Droni nelle carceri: traffico di droga e smartphone tra Regno Unito e Italia, un business da migliaia di euro
I droni non sono più solo strumenti per fotografia, consegne o uso militare: negli ultimi anni stanno diventando protagonisti anche di attività illegali. Una recente notizia confermata da più fonti racconta come nel Regno Unito i droni vengano utilizzati per introdurre droga, alcol e smartphone nelle carceri. Un fenomeno che non riguarda solo l’estero: anche in Italia, in particolare a Napoli, le autorità hanno scoperto un sistema simile, ben organizzato e altamente redditizio.
Droni e traffici illegali: cosa sta succedendo nel Regno Unito
Nel Regno Unito, l’utilizzo dei droni per il contrabbando nelle carceri è ormai un fenomeno consolidato. Secondo le autorità britanniche, piccoli velivoli telecomandati vengono impiegati per consegnare pacchi contenenti droga, alcol e telefoni cellulari direttamente all’interno delle strutture penitenziarie.
I droni vengono pilotati dall’esterno, spesso di notte, per evitare i controlli. Grazie alla precisione dei sistemi GPS e alla facilità di manovra, gli operatori riescono a far arrivare i carichi nei cortili o addirittura vicino alle finestre delle celle. I detenuti, a quel punto, recuperano rapidamente il materiale prima dell’intervento delle guardie.
Le sostanze più trasportate includono cannabis, cocaina e droghe sintetiche, mentre gli smartphone sono particolarmente richiesti perché consentono comunicazioni non controllate con l’esterno. Questo sistema ha reso il traffico più veloce, discreto e difficile da intercettare rispetto ai metodi tradizionali.
Il caso Napoli: droni modificati per trasportare hashish, crack e telefoni
Il fenomeno non è limitato al Regno Unito. Anche in Italia, le forze dell’ordine hanno scoperto un sistema simile a Napoli, dove gruppi criminali utilizzavano droni modificati per consegnare sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici ai detenuti.
Le indagini hanno rivelato che i droni venivano adattati per trasportare carichi più pesanti rispetto a quelli standard. Tra i materiali sequestrati figurano hashish, crack e telefoni cellulari, spesso confezionati in piccoli pacchi agganciati al velivolo.
In alcuni casi, i droni venivano guidati con estrema precisione fino a punti specifici delle carceri, dimostrando un alto livello di organizzazione e conoscenza del territorio. Questo conferma che non si tratta di episodi isolati, ma di vere e proprie operazioni coordinate.
Un business organizzato: guadagni fino a migliaia di euro per consegna
Uno degli aspetti più preoccupanti è la redditività di questo traffico. Secondo le indagini, i piloti di droni possono guadagnare fino a diverse migliaia di euro per ogni consegna riuscita. Questo rende l’attività estremamente attraente per gruppi criminali organizzati.
Il motivo di questi guadagni elevati è semplice: all’interno delle carceri, droga e telefoni hanno un valore molto più alto rispetto al mercato esterno. La domanda è costante e i rischi, almeno fino a poco tempo fa, erano relativamente contenuti.
Inoltre, l’utilizzo dei droni riduce la necessità di contatti diretti con complici interni o esterni, abbassando il rischio di essere identificati. Questo rende il sistema più sicuro per chi lo gestisce e più difficile da smantellare per le autorità.
Le sfide per la sicurezza e le possibili soluzioni
Il crescente uso dei droni nelle attività illegali pone nuove sfide per la sicurezza. Le carceri, progettate per prevenire intrusioni fisiche, non erano originariamente equipaggiate per affrontare minacce provenienti dall’aria.
Per contrastare il fenomeno, diversi Paesi stanno adottando contromisure tecnologiche, come sistemi anti-drone, jammer per disturbare i segnali e reti protettive sopra i cortili. Tuttavia, queste soluzioni richiedono investimenti significativi e aggiornamenti continui.
Anche la normativa sta cercando di adattarsi, con regolamenti più severi sull’uso dei droni e controlli più rigorosi sulla loro vendita. Tuttavia, la diffusione di questi dispositivi rende difficile un controllo totale.
Conclusione: un fenomeno in crescita che richiede attenzione
L’uso dei droni per il traffico illegale nelle carceri è una realtà concreta e documentata, sia nel Regno Unito che in Italia. Non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno in crescita, alimentato dalla tecnologia e da un mercato altamente redditizio.
Affrontare questa sfida richiederà un approccio combinato: innovazione tecnologica, collaborazione internazionale e aggiornamento delle strategie di sicurezza. Nel frattempo, il fenomeno continua a evolversi, dimostrando ancora una volta come l’innovazione possa essere utilizzata sia per scopi positivi che per attività criminali.

