Geran-3: il nuovo drone russo che mette in crisi la difesa aerea di Kiev
I nuovi droni kamikaze russi Geran‑3, recentemente apparsi nei cieli sopra l’Ucraina, rappresentano un punto di svolta nella guerra aerea tra Mosca e Kiev. Più veloci, più resistenti alle contromisure elettroniche e capaci di volare ad altitudini maggiori rispetto ai loro predecessori, questi UAV sono stati ribattezzati dalle forze ucraine come il vero e proprio “incubo” della difesa aerea nazionale.
Un salto tecnologico: cosa cambia rispetto al Geran-2
Il Geran‑3 è basato sul modello iraniano Shahed‑238, ma prodotto direttamente in Russia. È dotato di un motore a turbina jet (Tolou-10 o equivalente russo), che gli consente di volare a una velocità fino a 600 km/h, con picchi in picchiata che possono raggiungere anche gli 800 km/h.
Rispetto al Geran-2, spinto da un motore a elica e limitato a circa 180–200 km/h, il nuovo drone risulta quindi molto più difficile da intercettare. Inoltre, il Geran‑3 può volare a oltre 9.000 metri di quota, fuori dalla portata della maggior parte dei sistemi a corto raggio utilizzati sul fronte. Leggete “Teenager russi costruiscono droni suicidi nella più grande fabbrica di droni del mondo”.
Una minaccia concreta per le difese ucraine
L’alta velocità e l’elevata quota operativa rendono il Geran‑3 una sfida letale per i sistemi ucraini come Skynex, Gepard o armi a corto raggio. Per abbatterlo, Kiev è spesso costretta a usare sistemi ad alto costo come gli S-300 o i Patriot, con un rapporto costo-efficacia svantaggioso.
La nuova generazione è inoltre immune al jamming, grazie a moduli GNSS avanzati con tecnologia anti-interferenza e missioni pre-programmate su coordinate GPS. Questo lo rende capace di colpire bersagli anche in ambienti con forti disturbi elettronici, aggirando molte delle contromisure usate finora.
Produzione e utilizzo sul campo
Il Geran‑3 è assemblato nello stabilimento russo di Alabuga, nel Tatarstan, che secondo analisti occidentali punta a produrre fino a 6.000 droni al mese tra versioni jet e convenzionali. I primi utilizzi documentati risalgono alla primavera del 2025, con attacchi mirati a infrastrutture industriali e centrali energetiche ucraine. Leggete anche “Ucraina: un Drone Salva un Soldato Consegnando una e‑Bike dietro le Linee Nemiche”.
Negli ultimi mesi, questi droni sono stati impiegati in attacchi coordinati notturni assieme a Geran-2, missili cruise e droni esca. Lo scopo è saturare le difese aeree ucraine, rendendo impossibile l’intercettazione simultanea di tutti i vettori.
Perché Kiev li definisce un incubo
Secondo fonti militari ucraine, il Geran‑3 è il drone perfetto per aggirare i sistemi di difesa attuali. Il suo profilo radar ridotto, l’alta quota, la velocità supersonica in picchiata e la resistenza al jamming lo rendono simile a un missile da crociera low-cost.
| Caratteristica | Impatto sulla difesa ucraina |
|---|---|
| Velocità 600 km/h | Difficile da intercettare con armi convenzionali |
| Quota >9.000 m | Fuori portata di mitragliatrici e cannoncini |
| Resistenza al jamming | Immune alle contromisure elettroniche |
| Produzione massiva | Saturazione delle difese aeree |
Le possibili contromisure
Kiev ha ora il compito di trovare nuove soluzioni per rispondere alla minaccia dei Geran‑3. Tra queste, l’uso di droni intercettori, armi a energia diretta (come laser o microonde), e lo sviluppo di reti radar più sensibili capaci di rilevare e seguire bersagli a jet ad alta quota. Per approfondimenti ulteriori: “Come i droni stanno cambiando il conflitto in Ucraina: tattiche, innovazioni e impatto globale”.
Ma il tempo stringe. Ogni notte, centinaia di Geran‑3 potrebbero essere lanciati da Mosca verso obiettivi strategici, riducendo ulteriormente le scorte di missili difensivi e colpendo duramente l’infrastruttura civile e militare ucraina.
Il Geran‑3 rappresenta una nuova fase del conflitto tecnologico tra Russia e Ucraina. Con un design raffinato, autonomia decisionale e un profilo di volo simile a quello di un missile cruise, è una minaccia reale e crescente per Kiev. Le difese aeree ucraine, già messe a dura prova, dovranno adattarsi rapidamente se vogliono evitare danni sistemici e mantenere il controllo dei cieli.

