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Fondale oceanico del mondo studiato dai droni

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Un ambizioso progetto prevede che entro il 2030 si potrà conoscere con precisione la conformazione dell’interno fondale oceanico mondiale grazie ai droni. Lo Schmidt Ocean Institute ha lanciato questa iniziativa il cui obiettivo è quindi quello di ottenere una mappa definitiva del fondo marino globale grazie ai rilievi con droni.

Droni per studiare il fondale oceanico globale

Il progetto nasce dalla consapevolezza della potenzialità dei droni per rilievi marini sul fondale oceanico. Lo Schmidt Ocean Institute si è già avvalso di questa tecnologia tempo fa al largo dell’Australia. Grazie infatti alla nave di ricerca Falkor hanno individuato con l’ausilio di un drone marino una nuova barriera corallina nella zona occidentale delle acque australiane.

Vi abbiamo già raccontato in altri articoli di come i droni marini siano impiegati per diverse attività di ricerca, analisi e salvaguardia dell’ambiente, leggete anche “Isola di plastica nell’Oceano: in azione i droni”.

La tecnologia dei droni marini è cambiata parecchio negli ultimi anni. Oggi infatti sono spesso utilizzate navi senza equipaggio controllate a distanza in grado di schierare e recuperare droni sottomarini autonomi usati per analizzare il fondale oceanico.

Il direttore esecutivo dello Schmidt Ocean Institute, il dott. Virmani ha dichiarato: “Alla fine del 2015, circa il cinque per cento del fondale marino era stato mappato. E la stima era che ci sarebbero voluti dai 200 ai 600 anni per mappare l’intero fondale marino alla velocità con cui andavamo con la tecnologia dell’epoca. E nel 2015, il costo stimato per mappare il fondale marino ad alta risoluzione era leggermente superiore a 3 miliardi di dollari. Con queste tecnologie, possiamo farlo in modo molto più economico”.

Per questo progetto di mappatura del fondale oceanico si pensa di impiegare una particolare nave da superficie senza equipaggio. Si tratta della SEA-KIT, sviluppata da un team internazionale con sede negli Stati Uniti. SEA-KIT ha già svolto importanti attività di mappatura nell’Atlantico per tre settimane senza nessuno a bordo.

Se il progetto avrà esito positivo, si tratterà di un avvenimento veramente importante che permetterà di conoscere nel dettaglio ciò che si trova nel fondale oceanico delle acque di tutto il mondo. Un importante passo avanti nella ricerca scientifica e nella conoscenza delle meraviglie del nostro pianeta.

 

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