DJI prepara un nuovo drone termico pieghevole: presentazione il 5 novembre con tecnologia Matrice 5TD
DJI Enterprise si prepara a presentare una nuova soluzione dedicata al mercato professionale dei droni. L’appuntamento è fissato per il 5 novembre 2026 alle ore 7:00 EST (le 13:00 in Italia), data scelta dall’azienda per svelare un prodotto ancora avvolto dal mistero. Le prime immagini diffuse da DJI, tuttavia, stanno già alimentando le aspettative degli operatori del settore: tutto lascia pensare all’arrivo di un nuovo drone termico pieghevole, equipaggiato con un sistema di ripresa molto simile a quello del recente Matrice 5TD.
Il breve filmato promozionale, pubblicato il 29 ottobre sui canali social di DJI Enterprise, dura appena 14 secondi ma contiene alcuni indizi particolarmente interessanti. Il titolo scelto per il teaser è “Always in Its Element”, traducibile in italiano con “Sempre nel suo elemento”. La sequenza mostra inizialmente un sensore termico, per poi concentrarsi su un gimbal multisensore installato sotto un drone dotato di bracci pieghevoli.
DJI non ha ancora comunicato il nome del prodotto né le sue caratteristiche ufficiali. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di una nuova piattaforma della famiglia Matrice, capace di portare una termocamera ad altissima risoluzione su un velivolo trasportabile e pilotabile direttamente tramite radiocomando.
Il teaser DJI mostra un drone termico con bracci pieghevoli
Il dettaglio che ha attirato maggiormente l’attenzione degli appassionati e degli operatori professionali riguarda la struttura del nuovo velivolo. Nel filmato si intravede infatti un drone con una configurazione che ricorda quella della serie Matrice 4, caratterizzata da bracci ripiegabili che consentono di ridurre gli ingombri durante il trasporto.
La presenza di questa soluzione rappresenterebbe un elemento importante. Il DJI Matrice 5TD, presentato insieme alla nuova stazione Dock 4 il 14 ottobre 2026, dispone infatti di un sistema di ripresa termica particolarmente avanzato, ma utilizza una struttura con bracci fissi, progettata per operare all’interno di una stazione automatizzata.
Il nuovo prodotto mostrato nel teaser potrebbe invece combinare le capacità di acquisizione delle immagini del Matrice 5TD con la praticità di una piattaforma pieghevole. Una soluzione pensata per le squadre che devono raggiungere rapidamente aree operative differenti, senza dipendere necessariamente da un’infrastruttura di ricarica e gestione automatizzata.
Questa combinazione potrebbe risultare particolarmente interessante per vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine, tecnici delle infrastrutture e società specializzate nelle ispezioni industriali.
Il gimbal ricorda quello del DJI Matrice 5TD
L’indizio più significativo riguarda il sistema di ripresa. Analizzando le immagini del teaser, la disposizione degli obiettivi sembra corrispondere a quella del gimbal installato sul Matrice 5TD.
La configurazione presenta un teleobiettivo nella parte superiore sinistra, una lente termica circolare immediatamente sotto e diversi sensori disposti verticalmente sul lato destro. Si riconoscono inoltre una piccola apertura circolare nella parte superiore e altre finestre dedicate alle differenti fotocamere.
La disposizione degli elementi è differente rispetto a quella utilizzata sul Matrice 4T. Su quest’ultimo modello, infatti, la termocamera occupa la posizione superiore sinistra, mentre il teleobiettivo si trova più in basso. Nel gimbal mostrato da DJI, invece, le due componenti sembrano avere una collocazione invertita.
La corrispondenza visiva con il Matrice 5TD rappresenta quindi un indizio importante, anche se non costituisce ancora una conferma ufficiale dell’utilizzo dello stesso identico sistema ottico e degli stessi sensori.
Termocamera da 1280 x 1024 pixel: un importante salto tecnologico
Se l’ipotesi dovesse essere confermata, uno degli aspetti più interessanti del nuovo drone sarebbe proprio la possibilità di utilizzare una termocamera con risoluzione nativa di 1280 x 1024 pixel.
Il DJI Matrice 5TD integra infatti un sensore termico basato su microbolometro non raffreddato VOx (ossido di vanadio), con una risoluzione di 1280 x 1024 pixel e un passo dei pixel di 8 micrometri. Il sistema dispone inoltre della modalità UHR, che consente di ottenere immagini con una risoluzione di 2560 x 2048 pixel.
Per comprendere la portata di questa tecnologia è utile effettuare un confronto con il Matrice 4T. Quest’ultimo utilizza un sensore termico da 640 x 512 pixel con passo di 12 micrometri. La risoluzione di 1280 x 1024 pixel può essere raggiunta attraverso la modalità Super Resolution, ma non corrisponde alla risoluzione nativa del rilevatore.
La differenza non riguarda soltanto il numero dei pixel. Considerando anche le dimensioni dei singoli elementi sensibili, il sensore del Matrice 5TD presenta una superficie di circa 83,9 millimetri quadrati, contro i 47,2 millimetri quadrati del Matrice 4T. Si tratta di un’area superiore di circa il 78%.
Una maggiore risoluzione nativa permette di raccogliere più informazioni termiche e può contribuire a individuare dettagli e anomalie con maggiore precisione, soprattutto durante le ispezioni a distanza. Le prestazioni effettive dipendono comunque anche dall’ottica, dalla sensibilità termica, dalle condizioni ambientali e dalla distanza di osservazione.
Dal Matrice 5TD al nuovo drone pieghevole: cosa potrebbe cambiare
Il possibile nuovo modello avrebbe un ruolo interessante all’interno della gamma professionale DJI. Il Matrice 5TD è stato progettato per lavorare insieme al Dock 4, una stazione automatizzata che consente di gestire missioni senza la presenza continua di un pilota sul posto.
Una versione pieghevole con caratteristiche di ripresa analoghe potrebbe invece essere destinata alle operazioni sul campo. Il vantaggio sarebbe quello di avere a disposizione una piattaforma termica avanzata senza dover installare una stazione fissa.
Le applicazioni potenziali sono numerose. Nel settore antincendio, un drone di questo tipo potrebbe aiutare a individuare focolai nascosti, verificare la propagazione di un incendio e controllare le aree interessate anche in condizioni di visibilità ridotta.
Nel campo della ricerca e del soccorso, le immagini termiche possono supportare l’individuazione di persone in ambienti complessi, boschi e zone difficilmente accessibili. Anche le ispezioni industriali potrebbero beneficiare di un sistema multisensore capace di combinare immagini visibili e termiche per individuare anomalie su impianti elettrici, pannelli fotovoltaici e infrastrutture.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda la portabilità. La possibilità di ripiegare i bracci renderebbe il drone più semplice da trasportare all’interno di veicoli operativi e attrezzature tecniche, facilitando gli interventi in situazioni di emergenza.
Le prime immagini del prototipo erano già circolate nei mesi scorsi
Il teaser del 29 ottobre non rappresenta il primo indizio sull’esistenza di questa nuova piattaforma. Alcune immagini di un prototipo DJI con bracci pieghevoli erano già circolate nel luglio 2026, grazie alle fotografie pubblicate da Igor Bogdanov.
Le immagini mostravano un velivolo grigio con gambe rialzate, una struttura compatibile con l’integrazione di un sistema LiDAR e un gimbal dotato di diverse aperture per i sensori.
Un ulteriore riferimento è arrivato il 19 ottobre, quando un rivenditore polacco di attrezzature antincendio ha pubblicato un’immagine relativa al Dock 4, nella quale compariva una piattaforma con caratteristiche strutturali simili a quelle della serie Matrice 4.
Fino alla pubblicazione del nuovo teaser, tuttavia, mancava un collegamento evidente tra quella struttura pieghevole e il sistema di ripresa del Matrice 5TD. Il filmato di DJI sembra ora avvicinare concretamente i due elementi, rafforzando l’ipotesi di un nuovo drone termico professionale.
Il mercato americano e le questioni normative
Il possibile lancio arriva in un momento delicato per DJI, soprattutto per quanto riguarda il mercato statunitense. Le restrizioni introdotte dalla Federal Communications Commission (FCC) e l’inserimento dei droni stranieri nella Covered List hanno creato importanti ostacoli per l’autorizzazione di nuovi modelli.
La situazione è ulteriormente complicata dalla proposta regolamentare Docket 26-189, che prende in considerazione diverse caratteristiche tecnologiche, tra cui la presenza di sistemi di imaging termico, nella definizione di droni considerati di livello militare.
La proposta potrebbe avere conseguenze sull’importazione e sulla commercializzazione di determinati modelli stranieri negli Stati Uniti. DJI ha già contestato l’impostazione del provvedimento, chiedendo alle autorità di riconsiderarne i contenuti.
È importante precisare che queste questioni riguardano principalmente il quadro normativo statunitense e non devono essere automaticamente considerate un divieto valido anche in Europa. Per il mercato italiano ed europeo sarà necessario attendere le informazioni ufficiali sulla disponibilità commerciale e sulle eventuali certificazioni del nuovo prodotto.
DJI svelerà il nuovo drone il 5 novembre 2026
Per conoscere tutte le caratteristiche bisognerà attendere ancora pochi giorni. L’appuntamento ufficiale è fissato per il 5 novembre 2026 alle ore 7:00 della costa orientale degli Stati Uniti, corrispondenti alle 13:00 in Italia.
Al momento DJI non ha confermato il nome del nuovo drone, la risoluzione effettiva della termocamera, l’autonomia di volo, il peso, il sistema di trasmissione e il prezzo di vendita. Anche l’eventuale presenza di funzionalità LiDAR e le modalità di gestione delle immagini restano aspetti da verificare.
Gli indizi, tuttavia, suggeriscono una novità significativa per la gamma DJI Enterprise: un drone termico pieghevole che potrebbe portare la tecnologia del Matrice 5TD al di fuori del mondo delle stazioni automatizzate.
Il 5 novembre sarà quindi una data da seguire con attenzione per tutti gli operatori professionali. Se le anticipazioni saranno confermate, DJI potrebbe introdurre una nuova categoria di drone compatto, trasportabile e dotato di capacità termiche di fascia alta, con importanti applicazioni nel soccorso, nella sicurezza e nelle ispezioni industriali.

