Droni sottomarini Saipem: dalla Norvegia al Brasile la rivoluzione della robotica negli oceaniNews 

Droni sottomarini Saipem: dalla Norvegia al Brasile la rivoluzione della robotica negli oceani

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I droni sottomarini autonomi stanno diventando sempre più importanti nelle attività offshore, nella ricerca scientifica e nel monitoraggio ambientale. Tra le aziende protagoniste di questa evoluzione tecnologica c’è Saipem, il gruppo italiano specializzato nell’ingegneria energetica e nelle infrastrutture offshore, impegnato in diversi progetti internazionali che puntano a rivoluzionare le operazioni in acque profonde.

Dalla Norvegia al Brasile, passando per il Mediterraneo, Saipem sta sviluppando e utilizzando sistemi robotici avanzati capaci di operare autonomamente sott’acqua per lunghi periodi. Si tratta di un fatto reale e già operativo in diversi contesti industriali e scientifici.

I droni subacquei dell’azienda trovano applicazione in attività di ispezione, monitoraggio delle infrastrutture energetiche, ricerca ambientale e missioni oceanografiche. Tecnologie che combinano robotica, intelligenza artificiale e automazione per rendere più efficienti e sicure le operazioni offshore.

HydroneR: il drone sottomarino di Saipem operativo in Norvegia

Uno dei progetti più avanzati sviluppati da Saipem riguarda il drone subacqueo residente HydroneR, impiegato nel campo offshore Njord in Norvegia grazie a un contratto decennale siglato con Equinor.

HydroneR rappresenta una nuova generazione di robot autonomi progettati per restare sul fondale marino per lunghi periodi senza necessità di continui interventi umani. Il drone è infatti in grado di effettuare missioni di monitoraggio e ispezione direttamente dalle profondità marine, riducendo l’impiego di navi di supporto e abbattendo tempi e costi operativi.

Secondo i dati diffusi dall’azienda, HydroneR ha già superato complessivamente i 500 giorni di permanenza sott’acqua, stabilendo anche un record di 240 giorni consecutivi di operatività sul fondale.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è la capacità del drone di operare in maniera completamente autonoma, senza collegamenti via cavo e senza supporto continuo dalla superficie. Questo permette al sistema di svolgere missioni anche in condizioni meteorologiche difficili, tipiche delle aree offshore del Mare del Nord.

Durante le sue attività, il drone sottomarino di Saipem ha esplorato anche aree coralline artiche, contribuendo al monitoraggio ambientale di ecosistemi delicati e difficili da raggiungere con mezzi tradizionali.

FlatFish in Brasile: droni autonomi per le infrastrutture energetiche

Oltre alla Norvegia, Saipem sta portando avanti importanti progetti di robotica subacquea anche in Brasile. Qui il gruppo collabora con Petrobras per l’utilizzo del drone autonomo FlatFish nelle attività offshore legate al settore energetico.

FlatFish è un veicolo subacqueo autonomo sviluppato per effettuare ispezioni avanzate delle infrastrutture energetiche in profondità. Il progetto punta a implementare funzioni sempre più sofisticate di navigazione autonoma e analisi dei dati raccolti sott’acqua.

Questa collaborazione rappresenta una delle prime applicazioni industriali su larga scala di droni subacquei completamente autonomi nel comparto offshore.

Il sistema è progettato per operare in ambienti complessi e ad alte profondità, dove le normali operazioni di manutenzione e controllo possono risultare estremamente costose o rischiose per gli operatori umani.

Grazie ai sensori integrati, alle telecamere ad alta definizione e ai software di navigazione intelligente, FlatFish può monitorare condotte, strutture energetiche e impianti offshore con elevata precisione, contribuendo a migliorare sicurezza ed efficienza operativa.

L’utilizzo di droni autonomi consente inoltre di ridurre l’impatto ambientale delle attività offshore, limitando il numero di missioni effettuate con grandi navi di supporto.

Dalla robotica offshore alla ricerca scientifica nel Mediterraneo

La tecnologia sviluppata da Saipem non trova applicazione soltanto nel settore energetico. La robotica subacquea dell’azienda viene infatti impiegata anche in ambito scientifico e ambientale.

Saipem ha recentemente firmato un accordo con il cantiere navale T. Mariotti di Genova per fornire il sistema HydroneW alla nuova nave oceanografica Arcadia di Ispra.

La nave sarà utilizzata per missioni di studio e monitoraggio degli ecosistemi marini nel Mediterraneo, oltre che per il controllo delle infrastrutture strategiche in acque profonde.

HydroneW è progettato per supportare attività di ricerca avanzata, consentendo agli scienziati di raccogliere dati dettagliati sui fondali marini, sugli habitat sottomarini e sugli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi acquatici.

Le moderne tecnologie di robotica autonoma stanno infatti diventando fondamentali anche per la tutela ambientale. I droni subacquei possono monitorare lo stato di salute dei mari, individuare anomalie e contribuire alla protezione di aree marine sensibili.

La collaborazione tra industria, ricerca scientifica e istituzioni rappresenta uno degli aspetti più interessanti di questi progetti, perché dimostra come le innovazioni sviluppate per il settore energetico possano trovare applicazioni utili anche nella salvaguardia dell’ambiente.

Perché i droni sottomarini stanno rivoluzionando il settore offshore

L’utilizzo di droni subacquei autonomi è destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni. Il settore offshore richiede infatti tecnologie sempre più efficienti per operare in profondità elevate, in ambienti complessi e spesso pericolosi.

I sistemi sviluppati da Saipem rappresentano un esempio concreto di come automazione e intelligenza artificiale possano trasformare il lavoro in mare aperto.

Tra i principali vantaggi dei droni sottomarini autonomi ci sono:

– riduzione dei costi operativi offshore;

– maggiore sicurezza per gli operatori;

– monitoraggio continuo delle infrastrutture;

– riduzione dell’impatto ambientale;

– possibilità di operare in condizioni estreme;

– raccolta dati più precisa e costante.

Le tecnologie autonome stanno inoltre aprendo nuove opportunità nel campo della ricerca oceanografica e del monitoraggio ambientale, due settori sempre più centrali nella lotta ai cambiamenti climatici e nella protezione degli ecosistemi marini.

Conclusione

I droni sottomarini di Saipem dimostrano come la robotica autonoma stia cambiando profondamente il settore offshore e la ricerca marina. Dai fondali della Norvegia alle piattaforme energetiche del Brasile, fino alle missioni scientifiche nel Mediterraneo, queste tecnologie rappresentano una delle evoluzioni più avanzate nel campo dell’ingegneria subacquea.

La capacità di operare autonomamente per lunghi periodi, raccogliere dati in tempo reale e svolgere missioni complesse senza supporto continuo dalla superficie rende questi sistemi sempre più strategici per il futuro dell’energia e della tutela ambientale.

Con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale e della robotica, i droni sottomarini potrebbero presto diventare strumenti indispensabili non solo per l’industria offshore, ma anche per la ricerca scientifica e la protezione degli oceani.

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