Droni nei frutteti di Son La: così l’Industria 4.0 monitora mango e longan
I droni entrano nei frutteti del Vietnam per rendere più preciso il controllo delle coltivazioni. Nella provincia di Son La, una delle principali aree frutticole del Paese, i veicoli aerei senza pilota (UAV) vengono impiegati per analizzare lo stato di salute di alberi di mango e longan, individuando segnali di stress idrico, carenze nutrizionali, parassiti e malattie.
Il progetto, avviato nel 2022, rappresenta un esempio concreto di applicazione delle tecnologie dell’Industria 4.0 all’agricoltura. Attraverso immagini raccolte dall’alto e successivamente elaborate con software specializzati, agricoltori e tecnici possono ottenere una fotografia molto più dettagliata delle condizioni dei frutteti rispetto a quanto sarebbe possibile affidandosi esclusivamente alle ispezioni manuali.
I risultati del modello sperimentale sono particolarmente interessanti: l’impiego dei droni ha consentito di ridurre di circa il 15-22% l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi e di diminuire di circa il 40% la quantità di manodopera necessaria per i controlli periodici. Un risultato che potrebbe avere un peso significativo soprattutto nelle zone montuose, dove la conformazione del territorio rende più difficili e dispendiose le attività di monitoraggio.
Come i droni controllano la salute degli alberi da frutto
Il principio alla base del sistema è relativamente semplice, ma sfrutta strumenti tecnologici avanzati. Un drone sorvola il frutteto e raccoglie una grande quantità di immagini ad alta risoluzione. Le fotografie vengono quindi elaborate per estrarre informazioni sulla vegetazione che non sono facilmente rilevabili attraverso la sola osservazione a terra.
Nel progetto realizzato a Son La è stato utilizzato un Phantom 4 multispettrale, impiegato con una frequenza media di circa un volo al mese, variabile in funzione delle fasi di sviluppo delle piante. Ogni missione ha prodotto circa 6.000 immagini, con una risoluzione media di 3,1 centimetri.
Il software utilizzato dal gruppo di ricerca permette di ricostruire diversi elementi del frutteto: superficie coltivata, posizione dei singoli alberi, densità della vegetazione, distanza tra le piante, altezza e caratteristiche della chioma.
Questi dati vengono successivamente trasformati in mappe che consentono di evidenziare le zone nelle quali le piante presentano condizioni anomale. In questo modo il produttore può intervenire dove serve realmente, invece di applicare gli stessi trattamenti indistintamente all’intera superficie.
Un sistema pensato per affrontare carenza d’acqua, nutrienti e malattie
Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione riguarda la possibilità di individuare precocemente situazioni di stress idrico e carenza nutrizionale. Un albero che riceve poca acqua o non dispone di determinati nutrienti può manifestare cambiamenti nella vegetazione prima che il problema diventi evidente a un’ispezione tradizionale.
Le immagini multispettrali permettono quindi di costruire una sorta di mappa dello stato di salute del frutteto. Gli agricoltori possono individuare le aree più problematiche e concentrare in quei punti irrigazione, fertilizzanti o altri interventi.
La localizzazione automatica delle piante ha raggiunto nel modello una precisione compresa tra il 92% e il 95%. Per la valutazione dello stato nutrizionale la precisione si è attestata intorno al 78-84%, mentre per l’individuazione delle condizioni di carenza idrica ha raggiunto il 76-84%.
La tecnologia ha inoltre mostrato di poter fornire indicazioni iniziali sulla presenza di parassiti e malattie, soprattutto durante le fasi di fioritura e fruttificazione. Non si tratta quindi di sostituire completamente il lavoro dei tecnici agricoli, ma di fornire loro uno strumento aggiuntivo per capire dove concentrare controlli e interventi.
La sperimentazione coinvolge mango e longan
Per sviluppare il modello sono state selezionate due aree della provincia di Son La. La prima comprende 10,5 ettari di mango presso la Cooperativa agricola sicura di Chieng Hac, mentre la seconda riguarda 9,1 ettari di longan presso la Cooperativa Hoa Muoi, nel comune di Song Ma.
Il monitoraggio periodico ha permesso di seguire l’evoluzione delle colture durante le diverse fasi del ciclo produttivo. Nel caso del longan, la quota di alberi caratterizzati da carenze nutrizionali è rimasta sotto il 15% per gran parte del periodo osservato. Per il mango, invece, la percentuale è progressivamente diminuita, rimanendo al di sotto del 10% durante lo sviluppo del modello.
Le informazioni ottenute sulla disponibilità d’acqua hanno inoltre permesso ai produttori di programmare in maniera più tempestiva l’irrigazione. È proprio questo uno dei vantaggi principali dell’agricoltura di precisione: trasformare una grande quantità di dati in indicazioni operative.
Meno prodotti chimici e meno lavoro manuale nei frutteti
L’impatto economico della sperimentazione è uno degli elementi che rendono particolarmente interessante il progetto. Grazie alla capacità di delimitare con maggiore precisione le aree che necessitano di trattamento, il quantitativo di fertilizzanti e pesticidi utilizzati nei modelli è diminuito di circa il 15-22%.
Il vantaggio non riguarda soltanto la riduzione dei prodotti impiegati. I controlli periodici sul terreno richiedono infatti tempo e personale, soprattutto quando si lavora su superfici estese. Con il supporto delle immagini ottenute dai droni, la necessità di manodopera per queste attività è diminuita di circa il 40%.
Il risultato è una gestione più mirata delle risorse, con potenziali benefici sia sui costi di produzione sia sull’impatto ambientale. Applicare acqua, fertilizzanti e prodotti fitosanitari soltanto nelle zone che ne hanno effettivamente bisogno consente infatti di evitare interventi generalizzati.
Son La punta sull’agricoltura ad alta tecnologia
La sperimentazione assume ancora maggiore importanza considerando le dimensioni del comparto frutticolo locale. Son La dispone di oltre 84.000 ettari di alberi da frutto, una superficie che la colloca tra le principali aree frutticole del Vietnam.
Con l’espansione delle superfici coltivate cresce anche la necessità di strumenti capaci di controllare rapidamente grandi appezzamenti. Il problema è ancora più evidente nelle aree montuose, dove pendii, distanze e condizioni del terreno possono rendere complessa l’ispezione manuale.
I droni possono quindi assumere un ruolo strategico non soltanto per i singoli agricoltori, ma anche per cooperative ed enti che devono gestire grandi aree produttive. Le mappe digitali permettono di conoscere con maggiore precisione la distribuzione degli alberi, monitorare i cambiamenti nel tempo e organizzare gli interventi in modo più efficiente.
Chieng Hac diventa un laboratorio per il mango tecnologico
Il progetto non è rimasto confinato alla fase sperimentale. Alla fine di dicembre 2024, l’area di produzione del mango di Chieng Hac è stata riconosciuta dalle autorità provinciali di Son La come area di produzione di mango ad alta tecnologia, con una superficie complessiva di 307,7 ettari.
La Cooperativa agricola sicura di Chieng Hac, coinvolta nella sperimentazione con i droni, gestisce più di 159 ettari. In quest’area gli UAV continuano a essere utilizzati per osservare lo sviluppo degli alberi, individuare le zone potenzialmente esposte alle malattie e fornire indicazioni utili alla gestione dell’irrigazione.
Il sistema viene inoltre integrato con altre tecnologie: irrigazione intelligente, telecamere di sorveglianza, registri elettronici della produzione e strumenti per la gestione dei codici delle aree di coltivazione. L’obiettivo è creare un modello di frutteto con gestione basata sui dati, riducendo progressivamente la dipendenza dall’osservazione manuale.
Il futuro dei droni nell’agricoltura di montagna
Secondo gli obiettivi di sviluppo previsti per il 2026, Chieng Hac punta a diventare una delle principali aree di coltivazione del mango di Son La, con circa 1.355 ettari e una produzione stimata intorno alle 10.000 tonnellate. Sono previsti anche 86 ettari secondo gli standard VietGAP e 110,5 ettari distribuiti in 13 aree destinate alla produzione per l’esportazione.
In questo scenario, i droni possono diventare una componente importante della filiera. La loro capacità di raccogliere rapidamente dati su vaste superfici permette di individuare anomalie, seguire l’evoluzione delle colture e supportare decisioni più precise.
La sperimentazione di Son La dimostra quindi come i droni possano trasformarsi da semplici strumenti di osservazione in veri sistemi di supporto all’agricoltura di precisione. Per le coltivazioni di mango e longan, soprattutto in territori montuosi e su grandi superfici, l’integrazione tra UAV, immagini multispettrali, irrigazione intelligente e gestione digitale potrebbe rappresentare una delle strade per aumentare efficienza e sostenibilità.
Il caso vietnamita mostra, in definitiva, una direzione sempre più concreta per l’agricoltura del futuro: osservare meglio per intervenire meno, ma in modo più preciso. Una combinazione di droni e analisi dei dati che potrebbe trovare applicazioni anche in molte altre colture e in altri territori caratterizzati da superfici agricole difficili da controllare manualmente.

