Droni cargo nel Mare del Nord: Ørsted sperimenta consegne di attrezzi alle turbine eoliche
I grandi droni da carico potrebbero cambiare il modo in cui vengono gestite le operazioni di manutenzione dei parchi eolici offshore. È quanto emerge dalla sperimentazione realizzata da Ørsted nel parco eolico di Hornsea 2, nel Mare del Nord, in collaborazione con Skyports Drone Services. Il progetto ha verificato la possibilità di trasportare strumenti, ricambi e materiali direttamente alle turbine, riducendo la dipendenza dai trasferimenti effettuati con le navi di servizio.
L’iniziativa punta a rendere più rapidi gli interventi tecnici, migliorare la sicurezza degli operatori e contenere i costi logistici. In un settore in cui le condizioni meteorologiche e la distanza dalla costa possono complicare anche le attività più semplici, i droni cargo rappresentano una soluzione concreta per rendere più efficiente la gestione degli impianti eolici in mare aperto.
Hornsea 2, il parco eolico dove sono stati testati i droni cargo
La sperimentazione si è svolta presso Hornsea 2, uno dei grandi parchi eolici offshore gestiti da Ørsted. In questo ambiente, la manutenzione richiede un’organizzazione logistica complessa, perché tecnici, attrezzature e pezzi di ricambio devono raggiungere turbine situate a diversi chilometri dalla costa.
Tradizionalmente, il trasporto dei materiali viene effettuato attraverso navi specializzate e, in determinate circostanze, mediante elicotteri. Queste soluzioni comportano costi, tempi di coordinamento e rischi legati alle condizioni del mare e alle operazioni di movimentazione dei carichi.
L’obiettivo del progetto è verificare quanto un sistema basato sui droni possa alleggerire questo processo. Invece di organizzare un trasferimento navale per ogni necessità, una parte delle consegne può essere affidata a velivoli senza pilota capaci di trasportare carichi pesanti direttamente alle turbine interessate.
La prova, durata quattro settimane, ha coinvolto specialisti della sicurezza, dell’aviazione, della gestione dei magazzini e delle operazioni offshore. Le attività sono state coordinate con Skyports Drone Services nel rispetto delle autorizzazioni e delle procedure previste dall’Autorità per l’aviazione civile del Regno Unito.
Kit di manutenzione da 55 a 65 chilogrammi trasportati in volo
Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione riguarda il peso del materiale movimentato. I droni hanno trasportato kit di manutenzione dal peso indicativo compreso tra 55 e 65 chilogrammi, contenenti gli strumenti, i ricambi e i materiali necessari per specifici interventi tecnici.
Ogni kit veniva preparato in anticipo e sistemato in un apposito sacco. Il drone lo trasportava verso la turbina interessata prima dell’arrivo dei tecnici, consentendo alla squadra di trovare sul posto quanto necessario per eseguire il lavoro programmato.
Una volta completata la manutenzione, il velivolo poteva recuperare il carico e riportarlo alla nave di servizio, conosciuta nel settore con la sigla SOV, dall’inglese Service Operation Vessel.
Questo sistema permette di organizzare meglio le attività: gli strumenti arrivano dove servono e quando servono, mentre il personale può concentrarsi sull’intervento senza dover attendere necessariamente un ulteriore trasferimento di materiali. La sperimentazione ha inoltre dimostrato la possibilità di rispondere a richieste logistiche sia programmate sia urgenti.
Un gancio automatico rende le consegne più efficienti
Tra le innovazioni introdotte durante i test figura un nuovo sistema automatico per la presa del carico. Il dispositivo, collegato al drone, è stato sviluppato per agganciare il sacco senza richiedere l’intervento manuale di un operatore.
La soluzione riduce la necessità di movimentare direttamente il carico durante le fasi di preparazione e recupero. Automatizzare questo passaggio significa semplificare la procedura, limitare alcune attività potenzialmente rischiose e rendere più ripetibile il processo di consegna.
Per le operazioni offshore, il vantaggio non riguarda soltanto la velocità. La movimentazione di materiali pesanti su una nave o in prossimità di una turbina può essere complicata dal vento, dal movimento della piattaforma e dalle condizioni del mare. Un sistema che riduce le manipolazioni manuali può contribuire a migliorare la sicurezza complessiva delle operazioni.
Secondo Alex Brown, amministratore delegato di Skyports Drone Services, i risultati ottenuti a Hornsea 2 mostrano il potenziale dei droni cargo come alternativa logistica. La tecnologia può aiutare gli operatori a ridurre gli spostamenti delle navi, limitare alcune operazioni di sollevamento e consentire ai tecnici di completare più rapidamente gli interventi.
Il primo volo BVLOS all’interno del parco eolico
Un altro risultato importante riguarda il completamento della prima consegna del progetto effettuata in modalità BVLOS, ovvero Beyond Visual Line of Sight. Questa espressione indica i voli condotti oltre la linea visiva diretta del pilota, secondo procedure e autorizzazioni specifiche.
Durante la sperimentazione, il drone ha percorso circa quattro chilometri all’interno del parco eolico. Il volo è stato pianificato, coordinato e monitorato da una nave di servizio specializzata, con l’obiettivo di gestire in modo controllato i rischi legati alla navigazione aerea e all’ambiente offshore.
Le operazioni BVLOS sono particolarmente importanti per il futuro dei droni industriali. Consentono infatti di immaginare servizi logistici che non dipendano dalla presenza costante del pilota in una posizione dalla quale possa vedere direttamente il velivolo.
Il loro impiego richiede tuttavia un’attenta valutazione dei rischi, procedure operative adeguate e il rispetto delle regole dello spazio aereo. Per questo motivo, la collaborazione con le autorità competenti e la raccolta di dati durante le sperimentazioni rappresentano passaggi essenziali prima di un eventuale impiego su scala più ampia.
Meno viaggi delle navi e maggiore continuità nella produzione elettrica
Il possibile vantaggio economico dei droni cargo è legato soprattutto alla riduzione dei tempi e delle risorse necessari per la manutenzione. Se una turbina necessita di un ricambio o di uno strumento specifico, la consegna aerea può evitare di organizzare uno spostamento aggiuntivo della nave esclusivamente per trasportare quel materiale.
Un minor numero di viaggi può tradursi in una riduzione del consumo di carburante, delle emissioni e dei costi operativi. L’entità del beneficio dipenderà però dalla frequenza delle consegne, dal tipo di carico, dalle condizioni meteorologiche e dall’organizzazione logistica adottata.
Esiste anche un possibile vantaggio per la produzione di energia rinnovabile. Quando un intervento può essere completato più rapidamente, la turbina può tornare prima alla piena operatività, qualora fosse stata fermata per esigenze di manutenzione. Inoltre, alcune consegne possono essere effettuate mentre l’impianto continua a generare elettricità, purché le procedure di sicurezza e le condizioni operative lo consentano.
La tecnologia non elimina la necessità delle navi di servizio, che restano fondamentali per trasportare personale, attrezzature e materiali voluminosi. Può però affiancare i sistemi tradizionali, rendendo più flessibile la gestione delle richieste urgenti e degli interventi di routine.
Sicurezza e collaborazione al centro del progetto
Durante i test, la sicurezza è rimasta una priorità. Ogni volo è stato pianificato e monitorato considerando i rischi aeronautici, le condizioni meteorologiche e le caratteristiche delle operazioni sulla turbina. L’obiettivo era verificare non soltanto la capacità di trasportare il carico, ma anche la possibilità di integrarlo in un ambiente di lavoro complesso.
Il progetto ha richiesto il contributo di diverse figure professionali e il supporto dell’Autorità per l’aviazione civile britannica, che ha svolto un ruolo fondamentale nel quadro delle autorizzazioni necessarie per le operazioni.
Ed Clay, responsabile della strategia tecnica, della sicurezza futura e dell’innovazione presso la Civil Aviation Authority, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli operatori e della raccolta di dati per consentire lo sviluppo sicuro dei voli BVLOS. Questi elementi saranno determinanti per valutare come integrare progressivamente le operazioni con droni nelle attività industriali di tutti i giorni.
Droni cargo offshore, quale futuro per l’energia eolica?
La sperimentazione di Hornsea 2 rappresenta un passo significativo nell’evoluzione della logistica dei parchi eolici offshore. La possibilità di trasportare kit pesanti, utilizzare sistemi automatici di aggancio e svolgere voli oltre la linea visiva apre nuove prospettive per la manutenzione degli impianti situati in mare aperto.
Per Ørsted e Skyports Drone Services, la sfida sarà capire come integrare queste soluzioni nelle procedure ordinarie, valutando costi, affidabilità, limiti meteorologici e benefici ambientali. I droni non sostituiranno tutte le attività navali, ma potranno diventare uno strumento complementare per velocizzare le consegne e ridurre le operazioni non strettamente necessarie.
La sperimentazione nel Mare del Nord mostra come l’innovazione tecnologica possa contribuire a rendere più efficiente la manutenzione dell’energia eolica. Se i risultati saranno confermati da ulteriori operazioni, i droni da carico potranno assumere un ruolo crescente nella gestione delle infrastrutture energetiche offshore, migliorando l’organizzazione del lavoro e contribuendo a contenere costi ed emissioni.

