo concetto di “asymmetric warfare”
Il ricorso a droni FPV, economici e altamente manovrabili, rappresenta una forma di guerra asimmetrica: con poche migliaia di dollari è possibile danneggiare equipaggiamenti da milioni. L’intelligenza artificiale, l’ottica HD e la navigazione GPS hanno reso i droni “domestici” delle vere armi strategiche.
La scuola dell’Indiana intende codificare queste tecniche, dando ai soldati strumenti concreti per gestire, pilotare e contrastare sciami di droni nemici.
Etica, normativa e scenari futuri
Non mancano però dubbi e discussioni. Alcuni esperti pongono interrogativi su etica e regolamentazione dell’uso di droni FPV in scenari non bellici, come città o confini civili. Altri temono una proliferazione incontrollata di UAV semi‑autonomi o con IA armata.
Tuttavia, il Pentagono ha rassicurato l’opinione pubblica: ogni addestramento seguirà rigidi protocolli FAA e DoD, con ambienti chiusi, supervisione tecnica e monitoraggio continuo dei dati.
La “Top Gun” dei droni FPV di Camp Atterbury non è solo una scuola: è il simbolo di un cambiamento epocale nel modo di fare guerra. Un drone da corsa, economico e manovrato in prima persona, può oggi diventare l’arma tattica più letale. E gli USA vogliono essere pronti.

