Droni DJI automatizzati per i soccorsi in montagna: sui Tatra possono arrivare prima dei soccorritoriEsteri News 

Droni DJI automatizzati per i soccorsi in montagna: sui Tatra possono arrivare prima dei soccorritori

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Intervenire rapidamente in montagna può fare la differenza tra la vita e la morte. Quando un escursionista rimane ferito, si perde oppure viene sorpreso da una bufera di neve, raggiungere il luogo dell’incidente può richiedere molto tempo, soprattutto nelle zone più isolate e difficili da attraversare. In Polonia, il servizio volontario di soccorso alpino TOPR sta sperimentando una soluzione tecnologica che potrebbe cambiare il modo di gestire le emergenze: i droni automatizzati DJI, capaci di decollare da una stazione remota e raggiungere il luogo della segnalazione prima ancora che parta la squadra di soccorso.

Il progetto interessa i Monti Tatra, una delle aree montuose più frequentate della Polonia, dove neve, ghiaccio, pareti rocciose e vallate profonde rendono particolarmente complesse le operazioni di ricerca. Dopo aver introdotto sistemi DJI Dock 3, il TOPR ha avviato anche una sperimentazione con la nuova DJI Dock 4, abbinata al drone DJI Matrice 5TD.

TOPR sperimenta i droni automatizzati DJI per accelerare i soccorsi

Il Tatrzańskie Ochotnicze Pogotowie Ratunkowe, conosciuto con la sigla TOPR, è il servizio volontario che si occupa del soccorso in montagna nella regione polacca dei Tatra. Da diversi anni l’organizzazione utilizza i droni come supporto alle attività di ricerca, ricognizione e assistenza agli escursionisti in difficoltà.

L’impiego di queste tecnologie è diventato progressivamente più importante. Secondo i dati pubblicati dallo stesso TOPR, nel 2021 i droni erano stati utilizzati in otto operazioni di soccorso. Nel 2026, invece, il numero era già salito a 61 interventi alla fine di settembre.

La nuova fase del progetto punta a rendere ancora più rapida la risposta alle emergenze attraverso stazioni di decollo completamente automatizzate. Il principio è semplice: quando arriva una segnalazione, gli operatori possono comandare il decollo del drone direttamente dalla centrale, senza dover prima raggiungere fisicamente il luogo di partenza.

In questo modo, il velivolo può iniziare la ricognizione mentre i soccorritori stanno ancora organizzando l’intervento.

Dal decollo alla ricognizione: il drone può arrivare prima della squadra

Uno dei principali problemi dei soccorsi sui Monti Tatra riguarda proprio il tempo necessario per raggiungere determinate località. In inverno, alcuni sentieri diventano impraticabili e numerose aree non sono accessibili neppure con automobili o motoslitte.

Marcin Józefowicz, soccorritore del TOPR e responsabile di Cybertech, ha spiegato che, in alcune circostanze, radunare una squadra e raggiungere a piedi il punto di partenza del percorso può richiedere fino a due ore.

Con un drone automatizzato, invece, la ricognizione può cominciare molto prima. Il personale della centrale può inviare un DJI Matrice 5TD verso le coordinate dell’emergenza e ricevere immagini in diretta dell’area interessata.

Queste informazioni consentono di comprendere meglio cosa sta succedendo e di prendere decisioni più precise. Gli operatori possono valutare se sia effettivamente necessario un intervento, quanti soccorritori coinvolgere e quale attrezzatura portare con sé.

Non si tratta soltanto di risparmiare minuti preziosi. Una ricognizione aerea preventiva può anche evitare interventi non necessari e ridurre i rischi per le squadre, che possono prepararsi conoscendo in anticipo le condizioni del terreno.

DJI Matrice 5TD: termocamera e altoparlante per individuare gli escursionisti

Uno degli strumenti più interessanti utilizzati dal TOPR è il DJI Matrice 5TD, un drone professionale progettato per applicazioni che richiedono capacità di osservazione avanzate.

Il velivolo dispone di sistemi di ripresa visiva e termica che permettono di raccogliere informazioni anche quando le condizioni ambientali rendono difficile l’identificazione delle persone. La tecnologia di fusione delle immagini termiche e visibili aiuta gli operatori a interpretare meglio ciò che viene osservato dall’alto.

Durante le ricerche notturne, ad esempio, la termocamera può contribuire a individuare la presenza di persone attraverso le differenze di temperatura. Allo stesso tempo, le immagini visibili consentono di riconoscere dettagli del terreno, ostacoli e caratteristiche dell’ambiente circostante.

In montagna questa combinazione può rivelarsi particolarmente utile. La neve, la scarsa illuminazione e la conformazione delle vallate possono infatti rendere complicato individuare un escursionista, soprattutto quando si trova lontano dai sentieri principali.

Il Matrice 5TD dispone inoltre di un altoparlante integrato. Attraverso questo dispositivo, gli operatori possono comunicare con le persone individuate, impartire indicazioni e chiedere informazioni sulle loro condizioni.

Gli escursionisti possono rispondere anche attraverso semplici gesti delle mani. Questo sistema permette di stabilire un primo contatto a distanza, ancora prima dell’arrivo dei soccorritori.

DJI O4 Ground Station: come mantenere il collegamento nelle vallate

Volare in un ambiente montuoso presenta difficoltà che non riguardano soltanto il pilotaggio. Uno dei problemi più importanti è mantenere un collegamento video stabile tra il drone e gli operatori a terra.

Le montagne possono infatti ostacolare la trasmissione del segnale. Una cima rocciosa o una vallata particolarmente profonda possono interrompere la comunicazione, limitando la distanza operativa del velivolo.

Per affrontare questo problema, il TOPR sta utilizzando una rete di stazioni di terra DJI O4 Ground Station. Queste infrastrutture possono essere installate in posizioni strategiche, come torri di osservazione e punti elevati delle montagne, per migliorare la copertura del collegamento.

La presenza di più stazioni permette di estendere le possibilità operative dei droni anche verso vallate vicine, dove una singola postazione potrebbe non garantire una trasmissione sufficientemente affidabile.

Si tratta di un elemento fondamentale per rendere realmente efficace un sistema di soccorso automatizzato. Un drone può raggiungere rapidamente una zona remota, ma deve poter trasmettere immagini e informazioni alla centrale affinché queste possano essere utilizzate durante la gestione dell’emergenza.

DJI Dock 4 cambia le operazioni: batteria sostituita in 25 secondi

Un’altra importante novità riguarda la nuova DJI Dock 4, la stazione automatizzata che consente di gestire i decolli e gli atterraggi senza la presenza di un operatore direttamente sul posto.

Rispetto alla generazione precedente, una delle innovazioni più significative è il sistema automatico di sostituzione della batteria. Quando il drone rientra nella stazione, il Dock 4 può sostituire l’accumulatore in appena 25 secondi, secondo i tempi dichiarati dal produttore.

Questa caratteristica permette di ridurre sensibilmente i tempi di fermo tra una missione e l’altra. Durante un’operazione di ricerca particolarmente lunga, la possibilità di rimettere rapidamente in volo il velivolo rappresenta un vantaggio importante.

La DJI Dock 4, abbinata al Matrice 5TD e alla piattaforma di gestione remota DJI FlightHub 2, consente di organizzare missioni automatizzate, controllare il drone a distanza e condividere le immagini con il personale coinvolto nelle operazioni.

Il sistema è progettato per funzionare anche in condizioni ambientali difficili, con un intervallo di temperatura operativa dichiarato da DJI compreso tra -40 e +50 gradi Celsius.

Non soltanto emergenze: i droni controlleranno anche sentieri e pericoli

Il progetto del TOPR non si limita alla gestione delle chiamate di emergenza. I soccorritori stanno valutando anche altre applicazioni della flotta automatizzata, in particolare per il monitoraggio preventivo delle condizioni dei percorsi montani.

I droni potrebbero essere utilizzati per effettuare ricognizioni periodiche, osservare l’evoluzione delle condizioni meteorologiche e individuare situazioni potenzialmente pericolose lungo i sentieri.

La possibilità di raccogliere immagini dall’alto consentirebbe di controllare aree difficilmente raggiungibili a piedi, individuando eventuali ostacoli, accumuli di neve e cambiamenti nelle condizioni del terreno.

Un’attività di monitoraggio costante potrebbe quindi contribuire a prevenire alcuni incidenti, fornendo informazioni aggiornate sia ai soccorritori sia a chi gestisce la sicurezza dei percorsi.

La tecnologia non sostituisce i soccorritori, ma li rende più efficienti

L’esperienza del TOPR dimostra come i droni professionali stiano assumendo un ruolo sempre più importante nella gestione delle emergenze in montagna. La combinazione tra stazioni automatizzate, telecamere termiche, collegamenti video avanzati e sistemi di comunicazione permette di ottenere informazioni preziose in tempi molto più brevi rispetto alle procedure tradizionali.

È importante sottolineare che questi sistemi non sostituiscono il lavoro delle squadre di soccorso. Il drone non può intervenire direttamente su una persona ferita, prestare assistenza sanitaria o affrontare tutte le difficoltà di un recupero in ambiente impervio. Il suo compito è fornire un supporto operativo, ridurre i tempi di valutazione e aiutare gli operatori a organizzare meglio ogni intervento.

La sperimentazione condotta sui Monti Tatra rappresenta un esempio concreto di come l’automazione possa essere applicata alla sicurezza pubblica. Se questi sistemi continueranno a dimostrare la loro efficacia, le stazioni di decollo automatico potrebbero diventare una presenza sempre più diffusa nelle aree montane.

La sfida dei prossimi anni sarà integrare sempre meglio droni, soccorritori e infrastrutture di comunicazione. Per chi si trova in difficoltà in una valle innevata o su un sentiero isolato, sapere che un drone può arrivare in pochi minuti e fornire subito informazioni alla centrale potrebbe rappresentare un aiuto davvero importante.

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