Drone ostacola i soccorsi della REGA a Mezzovico: identificato un minorenne, indagini in corsoEsteri News 

Drone ostacola i soccorsi della REGA a Mezzovico: identificato un minorenne, indagini in corso

Tempo di lettura: 4 minuti

Un drone ha ostacolato per diversi minuti le operazioni di soccorso della REGA durante un grave incidente avvenuto a Mezzovico, in Canton Ticino. L’episodio, realmente accaduto nel pomeriggio di lunedì, è ora al centro delle indagini coordinate dalla Magistratura dei minorenni e dalla Polizia cantonale.

Secondo quanto confermato dalle autorità svizzere, il piccolo aeromobile avrebbe impedito il decollo di un elicottero sanitario impegnato nel trasporto urgente di feriti verso l’ospedale. Il pilota del drone, successivamente identificato, sarebbe un minorenne residente nella regione.

Il caso riaccende il dibattito sulla sicurezza dei droni in situazioni di emergenza e sui rischi legati all’utilizzo non autorizzato di questi dispositivi in aree interessate da operazioni di soccorso.

Drone sopra la zona dell’incidente: bloccato l’elicottero della REGA

L’episodio si è verificato poco dopo le 18 a Mezzovico, nei pressi dell’area dove, alcune ore prima, era precipitato un altro velivolo. In quel momento un elicottero della REGA stava completando le operazioni di soccorso e si preparava a decollare verso l’ospedale con una persona ferita.

La presenza di un drone sopra la zona dell’intervento ha però costretto il personale a sospendere temporaneamente il decollo per motivi di sicurezza. In situazioni di emergenza, infatti, anche un piccolo drone può rappresentare un grave pericolo per gli elicotteri impegnati nei soccorsi.

Le norme aeronautiche vietano il sorvolo non autorizzato nelle aree operative di polizia, vigili del fuoco e mezzi di emergenza proprio per evitare collisioni o interferenze con le attività di soccorso.

Secondo la Polizia cantonale, gli accertamenti sono stati avviati immediatamente, anche considerando la delicatezza dell’intervento in corso e la necessità di garantire la sicurezza di soccorritori e feriti.

Identificato il pilota del drone: si tratta di un minorenne

Le verifiche svolte dagli investigatori hanno permesso di individuare rapidamente il proprietario del drone. Si tratta di un minorenne residente nella regione di Mezzovico, la cui posizione è ora al vaglio della Magistratura dei minorenni.

Le autorità non hanno diffuso ulteriori dettagli sull’identità del giovane, ma hanno sottolineato la gravità del comportamento. La Polizia cantonale ha ricordato come l’utilizzo di droni senza autorizzazione in contesti di emergenza possa compromettere le operazioni di soccorso e mettere a rischio vite umane.

In una nota ufficiale, le forze dell’ordine hanno evidenziato che questi apparecchi, se utilizzati in modo improprio, possono creare rischi concreti per l’incolumità delle persone e la sicurezza dei mezzi impiegati.

Non è ancora chiaro se il minorenne fosse consapevole delle conseguenze del suo gesto o se abbia violato specifiche norme federali sul traffico aereo. Gli accertamenti proseguono e saranno coordinate con le autorità giudiziarie competenti.

Il grave incidente aereo di Mezzovico

L’intervento della REGA era legato a un grave incidente avvenuto poco dopo le 16.30 nei pressi dell’incrocio tra via Vira e via S. Mamete a Mezzovico.

Secondo le prime informazioni diffuse dagli inquirenti, nell’incidente sono rimaste coinvolte sei persone. Una di loro avrebbe riportato ferite molto gravi tali da metterne in pericolo la vita.

Imponente il dispiegamento di soccorsi sul luogo dell’accaduto. Sono intervenute cinque ambulanze della Croce Verde di Lugano, pattuglie della Polizia cantonale e della Polizia del Vedeggio, numerosi mezzi dei pompieri di Lugano e Rivera, oltre agli specialisti del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).

Sul posto sono arrivati anche due elicotteri della REGA per il trasferimento urgente dei feriti negli ospedali della regione.

Le persone coinvolte sono state trasportate all’Ospedale Civico di Lugano e al San Giovanni di Bellinzona, mentre uno dei feriti è stato trasferito oltre il Gottardo tramite elicottero sanitario.

Come previsto nei casi di incidenti aerei, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un procedimento penale e coordina le indagini insieme alla Polizia cantonale, alla Polizia giudiziaria federale e agli specialisti del SISI.

I rischi dei droni durante le operazioni di emergenza

Negli ultimi anni l’utilizzo dei droni è aumentato in maniera significativa, sia per hobby sia per attività professionali. Tuttavia, episodi come quello di Mezzovico dimostrano quanto sia fondamentale rispettare le regole di sicurezza.

Anche un drone di piccole dimensioni può causare gravi danni a un elicottero in volo, soprattutto durante decollo e atterraggio. Per questo motivo le autorità impongono severe limitazioni nelle aree interessate da incidenti, incendi o operazioni di soccorso.

Le interferenze con i mezzi di emergenza possono infatti rallentare i soccorsi, aumentare i rischi operativi e compromettere il trasporto rapido dei feriti verso le strutture sanitarie.

In Svizzera, come in molti Paesi europei, l’utilizzo dei droni è regolato da normative precise che prevedono limiti di volo, obblighi di registrazione e divieti nelle zone sensibili o temporaneamente interdette.

Gli esperti invitano inoltre gli operatori amatoriali a informarsi sempre sulle restrizioni attive prima di far decollare un drone, soprattutto in presenza di interventi delle forze dell’ordine o di mezzi sanitari.

Indagini in corso e attenzione sulla sicurezza

Le indagini sull’episodio di Mezzovico proseguono per chiarire eventuali responsabilità e verificare se siano state violate norme federali relative alla sicurezza aerea.

Il caso evidenzia ancora una volta la necessità di promuovere una maggiore cultura della sicurezza nell’utilizzo dei droni, soprattutto tra i più giovani.

Le autorità svizzere ribadiscono che durante interventi di emergenza è fondamentale mantenere liberi gli spazi aerei per consentire ai soccorritori di operare senza ostacoli e in condizioni di massima sicurezza.

La vicenda di Mezzovico rappresenta un importante campanello d’allarme sull’uso responsabile della tecnologia e sulle conseguenze che anche un gesto apparentemente innocuo può avere in situazioni critiche.

Leggi anche queste notizie