Consegne mediche urgenti: in arrivo un nuovo droneEsteri News 

Consegne mediche urgenti: in arrivo un nuovo drone

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La compagnia aerea olandese Avy Drone Response Network ha annunciato la creazione di un nuovo drone per le consegne mediche urgenti. Si tratta del velivolo Aera che potrà essere particolarmente utile nel recapitare medicinali e salvavita in situazioni di emergenze e incidenti.

Vi abbiamo già raccontato in altri articoli di come l’impiego dei droni per il trasporto di merce sanitaria sia sempre più diffuso in tutto il mondo, leggete anche “Droni per consegne mediche nel Regno Unito”.

Nuovo drone per consegne mediche urgenti

Il nuovo drone della Avy Drone Response Network per consegne mediche urgenti è caratterizzato da importanti migliorie di carattere strutturale. E’ infatti in grado di trasportare fino a 3 chilogrammi di carico per una distanza di circa 100 chilometri. Può operare tutto l’anno, in qualsiasi condizione meteo.

Grazie alle sue caratteristiche, il drone Aera rispetta le attuali normative europee sui droni per trasporto di merci e, nel contempo, soddisfa quanto richiesto dall’ONU per il trasporto aereo di medicinali. Il drone dispone di un apposito kit con una capacità di 4 litri ed è dotato di sensori utili per effettuare una valutazione immediata delle emergenze. E’ quindi il drone ideale per effettuare consegne mediche urgenti.

Secondo la Avy Drone Response Network il suo drone potrà essere impiegato per attività sempre più complesse anche grazie all’accurato sistema di collegamenti per comunicazioni ottimali. Il drone può essere anche integrato con telecamere termiche utili per rilevare incendi o per attività di ricerca di persone disperse.

Si tratta quindi dell’ennesimo esempio di come i droni possano essere utili per gestire situazioni di emergenza. Non soltanto consegne mediche urgenti, ma anche supporto al lavoro delle forze dell’ordine in caso di incidenti o di ricerca di dispersi.

Avy Drone Response Network si è posta l’obiettivo di creare una vera e propria rete di droni in grado di intervenire su larga scala. Già dall’anno prossimo implementerà il suo progetto prima nell’Europa occidentale e successivamente in Africa.

 

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