Iran: legge rigorosa sul controllo dei droni civili, il nuovo corso del ParlamentoEsteri News 

Iran: legge rigorosa sul controllo dei droni civili, il nuovo corso del Parlamento

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Il 29 giugno 2025, l’Iran ha compiuto un deciso passo verso il rafforzamento del controllo sui droni civili. Il Parlamento ha approvato una normativa in 22 articoli che pone tutte le attività legate ai droni sotto la supervisione della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), richiedendo l’autorizzazione preventiva del Ministero della Difesa per ogni fase – importazione, produzione, vendita, esportazione o trasferimento – delle tecnologie UAV civili. Il provvedimento, motivato come misura di “sicurezza nazionale”, segna un cambiamento importante nel panorama legale degli UAV in Medio Oriente. Leggete anche “Israele abbatte droni iraniani con tecnologia elettromagnetica segreta”.

Cosa prevede la legge

– Articoli 17–22: vietano “qualsiasi importazione, esportazione, produzione, vendita o trasferimento” di droni civili o loro componenti da parte di cittadini o aziende straniere, a meno che non sia rilasciata una specifica deroga dal Ministero della Difesa.

– La Guardia Rivoluzionaria assume un ruolo di controllo ufficiale, con compiti di registrazione, monitoraggio e intervento diretto su droni operativi in aree sensibili (come aeroporti, siti industriali, aree militari).

– Produzione domestica e importazione sono sottoposte a controlli severi, volte a garantire che le tecnologie non cadano nelle mani di attori non autorizzati o vengano utilizzate per scopi non conformi al regime.

Motivazioni ufficiali e contesto geopolitico

Le autorità giustificano le restrizioni affermando che la misura serve a contrastare rischi di spionaggio, sabotaggio o attacchi UAV nei confronti di infrastrutture critiche. Nel contesto delle crescenti tensioni nella regione, dove l’Iran ha intensificato l’uso di droni militari (come i famosi Shahed) sia in patria che all’estero, la nuova legge mira a separare nettamente le applicazioni civili da quelle militari.

Intervenire su attività che fino al 2018 erano parzialmente o totalmente non regolate (secondo il database globale sulla regolamentazione UAV) rappresenta un’inversione significativa di rotta. Pur esistendo direttive camerali e aviazione civile, l’attuale provvedimento attribuisce al settore della difesa l’ultima parola su ogni drone, anche da hobbistica.

Impatti su import/export e produzione domestica

Fino ad oggi, i droni civili – utilizzati per fotografia, agricoltura, consegne o ispezioni – potevano circolare in Iran con restrizioni minime, purché seguendo le linee guida civili. Con l’approvazione di questa legge, ogni importazione, assemblaggio o vendita necessita di un permesso del Ministero difesa, creando un collo di bottiglia burocratico e dando all’IRGC un controllo diretto sull’accesso alle tecnologie UAV.

Rischi e critiche

– Riduzione dell’innovazione: start‑up e PMI locali potrebbero soffrire la rigidità delle licenze e le tempistiche allungate.

– Centralizzazione del potere: concentrare l’autorità sulla IRGC rischia di limitare iniziative private e applicazioni civiche dei droni.

– Privacy e sorveglianza: l’espansione dei poteri dell’IRGC solleva preoccupazioni circa l’uso di droni civili per attività di controllo interno.

Prospettive regionali e globali

L’Iran non è l’unico: a maggio 2023 molti paesi hanno inasprito i controlli sugli UAV. Ma l’approccio iraniano è tra i più stringenti, unendo rigide restrizioni all’involucro istituzionale militare. Se la tendenza dovesse estendersi, potremmo assistere a una nuova fase di militarizzazione normativa in Medio Oriente, con un sistema UAV a doppio binario: uno civile limitato, l’altro militare ampliato.

Il ruolo strategico dell’IRGC

La Guardia Rivoluzionaria, istituita nel 1979 per proteggere la Rivoluzione e tutelare il regime, ha assunto progressivamente un ruolo politico e economico dominante, arrivando a controllare industrie chiave, investimenti bancari e tecnologia (tra cui UAV). Il nuovo apparato normativo rafforza ulteriormente il suo dominio in un settore strategico in rapida espansione :contentReference[oaicite:6]{index=6}.

Conseguenze per gli utenti e le aziende

Hobbisti, agricoltori o aziende che utilizzano UAV per consegne, monitoraggio ambientale o servizi commerciali dovranno:

– Registrarsi presso l’IRGC;

– Ottenere autorizzazioni rinnovabili annualmente;

– Presentare progetti dettagliati descrivendo finalità, rotte e tipologia di drone;

– Attendere la licenza che potrà essere respinta o sospesa per ragioni di “sicurezza nazionale”.

L’approvazione della legge UAV iraniana rappresenta un significativo giro di vite sulla regolamentazione dei droni civili, trasferendo un potere senza precedenti all’IRGC e al Ministero della Difesa. Sebbene il governo sostenga l’esigenza di contrastare drones non autorizzati e rafforzare la difesa, l’equilibrio tra sicurezza, innovazione e diritti civili resta una sfida aperta. Gli sviluppi legislativi nei prossimi mesi determineranno se questa scelta rifletta una misura necessaria di protezione o un eccesso di controllo.

Per approfondire la normativa approvata, leggi l’articolo del Jerusalem Post

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