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Droni per trasportare campioni biologici in Norvegia

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In Norvegia un gruppo di tre ricercatori universitari hanno realizzato droni per trasportare campioni biologici da analizzare per rilevare il Covid-19. L’idea è sorta a questi tre ragazzi analizzando il territorio norvegese che con i suoi fiordi e le sue strade difficilmente percorribili rendeva particolarmente lenta e laboriosa la possibilità di recapitare questi campioni nei centri di analisi per poter rilevare la presenza del virus e quindi intervenire tempestivamente.

I tre giovani sono Lars Erik Matsson Fagernæs, Bernhard Paus Græsdal e Herman Øie Kolden, studenti della Norwegian University of Science and Technology (NTNU) che si sono però conosciuti durante il loro corso di specializzazione al MIT. Durante il pieno della pandemia si sono resi conto che in Norvegia molti ospedali e laboratori sono di difficile raggiungimento considerando che in alcune parti del nord occorrono anche 10 o 15 ore per poter recapitare i campioni ematici presso i laboratori.

I ragazzi stavano già collaborando ad un progetto sui droni e hanno quindi deciso di concentrarsi sull’idea di applicare l’utilizzo di questi velivoli al trasporto dei campioni biologici limitando di molto i tempi necessari. Hanno così pensato di utilizzare un quadricottero ad ala fissa dalle prestazioni di alta efficienza sulle lunghe distanze.

I loro prototipi di droni sono stati costruiti al MIT e testati nel Johnson Athletic Center attorno alla sua pista da corsa. Nella loro realizzazione i ragazzi hanno dovuto tener conto in particolare di alcuni ostacoli naturali non indifferenti quali la presenza di ghiaccio, le vibrazioni e la variabilità delle temperature. Ma l’aspetto più ostico è stato quello di garantire una capacità di volo autonomo di circa 120 km. Leggete anche “Droni per consegne a lungo raggio”.

Dopo quindi diversi test e analisi, i ragazzi sono riusciti a realizzare un volo di 120 km in soli 80 minuti riducendo di tantissimo le ore necessarie per il trasporto a terra, il tutto con un’automazione quasi totale che permetterebbe ipoteticamente ad un operatore di gestire il volo anche di una decina di modelli contemporaneamente.

Vi abbiamo già parlato dell’impiego similare dei droni durante il periodo della pandemia, leggete anche “Droni Leonardo per trasporto materiale biomedico”.

I tre studenti hanno creato una loro startup chiamata Aviant con lo scopo di diffondere l’utilizzo di questi mezzi anche in altre nazioni come la vicina Svezia.

 

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