Veneto, nuovi progetti Interreg: droni per il soccorso e innovazione sostenibile in EuropaNews 

Veneto, nuovi progetti Interreg: droni per il soccorso e innovazione sostenibile in Europa

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Il Veneto rafforza la propria partecipazione alla cooperazione europea attraverso una nuova serie di progetti finanziati dai programmi Interreg. Le iniziative coinvolgono settori molto diversi tra loro, dai droni per il soccorso costiero alla valorizzazione del patrimonio culturale, passando per il turismo, la riconversione delle infrastrutture sciistiche e la trasformazione digitale delle imprese.

La notizia è stata comunicata dalla Regione del Veneto il 24 settembre 2026 e riguarda progetti inseriti nei programmi Interreg Italia-Croazia, Interreg Alpine Space e Interreg Central Europe. L’obiettivo comune è sviluppare soluzioni attraverso la collaborazione tra territori europei, mettendo a disposizione competenze, tecnologie ed esperienze maturate a livello locale.

Tra le iniziative più interessanti dal punto di vista tecnologico c’è DRONE AID, che punta a utilizzare i droni per migliorare le attività di soccorso lungo le coste e nelle aree offshore. Un progetto che mostra come gli UAV possano passare dall’impiego tradizionale per fotografia, rilievi e monitoraggio a funzioni operative legate alla sicurezza e al soccorso.

DRONE AID, droni per il soccorso costiero tra Veneto e Croazia

Nel programma Interreg Italia-Croazia sono stati finanziati due progetti che coinvolgono strutture regionali. Il primo è VINLIT, collegato alla Direzione Turismo e Marketing territoriale, mentre il secondo è proprio DRONE AID, al quale partecipa Veneto Lavoro.

DRONE AID prevede lo sviluppo di un sistema transfrontaliero di soccorso costiero e offshore basato sui droni. L’idea è favorire una maggiore cooperazione tra le due sponde dell’Adriatico e sperimentare strumenti tecnologici che possano supportare le attività di emergenza.

L’impiego di droni nelle operazioni di soccorso può offrire diversi vantaggi operativi. Un UAV può raggiungere rapidamente una determinata area, fornire immagini dall’alto e contribuire alla ricognizione di zone difficili da controllare direttamente dagli operatori. In uno scenario costiero, inoltre, la capacità di osservare ampie superfici può diventare particolarmente utile per individuare situazioni di emergenza.

Il progetto non riguarda quindi soltanto la tecnologia in sé, ma soprattutto la costruzione di procedure e strumenti condivisi tra territori confinanti. Il finanziamento di DRONE AID nell’ambito del programma Italia-Croazia 2021-2027 è documentato anche nella documentazione ufficiale del programma, che indica un budget complessivo di circa 1,78 milioni di euro e un contributo FESR superiore a 1,42 milioni.

VINLIT e il turismo transfrontaliero tra Veneto e Croazia

Accanto ai droni, la cooperazione europea guarda anche alla valorizzazione turistica. VINLIT nasce con l’obiettivo di costruire un itinerario transfrontaliero capace di collegare il Veneto con la costa croata.

La logica è quella di superare una visione esclusivamente locale delle destinazioni e creare una rete nella quale patrimoni, esperienze e territori possano essere presentati all’interno di un percorso comune. Per il Veneto questo significa valorizzare ulteriormente il rapporto con l’Adriatico e sviluppare nuove possibilità di collaborazione con i partner croati.

Turismo e innovazione tecnologica diventano così due componenti della stessa strategia europea: da una parte la promozione dei territori, dall’altra strumenti capaci di migliorare sicurezza, gestione e conoscenza degli spazi.

Alpine Space: cultura, montagne e riconversione delle infrastrutture sciistiche

Un’altra parte significativa delle iniziative riguarda il programma Interreg Alpine Space. La Direzione Cultura della Regione del Veneto partecipa come partner a BALANCE, progetto dedicato al rapporto tra natura e cultura nelle destinazioni alpine.

Il tema è particolarmente importante per le aree montane, dove paesaggio, tradizioni, patrimonio culturale e turismo sono strettamente collegati. L’obiettivo è favorire modalità di valorizzazione più sostenibili e consapevoli, capaci di considerare contemporaneamente l’ambiente naturale e il patrimonio costruito e immateriale.

La Regione Veneto partecipa inoltre come osservatore a ReSkiLience, iniziativa che affronta il problema della riconversione delle infrastrutture sciistiche non più utilizzate. Il cambiamento climatico e l’evoluzione delle condizioni della neve stanno infatti modificando le prospettive di alcune aree montane, rendendo necessario ragionare su nuovi utilizzi dei territori e delle strutture esistenti.

Tra gli altri progetti figura WISER, dedicato alle fibre naturali e all’economia circolare. Secondo la pagina della Regione dedicata ai progetti Alpine Space, l’iniziativa punta a definire percorsi circolari per la produzione e l’utilizzo delle fibre naturali caratteristiche dell’area alpina.

RE-SHAPE Alps: trasformazione digitale ed economia circolare

Un ulteriore tassello è rappresentato da RE-SHAPE Alps, nel quale la Direzione Cultura e la Direzione ICT della Regione partecipano come osservatori. Il progetto, coordinato dalla Camera di Commercio di Padova, ha un valore indicato in 1,43 milioni di euro e punta a favorire la trasformazione digitale e circolare delle imprese.

Il campo di applicazione comprende settori strategici come turismo, agroalimentare e industrie culturali e creative. La combinazione tra digitalizzazione ed economia circolare rappresenta una delle direttrici attraverso cui le imprese possono ripensare processi, prodotti e servizi.

Il programma Alpine Space ha dedicato nel 2026 una specifica attenzione ai progetti di capitalizzazione legati alla resilienza climatica del turismo montano e all’economia circolare e alla trasformazione industriale. Per il relativo bando erano stati messi a disposizione 2 milioni di euro di risorse FESR.

CE-PACT e le politiche per l’economia circolare

La partecipazione del Veneto si estende anche al programma Interreg Central Europe. La Direzione Acque, Rifiuti e Bonifiche è coinvolta in CE-PACT, progetto dedicato alle politiche per l’economia circolare e alla valorizzazione dei risultati ottenuti attraverso precedenti iniziative Interreg.

Questo approccio punta a evitare che le esperienze sviluppate nei singoli progetti rimangano isolate. La cooperazione europea consente infatti di trasferire conoscenze, confrontare modelli e adattare soluzioni già sperimentate ad altri contesti territoriali.

È una caratteristica importante dei programmi Interreg: non si tratta soltanto di finanziare singoli interventi, ma di costruire reti permanenti di collaborazione tra amministrazioni, enti, imprese e altri soggetti europei.

Dai fondi europei a progetti concreti sul territorio

Il valore di queste iniziative sta quindi nella loro capacità di collegare temi apparentemente differenti. Droni, turismo, cultura, montagne, digitalizzazione ed economia circolare diventano parti di una strategia più ampia orientata alla resilienza e alla competitività dei territori.

La Regione del Veneto sottolinea inoltre che le attività vengono sostenute attraverso risorse europee e nazionali, con copertura assicurata dai fondi FESR e dal Fondo di Rotazione nazionale, senza nuovi oneri per il bilancio regionale, secondo quanto comunicato dall’amministrazione.

I numeri più generali confermano il peso della cooperazione territoriale per il Veneto: la Regione indica complessivamente 305 progetti approvati con un coinvolgimento del territorio veneto, dei quali 296 con almeno un beneficiario regionale come Lead Partner o Project Partner.

Il ruolo dei droni nella nuova cooperazione europea

Tra tutti i progetti, DRONE AID rappresenta uno degli esempi più immediati di come le tecnologie UAV possano essere integrate nelle politiche pubbliche. Il drone non viene considerato semplicemente come un dispositivo volante, ma come parte di un sistema più ampio nel quale tecnologia, formazione, procedure operative e cooperazione internazionale devono funzionare insieme.

Per il Veneto, la sperimentazione nel soccorso costiero si inserisce in un quadro più ampio di innovazione applicata alla sicurezza. La collaborazione con partner europei permette inoltre di confrontare metodologie diverse e di costruire soluzioni che possano essere utilizzate in territori caratterizzati da problematiche simili.

Un Veneto sempre più inserito nelle reti europee

I nuovi progetti Interreg mostrano dunque un Veneto impegnato su più fronti: sicurezza con i droni, turismo transfrontaliero, valorizzazione culturale, adattamento delle aree alpine, fibre naturali, digitalizzazione delle imprese ed economia circolare.

Il filo conduttore è la cooperazione. Le singole amministrazioni e organizzazioni possono sperimentare soluzioni sul territorio, ma il confronto europeo permette di ampliare le competenze e trasferire le esperienze oltre i confini regionali.

Per il settore dei droni, in particolare, DRONE AID rappresenta un progetto da seguire nei prossimi anni: la realizzazione di un sistema transfrontaliero di soccorso costiero e offshore potrebbe contribuire a definire nuovi modelli di utilizzo degli UAV nelle emergenze. Per il Veneto, invece, l’insieme delle iniziative conferma il ruolo dei programmi europei come strumento per collegare innovazione, sostenibilità, cultura, sicurezza e sviluppo economico.

In sintesi: i nuovi progetti Interreg trasformano la cooperazione europea in attività concrete per il territorio. Dai droni impiegati nel soccorso costiero alla riconversione delle infrastrutture alpine, fino alla digitalizzazione e all’economia circolare, il Veneto partecipa a una rete europea orientata alla sperimentazione e alla condivisione di soluzioni.

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