Lockheed Martin presenta MORFIUS X-Rotor: il sistema anti-drone che può neutralizzare oltre 50 droni in una sola missione
La crescente diffusione degli sciami di droni nei moderni scenari di guerra sta spingendo industrie della difesa e governi a sviluppare nuove tecnologie in grado di contrastare questa minaccia in modo rapido, efficace ed economicamente sostenibile. Tra le aziende più impegnate in questo settore c’è Lockheed Martin, che ha annunciato il nuovo MORFIUS X-Rotor, un innovativo sistema anti-drone progettato per neutralizzare contemporaneamente decine di velivoli senza pilota utilizzando la tecnologia a microonde ad alta potenza (High Power Microwave – HPM).
Secondo quanto dichiarato dall’azienda statunitense, il nuovo sistema sarebbe in grado di disabilitare oltre 50 droni ostili durante una singola missione, rappresentando uno dei progetti più ambiziosi finora presentati nel settore della difesa contro gli attacchi coordinati di UAV. Si tratta di una notizia reale, comunicata ufficialmente da Lockheed Martin nell’ambito dello sviluppo delle proprie soluzioni dedicate alla difesa anti-drone.
Negli ultimi anni gli sciami di droni sono diventati una delle principali preoccupazioni per gli eserciti di tutto il mondo. L’impiego simultaneo di decine o centinaia di piccoli velivoli può infatti mettere in difficoltà anche i più avanzati sistemi di difesa aerea, rendendo necessario sviluppare contromisure completamente nuove.
Perché gli sciami di droni rappresentano una nuova sfida militare
Le guerre degli ultimi anni hanno dimostrato come anche droni commerciali modificati possano assumere un ruolo strategico sul campo di battaglia. Utilizzati per ricognizione, guerra elettronica o attacchi diretti, questi velivoli possono essere prodotti a costi contenuti e impiegati in grandi quantità.
Contrastare uno sciame utilizzando missili intercettori tradizionali presenta però un evidente problema economico. In molti casi il costo di un singolo missile supera di decine o centinaia di volte quello del drone da abbattere, rendendo il rapporto costi-benefici poco sostenibile.
Per questo motivo il settore della difesa sta orientando gli investimenti verso tecnologie capaci di neutralizzare contemporaneamente numerosi bersagli con un solo intervento, riducendo drasticamente il costo operativo.
Come funziona MORFIUS X-Rotor
A differenza dei sistemi convenzionali che colpiscono fisicamente ogni bersaglio, MORFIUS X-Rotor sfrutta un principio completamente diverso.
Il sistema emette un impulso di microonde ad alta potenza progettato per interrompere il funzionamento dei circuiti elettronici che controllano il volo dei droni nemici. Quando l’energia elettromagnetica raggiunge il bersaglio, può compromettere componenti fondamentali come centraline di controllo, sistemi di navigazione e collegamenti di comunicazione.
Questo approccio, definito “one-to-many”, permette di agire simultaneamente contro numerosi velivoli presenti nella stessa area, offrendo un vantaggio significativo rispetto ai tradizionali sistemi cinetici.
Secondo Lockheed Martin, il nuovo MORFIUS X-Rotor rappresenta attualmente l’unico sistema riutilizzabile lanciato da terra basato su microonde ad alta potenza capace di neutralizzare oltre cinquanta droni in una sola missione.
Un sistema progettato per essere recuperato e riutilizzato
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda la possibilità di recuperare il sistema al termine della missione.
Diversamente dai missili intercettori, che vengono distrutti dopo il lancio, MORFIUS è stato progettato per rientrare e poter essere nuovamente impiegato dopo le necessarie verifiche tecniche.
Questo consente di abbattere sensibilmente il costo per singolo intervento, un aspetto particolarmente importante considerando la crescente diffusione di droni economici impiegati nei conflitti moderni.
Ridurre il costo di ogni missione è oggi uno degli obiettivi prioritari delle forze armate, chiamate a contrastare minacce sempre più numerose senza incrementare in modo esponenziale le spese operative.
Integrazione con le reti di difesa esistenti
Un altro punto di forza evidenziato da Lockheed Martin riguarda la flessibilità del sistema.
MORFIUS X-Rotor è stato progettato per integrarsi facilmente nelle infrastrutture di difesa già esistenti, senza richiedere radar dedicati o specifici sistemi di controllo del tiro.
Il sistema è infatti indipendente dalla tipologia di sensori utilizzati e può ricevere informazioni provenienti da differenti reti di sorveglianza e comando, facilitando l’inserimento nelle architetture militari già operative.
Questa caratteristica potrebbe accelerarne l’adozione da parte delle forze armate interessate a rafforzare rapidamente le proprie capacità di difesa contro gli UAV.
Una tecnologia sviluppata in anni di sperimentazione
Il progetto MORFIUS non nasce da zero. Lockheed Martin lavora infatti su questa piattaforma dal 2017, perfezionando nel tempo sia il vettore sia il carico utile basato sulle microonde ad alta potenza.
Negli anni il sistema è stato sottoposto a numerosi test di volo e prove operative in diversi poligoni statunitensi, tra cui Arizona, California e Oklahoma, dove sono state valutate le capacità di intercettazione, l’efficacia dell’emissione elettromagnetica e la robustezza della piattaforma.
Con la nuova configurazione X-Rotor, l’azienda punta ora a incrementare la produzione dei prototipi e ad avviare ulteriori campagne di prova prima di un eventuale impiego operativo.
Il ruolo delle microonde nella futura difesa anti-drone
Le armi a energia diretta rappresentano uno dei settori più promettenti della difesa moderna. Oltre ai sistemi laser, le microonde ad alta potenza stanno attirando sempre maggiore interesse perché consentono di colpire simultaneamente molteplici dispositivi elettronici.
Nel caso degli sciami di droni, questa tecnologia potrebbe offrire un’efficacia superiore rispetto ai sistemi tradizionali, soprattutto quando decine di UAV attaccano contemporaneamente da direzioni differenti.
Non sorprende quindi che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti abbia inserito queste capacità tra le priorità della propria roadmap dedicata al contrasto dei sistemi aerei senza pilota per il periodo 2025-2028.
Le prospettive future
Nonostante le prestazioni dichiarate da Lockheed Martin siano particolarmente promettenti, sarà necessario attendere ulteriori test indipendenti e le future valutazioni operative per verificare le reali capacità del sistema in scenari complessi.
Le guerre moderne stanno però dimostrando che la minaccia rappresentata dagli sciami di droni continuerà a crescere, rendendo indispensabile lo sviluppo di soluzioni capaci di neutralizzare molti bersagli contemporaneamente mantenendo bassi i costi di impiego.
Se MORFIUS X-Rotor confermerà sul campo quanto dichiarato dall’azienda, potrebbe segnare un importante passo avanti nell’evoluzione dei sistemi anti-drone e contribuire a ridefinire le strategie di difesa delle forze armate nei prossimi anni.

