Droni, la soglia scende a 100 grammi: cosa cambia con la nuova proposta europeaNews Normativa Enac 

Droni, la soglia scende a 100 grammi: cosa cambia con la nuova proposta europea

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La normativa europea sui droni potrebbe cambiare in modo significativo, soprattutto per i modelli più piccoli e leggeri. Al centro della nuova proposta dell’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea, EASA, c’è infatti la possibilità di abbassare da 250 a 100 grammi la soglia che determina alcuni importanti obblighi per gli operatori di droni.

La novità riguarda in particolare la registrazione dell’operatore UAS e la Remote ID, cioè il sistema di identificazione a distanza del drone. L’obiettivo dichiarato è aumentare la sicurezza, la tracciabilità dei voli e la capacità delle autorità di risalire al responsabile di un’operazione con un drone.

È però importante chiarire subito un aspetto: la soglia dei 100 grammi non è ancora una regola definitivamente entrata in vigore. Si tratta di una proposta contenuta nell’Opinion 06/2026 pubblicata da EASA il 18 settembre 2026, che dovrà seguire il successivo iter normativo europeo.

La proposta EASA: perché si parla di 100 grammi

Per molti anni il limite dei 250 grammi è stato uno dei riferimenti più conosciuti della normativa europea sui droni. Sotto questa soglia alcuni requisiti risultano più semplici, soprattutto quando si parla di piccoli droni destinati all’utilizzo ricreativo.

La nuova proposta dell’EASA introduce invece un approccio più attento alla sicurezza e alla tracciabilità degli UAS. L’agenzia propone di portare a 100 grammi la massa oltre la quale diventerebbero obbligatori determinati requisiti oggi collegati alla soglia dei 250 grammi.

In concreto, la modifica interesserebbe principalmente la registrazione degli operatori e la Remote Identification. Si tratta di un cambiamento potenzialmente rilevante perché coinvolgerebbe una parte dei cosiddetti microdroni, cioè quei modelli estremamente leggeri che negli ultimi anni hanno conquistato un pubblico sempre più ampio.

La scelta nasce anche dal fatto che il peso, da solo, non rappresenta necessariamente un indicatore sufficiente del rischio. Un drone molto leggero può comunque essere dotato di una videocamera, di sistemi di comunicazione avanzati e di funzioni automatiche di volo. La crescente diffusione di questi dispositivi rende quindi più importante, secondo l’impostazione della proposta europea, poter identificare chi li utilizza.

Registrazione e Remote ID: cosa potrebbe cambiare

Uno degli aspetti più importanti della proposta riguarda la registrazione obbligatoria dell’operatore. Oggi esistono già specifici casi nei quali anche chi utilizza un drone molto leggero deve registrarsi. Con l’eventuale nuova normativa europea, la soglia verrebbe abbassata e potrebbe coinvolgere ulteriori modelli fino a oggi esclusi.

La registrazione non deve essere confusa con il patentino. Sono infatti due adempimenti differenti. L’operatore è il soggetto responsabile dell’utilizzo del drone, mentre l’attestato riguarda le competenze del pilota remoto quando richiesto dalle regole applicabili all’operazione.

La proposta prevede inoltre una maggiore attenzione alla Remote ID. Questo sistema consente di trasmettere determinate informazioni relative al drone e all’operatore, rendendo più semplice l’identificazione dell’UAS durante il volo da parte dei sistemi autorizzati.

Per gli utenti comuni il cambiamento potrebbe tradursi, in futuro, in una maggiore attenzione al momento dell’acquisto di un drone ultraleggero. Non basterà quindi guardare soltanto il peso riportato nella scheda tecnica: bisognerà verificare anche la classe del drone, la presenza di sensori, le modalità di identificazione e gli obblighi previsti per l’operatore.

Cosa succede oggi in Italia con i droni sotto i 250 grammi

Fino a quando la nuova proposta europea non sarà adottata, è fondamentale non confondere il progetto normativo con le regole attualmente applicabili.

In Italia, per esempio, un drone con peso inferiore a 250 grammi dotato di videocamera non richiede l’attestato di pilota previsto per gli UAS di peso maggiore o uguale a 250 grammi nella categoria Open. Tuttavia, questo non significa che il drone possa essere utilizzato senza alcun obbligo.

ENAC indica infatti che per gli operatori possono rimanere necessari registrazione, assicurazione e verifica delle zone geografiche di volo, oltre al rispetto delle condizioni previste dalla categoria Open. Per i droni inferiori a 250 grammi privi di dispositivi per la registrazione audio o video possono invece applicarsi condizioni differenti.

Questo punto è particolarmente importante per i proprietari dei moderni mini-droni con fotocamera. Un modello da meno di 250 grammi non deve essere automaticamente considerato “libero da regole”. Anche un piccolo drone deve essere utilizzato nel rispetto dello spazio aereo e delle limitazioni previste nell’area interessata.

La nuova soglia potrebbe interessare milioni di microdroni

Se la proposta dovesse diventare normativa, il passaggio da 250 a 100 grammi avrebbe un effetto soprattutto sul mercato dei microdroni e dei droni ultraleggeri.

Negli ultimi anni questa categoria è cresciuta rapidamente grazie a modelli compatti, facilmente trasportabili e dotati di videocamere sempre più sofisticate. Il peso ridotto ha rappresentato uno degli elementi più interessanti per gli utenti che desiderano utilizzare un drone per fotografie, video, viaggi e attività ricreative.

La nuova impostazione europea potrebbe quindi spingere produttori e utenti a prestare maggiore attenzione alla conformità normativa. Per i costruttori potrebbe diventare ancora più importante integrare nei nuovi modelli sistemi di identificazione compatibili con i requisiti europei.

Per gli utenti, invece, aumenterebbe l’importanza di conoscere le regole prima di effettuare un volo. La semplice presenza di un drone sotto una determinata soglia di peso non sarebbe sufficiente per stabilire automaticamente quali obblighi si applicano.

Una modifica legata anche alla sicurezza dei cieli

La proposta sui 100 grammi si inserisce in un più ampio intervento europeo dedicato alla sicurezza dei sistemi senza pilota. L’EASA ha collegato la revisione normativa alla necessità di rafforzare la sicurezza delle operazioni con UAS e di rendere più efficace l’attività delle autorità.

Un ruolo importante viene attribuito anche alle UAS geographical zones, ovvero le aree dello spazio aereo nelle quali possono essere applicate specifiche condizioni o limitazioni per i voli con droni.

L’obiettivo è rendere le informazioni più accessibili e coerenti nei diversi Paesi europei, pur lasciando agli Stati membri determinati margini nella definizione delle proprie condizioni nazionali.

La proposta cerca inoltre di mantenere alcune possibilità di semplificazione per le operazioni considerate a rischio più basso. Sono previste, tra le altre cose, specifiche disposizioni per le attività svolte all’interno di club e associazioni di aeromodellismo.

Quando entrerà in vigore la nuova regola dei 100 grammi?

È questa la domanda che interessa maggiormente i proprietari di droni ultraleggeri. Al momento non esiste ancora una data definitiva per l’entrata in vigore della nuova soglia.

L’Opinion 06/2026 dell’EASA rappresenta un passaggio dell’iter normativo e non equivale, da sola, all’entrata in vigore di una nuova disposizione direttamente applicabile agli operatori.

Per questo motivo, chi possiede oggi un drone sotto i 250 grammi non deve applicare automaticamente una presunta nuova soglia di 100 grammi. Occorre invece continuare a seguire le disposizioni attualmente vigenti e verificare gli eventuali aggiornamenti pubblicati dalle autorità competenti.

Droni sotto i 100 grammi: cosa aspettarsi

La possibile introduzione della soglia dei 100 grammi potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più interessanti degli ultimi anni per il settore dei droni consumer. L’attenzione si sposterebbe infatti ancora più in basso, coinvolgendo dispositivi sempre più piccoli e diffusi.

Per chi acquista un drone, sarà quindi sempre più importante valutare non soltanto autonomia, fotocamera e prestazioni, ma anche marcatura di classe, peso massimo al decollo, registrazione dell’operatore, Remote ID, assicurazione e zone geografiche.

La novità dei 100 grammi è dunque reale, ma per ora è una proposta normativa e non una regola già obbligatoria. Il percorso europeo dovrà essere seguito con attenzione perché, se approvato, il cambiamento potrebbe modificare gli adempimenti richiesti a una parte significativa degli utilizzatori di droni ultraleggeri.

Per chi vola con un drone in Italia, la regola più importante resta quindi quella di informarsi sulle disposizioni effettivamente in vigore prima di ogni operazione e di controllare le eventuali limitazioni dello spazio aereo. La soglia dei 100 grammi potrebbe diventare presto un nuovo riferimento della normativa europea, ma bisognerà attendere l’esito dell’iter legislativo prima di considerarla operativa.

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