Scioglimento dei ghiacci: nuovo progetto con droni subacqueiEsteri News 

Scioglimento dei ghiacci: nuovo progetto con droni subacquei

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Un interessante nuovo progetto sfida lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico grazie all’impiego di droni subacquei. Si tratta di un’iniziativa nata dalla collaborazione tra un team di ricercatori e ingegneri del Centro per la Riparazione del Clima dell’Università di Cambridge e la startup britannica Real Ice. L’obiettivo è proprio quello di avvalersi della tecnologia dei droni per cercare di risolvere uno dei maggiori problemi ambientali degli ultimi anni. Infatti il riscaldamento globale sta portando alla diminuzione della presenza di ghiaccio. Ciò a sua volta crea un aumento dei livelli di mari e oceani che provocano situazioni pericolose per l’ecosistema. L’idea sarebbe quindi quella di utilizzare i droni subacquei per convogliare acqua marina sulla superficie dei ghiacciai rendendoli più corposi. Saranno così più resistenti all’innalzamento delle temperature.

Il nuovo progetto di utilizzo dei droni subacquei per contrastare lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico è l’ennesimo esempio di come questa tecnologia sia sempre più spesso utilizzata per supportare progetti in questi luoghi estremi. Vi abbiamo raccontato di altre iniziative, leggete anche “Scioglimento ghiacciai rilevato da un drone disperso”

Droni subacquei contro lo scioglimento dei ghiacci

L’idea cardine del progetto per contrastare lo scioglimento dei ghiacci è quella di utilizzare i droni subacquei per creare nuovi strati di ghiaccio. Tecnicamente questi droni dovranno spruzzare acqua marina sulla superficie dei ghiacciai già presenti in modo che possa ghiacciare e rendere la calotta più resistente all’aumento delle temperature. In questo modo il ghiaccio potrebbe non sciogliersi completamente nel periodo estivo e si riuscirebbe ad agire sul riscaldamento globale. Infatti ciò che sta succedendo negli ultimi anni nell’Artico crea una sorta di circolo vizioso. Il ghiaccio sciolto causa un innalzamento dei livelli dei mari e riduce anche la capacità della Terra di riflettere la luce del Sole nello spazio. Ciò a sua volta porta ad un maggior assorbimento di calore che innesca nuovamente il meccanismo che porta i ghiacciai a sciogliersi.

Se questa catena che causa lo scioglimento dei ghiacci non verrà spezzata, si arriverà ad estati artiche completamente senza ghiaccio. Le conseguenze per l’intero pianeta sarebbero devastanti. Il progetto dell’impiego dei droni marini ha portato già buoni risultati con la creazione di circa 1.000 tonnellate di nuovo ghiaccio su un’area grande quanto un campo da calcio. Sicuramente si tratta di un piccolo traguardo ma di fondamentale importanza. Uno degli aspetti, invece, che preoccupa maggiormente è il costo per questo tipo di attività. I droni marini impiegati sono strumenti altamente tecnologici alimentati a idrogeno. Si stima che per ottenere un effetto significativo a livello dell’intero Oceano Artico potrebbero essere necessari investimenti dell’ordine di 10 miliardi di dollari all’anno. Ovviamente un costo significativo ma che varrebbe la pena di essere valutato unitamente a politiche di forte riduzione delle emissioni nocive a livello globale.

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