Droni della Polizia Provinciale in volo all’alba per proteggere i cuccioli di capriolo durante lo sfalcio dei pratiMappature con droni News 

Droni della Polizia Provinciale in volo all’alba per proteggere i cuccioli di capriolo durante lo sfalcio dei prati

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All’alba di giovedì 2 luglio, la Polizia Provinciale di Vicenza ha effettuato un’importante operazione di monitoraggio con droni per tutelare la fauna selvatica durante la stagione dello sfalcio dei prati. L’intervento si è svolto nell’area dell’acquedotto di Villaverla, dove gli agenti hanno sorvolato i terreni agricoli prima dell’ingresso dei mezzi destinati al taglio dell’erba, con l’obiettivo di individuare eventuali cuccioli di capriolo nascosti tra la vegetazione alta.

Si tratta di un fatto realmente accaduto, che conferma come le nuove tecnologie possano diventare uno strumento fondamentale per la protezione della biodiversità e per ridurre il rischio di incidenti durante le attività agricole.

Perché i droni vengono utilizzati per salvare i cuccioli di capriolo

Il periodo dello sfalcio dei prati coincide con la nascita dei piccoli di capriolo. Nei primi giorni di vita, infatti, i cuccioli adottano una strategia naturale di difesa: invece di fuggire davanti a un possibile pericolo, rimangono completamente immobili tra l’erba alta. Questo comportamento, efficace contro i predatori, rappresenta però un grave rischio durante le lavorazioni agricole.

I conducenti delle falciatrici, infatti, difficilmente riescono a individuare i piccoli animali nascosti nella vegetazione. Per questo motivo, ogni anno si verificano incidenti che coinvolgono numerosi esemplari di fauna selvatica.

L’utilizzo dei droni con sensori dedicati permette invece di sorvolare rapidamente le aree interessate, individuando la presenza di animali prima dell’inizio dello sfalcio. In caso di ritrovamento, gli operatori possono mettere in sicurezza i cuccioli oppure rinviare temporaneamente il taglio dell’erba.

L’operazione all’acquedotto di Villaverla: cosa hanno trovato gli agenti

L’intervento è iniziato intorno alle 6 del mattino ed è durato circa due ore. Gli agenti della Polizia Provinciale, specializzati nell’impiego dei droni, hanno effettuato una ricognizione completa dell’area grazie ai sensori installati sui velivoli.

Durante il monitoraggio sono stati individuati:

– quattro caprioli adulti, composti da un maschio e tre femmine;

– diverse lepri presenti nei prati;

– due covate di fagiano.

Non sono invece stati trovati cuccioli di capriolo nascosti nell’area controllata, consentendo così agli agricoltori di procedere con lo sfalcio senza mettere a rischio i piccoli animali.

L’attività preventiva rappresenta comunque un risultato importante, poiché conferma l’efficacia dei controlli effettuati prima dell’avvio delle operazioni agricole.

Tecnologia e tutela della biodiversità: il ruolo della Polizia Provinciale

L’operazione dimostra come la tecnologia possa offrire un contributo concreto alla tutela della fauna selvatica. I droni utilizzati dalla Polizia Provinciale consentono di controllare rapidamente vaste superfici, riducendo tempi di intervento e aumentando l’efficacia delle operazioni di prevenzione.

Il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Proteggere la biodiversità è una priorità per la nostra amministrazione. L’impiego delle tecnologie più avanzate consente alla Polizia Provinciale di svolgere un’efficace attività di prevenzione e di salvaguardare concretamente la fauna selvatica.»

Anche il vicepresidente della Provincia con delega alla Polizia Provinciale, Moreno Marsetti, ha evidenziato il duplice beneficio dell’iniziativa: «Il servizio tutela gli animali selvatici, in particolare i cuccioli, ma anche gli agricoltori, evitando che durante lo sfalcio possano verificarsi episodi spiacevoli.»

Il progetto è stato realizzato dagli agenti specializzati nell’utilizzo dei droni con il supporto dei tecnici dell’Ufficio Informatica della Provincia di Vicenza, che hanno garantito il corretto funzionamento delle apparecchiature e dei sistemi di rilevamento.

Una pratica sempre più diffusa per la salvaguardia della fauna

L’impiego dei droni per la ricerca dei cuccioli di capriolo sta diventando una pratica sempre più diffusa in numerose province italiane ed europee. Grazie alle telecamere ad alta risoluzione e ai sensori di rilevamento, è possibile individuare rapidamente gli animali nascosti anche nelle aree più difficili da ispezionare a piedi.

Questa tecnologia consente non solo di proteggere i piccoli di capriolo, ma anche altre specie selvatiche come lepri, fagiani e numerosi uccelli che nidificano nei prati durante la primavera e l’inizio dell’estate.

La collaborazione tra enti pubblici, Polizia Provinciale e agricoltori rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per conciliare le esigenze delle attività agricole con la conservazione della biodiversità locale.

Conclusioni

L’operazione svolta dalla Polizia Provinciale di Vicenza all’acquedotto di Villaverla conferma come l’innovazione tecnologica possa trasformarsi in uno strumento concreto per la tutela dell’ambiente. Sebbene in questa occasione non siano stati trovati cuccioli di capriolo, il monitoraggio preventivo ha consentito di verificare la sicurezza dell’area e di proteggere numerose altre specie selvatiche presenti sul territorio.

L’utilizzo dei droni durante la stagione dello sfalcio rappresenta una buona pratica destinata a diventare sempre più importante negli anni futuri, contribuendo a salvaguardare la fauna, sostenere il lavoro degli agricoltori e preservare il patrimonio naturale del territorio vicentino.

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