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Finanziamenti statali: nuovi guai per DJI

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Nuovi guai per la vendita di prodotti DJI nel mercato americano a causa di possibili finanziamenti statali ricevuti dal colosso cinese. Infatti, secondo quanto riportato dal Washington Post, la DJI avrebbe ricevuto sovvenzioni direttamente dal governo di Pechino.

La tanto declamata indipendenza di questa azienda definita come completamente privata quindi barcollerebbe. Sicuramente il fatto non avrebbe destato tanto clamore se si fosse verificato in un momento storico differente. Ma ora, con le relazioni tra Cina e Stati Uniti in continuo peggioramento, questi finanziamenti statali assumono un altro significato.

La DJI è già stata oggetto di verifiche da parte dell’intelligence americana, tanto da finire recentemente nella lista nera stilata a tutela della sicurezza nazionale. Ve ne abbiamo parlato in un altro articolo, leggete anche “I droni Dji ritornano nella lista nera americana”.

Finanziamenti statali per DJI

Il Washington Post afferma di disporre di documenti chiari che testimoniano il movimento di finanziamenti statali da Pechino alla DJI. In particolare si afferma che alcune di queste sovvenzioni provenissero direttamente dal settore militare. Ciò potrebbe essere la conferma a quanto già ipotizzato nel passato dal governo americano: il coinvolgimento della DJI per la sorveglianza e la repressione degli uiguri musulmani nella provincia dello Xinjiang.

Sicuramente la questione dei finanziamenti statali ottenuti da DJI è delicata e di difficile gestione. DJI infatti non è quotata in borsa e quindi risulta più complicato verificare la natura degli investimenti ricevuti. Tuttavia il Washington Post rincara la dose elencando addirittura alcuni investitori. Si parla per esempio del China Chengtong Holdings Group, amministrato dalla Commissione statale per la supervisione e l’amministrazione dei beni di Pechino.

Riguardo i finanziamenti statali sospetti, il portavoce di DJI Adam Lisberg ha invece ribadito la struttura privata e indipendente del colosso massimo produttore di droni. Ha infatti dichiarato che: “L’azienda è gestita esclusivamente e controllata a maggioranza dal team fondatore. Gli azionisti diversi dai fondatori non partecipano alla gestione e al funzionamento della società”.

Vedremo se i finanziamenti statali denunciati dal Washington Post creeranno ulteriori guai per DJI nel mercato americano.

 

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