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Isola di plastica nell’Oceano: in azione i droni

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Isola di plastica nell’Oceano: in azione anche i droni anfibi per raccogliere informazioni utili a creare nuove tecnologie di smaltimento. Il progetto nasce dalla collaborazione di due associazioni che si occupano in particolar modo della protezione degli ambienti marini, si tratta della Oceans Unmanned Inc. e The Ocean Cleanup.

Il problema di questo quantitativo considerevole di plastica presente nei mari e negli oceani è purtroppo di grande attualità. Si stima che l’area del Pacifico oggetto di questo progetto abbia visto aumentare di dieci volte ogni decennio a partire dagli anni’40 la quantità di rifiuti al suo interno.

Per essere precisi, nonostante i media abbiamo battezzato questo fenomeno Great Pacific Garbage Patch descrivendolo come una sorta di isola di plastica, va detto che tutti questi detriti non formano una massa simile a continenti ma, cosa ancora più pericolosa, galleggiano liberamente tra le correnti.

L’idea di impiegare i droni anfibi parte dal presupposto che grazie al loro utilizzo si potranno ottenere immagini precise che permetteranno una quantificazione dei rifiuti che compongono questa specie di isola di plastica nell’Oceano molto vicina alla realtà, utilissima per delineare le opportune strategie di pulizia di queste aree.

Secondo la Oceans Unmanned, Inc. “Si stima che attualmente oltre cinque trilioni di pezzi di plastica ricoprano l’oceano e si accumulino in cinque zone di immondizia oceaniche, la più grande delle quali è la Great Pacific Garbage Patch situata a metà strada tra la California e le Hawaii”.

L’idea è quindi di lanciare i droni anfibi Aeromao Talon dalle navi Ocean Cleanup per voli di ricognizione di due ore. I droni potranno atterrare in acqua una volta terminate le batterie e saranno recuperati da imbarcazioni più piccole in modo da ottimizzare i tempi.

La collaborazione tra queste due associazioni mira quindi ad avvalersi della tecnologia più moderna per poter dettagliare nel modo più preciso possibile il quantitativo di rifiuti presenti in mare al fine di poter trovare, dati alla mano, la risposta migliore a questo problema attraverso la raccolta di questi rifiuti galleggiati.

Un altro esempio dell’impiego di droni per la tutela dell’ambiente, come già vi abbiamo raccontato in altri articoli, leggete anche “Droni contro le plastiche in mare”.

 

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