Politecnico di Milano, inaugurato l’Aerospace Building: un nuovo polo per droni e mobilità aereaEventi News 

Politecnico di Milano, inaugurato l’Aerospace Building: un nuovo polo per droni e mobilità aerea

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La ricerca aerospaziale italiana compie un importante passo avanti con l’apertura di una nuova infrastruttura dedicata alla sperimentazione, allo sviluppo tecnologico e alla formazione. Il Politecnico di Milano ha inaugurato il 26 ottobre 2026 l’Aerospace Building, un grande centro di ricerca realizzato presso il Campus Bovisa La Masa e destinato a diventare un punto di riferimento per lo studio delle tecnologie aeronautiche e spaziali.

La struttura nasce con un investimento di 16,5 milioni di euro e concentra in un unico complesso laboratori, attrezzature sperimentali e spazi progettati per affrontare le nuove sfide dell’industria aerospaziale. Una parte importante delle attività riguarderà anche i droni, i velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale e i sistemi automatici di navigazione e controllo.

Non si tratta quindi soltanto di un nuovo edificio universitario, ma di un’infrastruttura pensata per avvicinare la ricerca scientifica alle applicazioni industriali, contribuendo allo sviluppo delle tecnologie che potrebbero caratterizzare il trasporto aereo dei prossimi anni.

Aerospace Building, 4.860 metri quadrati dedicati alla ricerca aerospaziale

Il nuovo Aerospace Building si sviluppa su una superficie complessiva di circa 4.860 metri quadrati e ospita 12 laboratori dedicati a differenti ambiti della ricerca aeronautica e spaziale. Il progetto è stato realizzato per il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali (DAER) del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di potenziare le capacità di sperimentazione dell’ateneo.

Dal punto di vista architettonico, il complesso è composto da due parti principali: un corpo di fabbrica più basso, alto 18 metri, e una torre che raggiunge i 40 metri di altezza e si sviluppa su otto livelli. Gli ambienti interni sono stati progettati per garantire flessibilità nell’organizzazione delle attività e permettere l’installazione di apparecchiature e sistemi sperimentali differenti.

Tra le aree di ricerca coinvolte figurano lo studio dei materiali aerospaziali, la fluidodinamica, la propulsione, la dinamica del volo, la robotica spaziale e i sistemi di controllo. L’infrastruttura consente quindi di mettere a disposizione dei ricercatori strumenti e ambienti specializzati, favorendo la collaborazione tra gruppi scientifici con competenze diverse.

Il progetto comprende anche il potenziamento delle attività del programma AEROSS, dedicato alla sicurezza e alla sostenibilità delle tecnologie aeronautiche e spaziali. La presenza di laboratori multidisciplinari permette di affrontare problemi complessi attraverso attività sperimentali, simulazioni e verifiche tecniche.

Droni ed eVTOL al centro delle nuove sperimentazioni

Uno degli aspetti più interessanti dell’Aerospace Building riguarda il ruolo assegnato ai droni. I velivoli senza pilota rappresentano infatti strumenti particolarmente utili per sperimentare nuove soluzioni tecnologiche, verificare il comportamento dei sistemi di bordo e sviluppare algoritmi destinati a essere successivamente utilizzati su aeromobili di dimensioni maggiori.

Come ha spiegato Marco Lovera, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali, i droni vengono utilizzati per testare e validare tecnologie che successivamente possono essere trasferite su elicotteri e aeroplani. Questo approccio permette di verificare le prestazioni di nuove soluzioni prima di applicarle a piattaforme più grandi e complesse.

Particolare attenzione è rivolta ai sistemi di guida, navigazione e controllo automatico. Si tratta di tecnologie fondamentali per migliorare la sicurezza dei voli autonomi, gestire le traiettorie, mantenere la stabilità del mezzo e consentire operazioni sempre più complesse.

Un altro settore strategico è quello degli eVTOL, acronimo di Electric Vertical Take-Off and Landing. Sono aeromobili elettrici progettati per decollare e atterrare verticalmente, senza avere bisogno di una pista tradizionale. Questi mezzi sono considerati tra i possibili protagonisti della mobilità aerea avanzata, un settore che punta a introdurre nuovi servizi di trasporto nelle aree urbane e nei collegamenti tra città e territori circostanti.

La possibilità di sperimentare queste tecnologie in un ambiente universitario attrezzato rappresenta un’opportunità importante anche per le aziende, che potranno beneficiare delle competenze scientifiche e delle attività di ricerca sviluppate dal Politecnico.

Il Vertiporto Bovisa guarda alla mobilità aerea del futuro

Tra gli elementi più significativi della nuova infrastruttura c’è il Vertiporto Bovisa, realizzato sulla copertura del corpo di fabbrica più basso. La struttura è destinata a supportare le attività di sperimentazione legate alla mobilità aerea avanzata e alle operazioni di decollo e atterraggio dei velivoli verticali.

Il vertiporto rappresenta un elemento particolarmente interessante perché permette di studiare direttamente le problematiche operative connesse all’utilizzo degli eVTOL e degli aeromobili senza pilota. Non basta infatti sviluppare un velivolo capace di volare: occorre anche progettare infrastrutture, procedure, sistemi di gestione del traffico e strumenti per garantire la sicurezza delle operazioni.

In questo contesto Milano e l’area metropolitana possono diventare un importante terreno di sperimentazione. La presenza di un’infrastruttura universitaria dedicata consente di analizzare le esigenze tecniche e organizzative che accompagneranno l’eventuale diffusione di nuovi servizi aerei urbani.

Il Vertiporto Bovisa assume quindi una funzione che va oltre la semplice disponibilità di uno spazio per gli aeromobili: diventa un ambiente nel quale studiare l’integrazione tra velivoli, infrastrutture e sistemi di controllo.

Una camera di prova per elicotteri e tecnologie aeronautiche

Tra le dotazioni dell’Aerospace Building trova spazio anche una camera di prova dedicata allo studio degli elicotteri e dei sistemi a rotore. Si tratta di un’infrastruttura particolarmente importante per analizzare il comportamento dei componenti aeronautici e verificare le prestazioni delle tecnologie utilizzate sui velivoli ad ala rotante.

Le attività sperimentali su rotori e sistemi di propulsione permettono di raccogliere dati utili per migliorare l’efficienza, la stabilità e la sicurezza degli aeromobili. Queste conoscenze sono rilevanti anche per lo sviluppo dei nuovi velivoli elettrici a decollo verticale, che utilizzano configurazioni propulsive differenti rispetto agli aerei tradizionali.

La ricerca aerodinamica rappresenta un altro tassello fondamentale. Le prove in laboratorio consentono di osservare come l’aria interagisce con le superfici e i componenti di un velivolo, contribuendo a individuare soluzioni progettuali più efficienti. Tra le infrastrutture di ricerca del settore aerospaziale del Politecnico figura inoltre una galleria del vento ipersonica, una dotazione altamente specializzata per lo studio dei flussi ad altissima velocità.

La disponibilità di strumenti di questo tipo rafforza la capacità dell’ateneo di affrontare problematiche che spaziano dall’aerodinamica dei droni alle prestazioni dei velivoli più avanzati, fino alle tecnologie necessarie per le applicazioni spaziali.

Un investimento strategico per l’industria aerospaziale lombarda

L’apertura dell’Aerospace Building assume un significato importante anche per il sistema industriale della Lombardia. Il territorio ospita infatti un comparto aerospaziale composto da oltre 200 imprese e circa 22.000 lavoratori diretti. Considerando anche l’indotto e la rete di circa 1.300 fornitori, il numero degli addetti arriva a circa 30.000 unità.

Il settore presenta inoltre un portafoglio ordini che ha raggiunto i 44 miliardi di euro, confermando il peso economico e tecnologico della filiera regionale. In questo scenario, la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese diventa un fattore decisivo per mantenere competitività e sviluppare nuove competenze.

Il nuovo edificio del Politecnico può contribuire a rafforzare questo rapporto, offrendo alle aziende un ambiente nel quale confrontarsi con ricercatori, sperimentare soluzioni innovative e accelerare il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni concrete.

La struttura sarà inoltre utilizzata per attività didattiche e formative, permettendo agli studenti di confrontarsi direttamente con strumenti e tecnologie impiegati nella ricerca aerospaziale. Un aspetto importante per preparare i professionisti che lavoreranno nei settori dei droni, dell’aeronautica, della propulsione e della mobilità aerea avanzata.

Milano rafforza il proprio ruolo nella ricerca sui droni

Con l’inaugurazione dell’Aerospace Building, il Politecnico di Milano mette a disposizione della ricerca una struttura che guarda contemporaneamente all’aeronautica tradizionale, allo spazio e alle nuove tecnologie di volo. I droni avranno un ruolo centrale in questo percorso, non soltanto come prodotti da sviluppare, ma soprattutto come piattaforme per verificare sistemi e soluzioni destinati a un settore aerospaziale in rapida evoluzione.

Il vertiporto, i laboratori specializzati e le strutture per le prove sperimentali offrono nuove possibilità per studiare gli eVTOL, i sistemi autonomi e le tecnologie necessarie a rendere più sicuri ed efficienti gli aeromobili del futuro.

La sfida sarà trasformare i risultati della ricerca in applicazioni concrete, favorendo il dialogo tra università e industria. L’Aerospace Building rappresenta un investimento importante in questa direzione e rafforza il ruolo di Milano e della Lombardia nello sviluppo delle tecnologie aerospaziali. Per il mondo dei droni, si apre una nuova opportunità di sperimentazione e innovazione, con possibili ricadute che nei prossimi anni potrebbero interessare numerosi settori industriali e dei trasporti.

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