Droni contro gli incendi boschivi, il progetto del Cilento conquista la finale del premio MasafEventi News 

Droni contro gli incendi boschivi, il progetto del Cilento conquista la finale del premio Masaf

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La tecnologia dei droni diventa un alleato sempre più importante nella protezione del patrimonio forestale italiano. Un progetto sviluppato dalla Comunità Montana Gelbison Cervati, nel territorio del Cilento, è stato selezionato tra i finalisti del premio “BP – Protagonisti dell’Italia Rurale”, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) insieme alla Rete nazionale PAC.

L’iniziativa si distingue per l’utilizzo di velivoli a pilotaggio remoto destinati al monitoraggio delle aree boschive e alla prevenzione degli incendi. Una soluzione tecnologica pensata per controllare anche le zone più difficili da raggiungere, migliorando la capacità di individuare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo.

Il riconoscimento rappresenta un’importante occasione di visibilità per il territorio cilentano e per un modello di gestione del patrimonio naturale che punta sull’integrazione tra innovazione tecnologica, prevenzione e tutela ambientale. La premiazione è prevista per l’11 novembre a Roma, nell’ambito dell’evento annuale “Coltiviamo insieme il domani”.

Droni per prevenire gli incendi boschivi nel Cilento

Il progetto candidato al premio nasce dall’esigenza di rafforzare le attività di prevenzione degli incendi boschivi in un territorio caratterizzato da una presenza significativa di superfici forestali, rilievi montuosi e aree naturali particolarmente estese.

Durante l’ultima stagione estiva, la Comunità Montana Gelbison Cervati, con sede a Vallo della Lucania, ha sperimentato un sistema di sorveglianza basato sull’impiego di droni collegati a un’infrastruttura radiomobile. Questa configurazione ha permesso di effettuare attività di controllo aereo e trasmettere informazioni in tempo reale, rendendo più efficace il monitoraggio del territorio.

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda proprio la possibilità di raggiungere aree che, per conformazione geografica o condizioni di accessibilità, risultano difficili da sorvegliare attraverso i tradizionali sistemi di controllo da terra.

Boschi, vallate, pendii e zone montane possono infatti nascondere situazioni potenzialmente pericolose, soprattutto nei mesi più caldi, quando la vegetazione secca e le temperature elevate aumentano il rischio di propagazione degli incendi.

Grazie ai droni, gli operatori possono disporre di una prospettiva aerea più ampia e raccogliere informazioni utili per individuare eventuali anomalie e intervenire con maggiore tempestività.

Un sistema tecnologico per individuare tempestivamente i focolai

La prevenzione rappresenta uno degli strumenti fondamentali nella lotta agli incendi boschivi. Quando un focolaio viene individuato nelle sue fasi iniziali, infatti, le possibilità di contenerlo prima che si trasformi in un incendio esteso possono aumentare sensibilmente.

È proprio su questo principio che si basa il progetto della Comunità Montana Gelbison Cervati.

Il sistema utilizza droni per sorvolare le aree interessate dalle attività di monitoraggio, mentre il collegamento radiomobile consente di trasmettere i dati raccolti durante le operazioni. La disponibilità di informazioni in tempo reale costituisce un elemento importante per supportare le attività di sorveglianza e valutare rapidamente eventuali situazioni critiche.

L’obiettivo è individuare il prima possibile la presenza di focolai o altri segnali riconducibili a possibili incendi, permettendo alle strutture competenti di attivare le procedure necessarie.

È importante sottolineare che i droni non sostituiscono il lavoro delle squadre antincendio, dei vigili del fuoco e degli altri operatori impegnati nella gestione delle emergenze. Il loro compito è piuttosto quello di fornire uno strumento aggiuntivo di osservazione e raccolta delle informazioni, contribuendo a rendere più efficiente l’intero sistema di prevenzione.

La possibilità di controllare vaste porzioni di territorio dall’alto rappresenta inoltre un vantaggio nella gestione delle risorse, soprattutto quando è necessario concentrare l’attenzione sulle zone considerate maggiormente esposte al rischio.

La tecnologia dei droni al servizio della tutela ambientale

L’esperienza avviata nel Cilento si inserisce in un contesto più ampio, nel quale i droni stanno assumendo un ruolo crescente nelle attività di protezione ambientale e gestione del territorio.

Questi dispositivi possono essere utilizzati per numerose applicazioni: dal controllo delle aree boschive alla sorveglianza delle infrastrutture, dal monitoraggio del dissesto idrogeologico alla verifica delle condizioni della vegetazione.

Nel settore della prevenzione degli incendi, in particolare, i velivoli a pilotaggio remoto offrono la possibilità di effettuare ricognizioni rapide, raggiungere zone difficilmente accessibili e fornire immagini utili per valutare le condizioni di determinate aree.

A seconda della configurazione tecnica utilizzata, possono inoltre essere equipaggiati con sensori differenti. Le telecamere ad alta risoluzione permettono di acquisire immagini dettagliate del territorio, mentre i sistemi termici possono aiutare a individuare anomalie di temperatura e possibili punti di calore.

L’integrazione tra piattaforme aeree, sistemi di comunicazione e strumenti di analisi dei dati apre quindi nuove possibilità per le amministrazioni locali e gli enti che hanno il compito di proteggere il patrimonio naturale.

Il progetto della Comunità Montana Gelbison Cervati dimostra come anche gli enti territoriali possano investire in soluzioni innovative per affrontare problematiche ambientali particolarmente complesse.

Il progetto del Cilento finalista al premio Protagonisti dell’Italia Rurale

La candidatura al premio “BP – Protagonisti dell’Italia Rurale” rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto dalla Comunità Montana e per la scelta di sperimentare strumenti tecnologici applicati alla prevenzione degli incendi.

L’iniziativa del Masaf e della Rete nazionale PAC punta a valorizzare esperienze e progetti capaci di contribuire allo sviluppo delle aree rurali italiane, mettendo in evidenza attività innovative, buone pratiche e modelli di intervento che possono diventare un riferimento anche per altri territori.

La cerimonia di premiazione si svolgerà l’11 novembre a Roma, presso il Salone delle Colonne, durante l’appuntamento annuale “Coltiviamo insieme il domani”.

All’evento sarà presente anche Carmine Laurito, presidente della Comunità Montana Gelbison Cervati, che ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e per il riconoscimento ottenuto dal progetto.

«Questo riconoscimento premia un lavoro di squadra. Abbiamo dimostrato che l’innovazione tecnologica è una grande opportunità per difendere il nostro patrimonio naturale», ha dichiarato Laurito.

Parole che sottolineano il valore di un’iniziativa nella quale la collaborazione tra competenze, amministrazione e innovazione tecnologica diventa uno strumento concreto per affrontare una delle principali emergenze ambientali del territorio.

Droni e prevenzione: una strada sempre più importante per il futuro dei boschi

Gli incendi boschivi rappresentano una minaccia per gli ecosistemi, la biodiversità e la sicurezza delle comunità che vivono nelle aree rurali e montane. La loro prevenzione richiede strategie organizzate, attività di controllo costanti e strumenti capaci di migliorare la conoscenza del territorio.

In questo scenario, i droni possono offrire un contributo significativo, soprattutto quando vengono inseriti all’interno di un sistema coordinato di sorveglianza e gestione delle emergenze.

L’esperienza della Comunità Montana Gelbison Cervati dimostra come le tecnologie aeronautiche possano trovare applicazioni concrete anche al di fuori dei tradizionali settori industriali e professionali. Non soltanto rilievi, fotografia e ispezioni, quindi, ma anche protezione delle foreste e prevenzione dei rischi ambientali.

La selezione del progetto tra i finalisti del premio Masaf rappresenta un risultato importante per il Cilento e potrebbe contribuire a diffondere questo modello di intervento anche in altre aree montane italiane.

La sfida dei prossimi anni sarà rendere questi strumenti sempre più integrati con le attività di controllo del territorio, affinché l’innovazione non rimanga soltanto una sperimentazione tecnologica, ma diventi una risorsa concreta per proteggere boschi, paesaggi e comunità.

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