Il Canada schiera droni e termocamere contro gli incendi boschivi: la tecnologia cambia la gestione delle emergenze
Il Canada sta affrontando una delle stagioni degli incendi boschivi più difficili della sua storia recente e, per contrastare l’emergenza, ha deciso di puntare con decisione sulle nuove tecnologie. Il Primo Ministro Mark Carney ha confermato che droni, sistemi di termografia avanzata e altre soluzioni innovative sono ormai parte integrante della strategia nazionale di contrasto agli incendi, affiancando migliaia di vigili del fuoco e centinaia di mezzi aerei.
Si tratta di un fatto realmente accaduto e comunicato ufficialmente dal governo canadese. L’obiettivo è migliorare il monitoraggio degli incendi in tempo reale, individuare rapidamente i focolai nascosti e rendere più sicure ed efficaci le operazioni di spegnimento in un contesto aggravato da temperature elevate, siccità prolungata e condizioni climatiche sempre più estreme.
Una mobilitazione senza precedenti per fermare gli incendi
La risposta del Canada all’emergenza è tra le più imponenti mai organizzate nel Paese. Oltre 5.300 operatori antincendio sono impegnati sul territorio insieme a quasi 300 velivoli, tra canadair, elicotteri, aerei da ricognizione e mezzi destinati all’evacuazione delle popolazioni coinvolte.
L’area maggiormente colpita è quella dell’Ontario nord-occidentale, dove numerosi incendi hanno interessato vaste superfici boschive. Più di dieci comunità sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni mentre il fumo ha raggiunto vaste aree del Nord America, causando allerte sulla qualità dell’aria anche negli Stati Uniti.
La situazione è resa ancora più complessa dall’unione di diversi incendi minori, che hanno formato roghi di dimensioni eccezionali all’interno del Wabakimi Provincial Park, trasformandoli nei più grandi incendi registrati quest’anno nella provincia dell’Ontario.
Perché i droni con termocamera sono fondamentali
L’aspetto più innovativo della strategia canadese riguarda l’impiego dei droni equipaggiati con termocamere a infrarossi. Questi sistemi consentono di rilevare il calore anche quando le fiamme non sono visibili, individuando punti critici che sfuggono alle normali telecamere o all’osservazione diretta.
Nel nord dell’Ontario sono presenti vaste torbiere boreali, un ambiente particolarmente difficile da monitorare. Il fuoco può infatti continuare a bruciare sotto la superficie del terreno per giorni o addirittura settimane, riemergendo improvvisamente in nuove aree. Grazie alla termografia è possibile identificare queste fonti di calore nascoste prima che generino nuovi fronti di incendio.
I droni possono inoltre operare in condizioni estremamente difficili, come in presenza di fumo molto denso o in zone remote dove sarebbe rischioso inviare velivoli con equipaggio. Le immagini raccolte vengono elaborate quasi in tempo reale, permettendo ai responsabili delle operazioni di decidere rapidamente dove concentrare uomini e mezzi.
Questa tecnologia offre anche un importante vantaggio sotto il profilo della sicurezza: riduce infatti l’esposizione diretta dei vigili del fuoco alle aree più pericolose e consente di pianificare gli interventi con una maggiore precisione.
Una tecnologia già sperimentata con successo
L’impiego dei droni termici negli incendi boschivi non rappresenta una novità assoluta, ma il Canada è tra i primi Paesi del G7 a inserirli esplicitamente all’interno di una mobilitazione nazionale annunciata dal capo del governo.
Negli ultimi anni sistemi analoghi hanno dimostrato la propria efficacia in diversi scenari internazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, droni con sensori a infrarossi sono stati utilizzati durante l’incendio di Banana Lake, nel Montana, riuscendo a sorvolare un’area coperta da una fitta coltre di fumo e a individuare rapidamente i punti più caldi dell’incendio.
Anche in Alaska la tecnologia è stata impiegata per localizzare rapidamente i focolai residui durante l’incendio di Sawmill Creek, mentre la Grecia sta investendo nella creazione di una rete nazionale di oltre cento basi operative dedicate al monitoraggio con droni durante la stagione estiva.
Queste esperienze confermano come i sistemi a pilotaggio remoto stiano diventando uno strumento essenziale nella gestione moderna degli incendi boschivi, integrando il lavoro svolto dalle squadre di terra e dagli aerei antincendio.
Il fumo attraversa il confine e cresce anche la tensione politica
Gli effetti degli incendi non si fermano ai confini canadesi. Le enormi quantità di fumo prodotte dai roghi hanno raggiunto numerosi Stati americani, determinando un peggioramento della qualità dell’aria in città come Chicago, Detroit e Washington.
La situazione ha alimentato anche un acceso confronto politico. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato la gestione canadese degli incendi e ha ipotizzato di includere i costi legati all’inquinamento provocato dal fumo nelle tariffe commerciali già applicate al Canada.
Dal canto suo, il governo canadese ha ricordato gli importanti investimenti effettuati negli ultimi anni nella prevenzione degli incendi e nella gestione sostenibile delle foreste, sottolineando come gli incendi siano alimentati da condizioni climatiche eccezionali che interessano l’intero Nord America.
Va inoltre evidenziato che nello stesso periodo erano presenti numerosi incendi anche nel Minnesota, contribuendo anch’essi alla formazione della nube di fumo che ha interessato parte degli Stati Uniti. Le operazioni di soccorso hanno dimostrato come la collaborazione tra Canada e Stati Uniti resti fondamentale durante queste emergenze, con reciproci interventi di assistenza e supporto logistico.
La tecnologia sarà sempre più decisiva nella lotta agli incendi
Gli incendi boschivi stanno diventando eventi sempre più frequenti e intensi a causa delle condizioni climatiche estreme. In questo scenario, strumenti come droni, sensori termici, immagini satellitari e sistemi di analisi dei dati rappresentano una componente sempre più importante delle strategie di prevenzione e intervento.
L’integrazione tra operatori sul campo e tecnologie avanzate consente di ottenere informazioni più precise, ridurre i tempi di risposta e limitare i rischi per il personale impegnato nelle operazioni di spegnimento.
La scelta del Canada conferma come l’innovazione tecnologica stia assumendo un ruolo centrale nella protezione del territorio e delle comunità. L’impiego di droni e termocamere non sostituisce il lavoro dei vigili del fuoco, ma offre loro strumenti sempre più efficaci per affrontare emergenze che, anno dopo anno, diventano più complesse.

