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Taiwan testa droni marini contro la minaccia cinese

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In risposta alla crescente pressione militare da parte della Cina, Taiwan ha organizzato il 17 giugno una dimostrazione pubblica dei suoi Uncrewed Surface Vehicle (USV) nella zona di Suao, a Yilan. L’evento, curato dall’istituto militare NCSIST, ha visto la partecipazione di 12 aziende locali e internazionali impegnate nella produzione e sviluppo di droni marini. Leggete anche “Saipem e i droni subacquei FlatFish”.

I protagonisti della demo: modelli e capacità

– Sea Shark 800: raggiunge oltre 43 nodi (circa 80 km/h) e può svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza e attacco diretto.

– Carbon Voyager I: un USV stealth in grado di trasportare carichi esplosivi per missioni kamikaze.

– Black Tide I: progettato per ambienti ostili, con prestazioni simili al Sea Shark.

– Sistemi esposti anche da JetSea AI, GEOSAT, Ocean Aero e sviluppatori di tecnologie swarm.

Strategia di difesa asimmetrica

Il Ministero della Difesa di Taiwan punta su una strategia di difesa asimmetrica investendo in piattaforme economiche ma letali come gli USV. Il programma “Swift and Sudden” ha già ricevuto 27 milioni di dollari per lo sviluppo e l’integrazione dei droni marini nella flotta e nella guardia costiera.

Lezioni dall’Ucraina

I successi dell’Ucraina nell’utilizzo di USV esplosivi contro la flotta russa hanno ispirato Taiwan a replicare questo approccio. Secondo analisti internazionali, i droni navali sono oggi una risorsa fondamentale per destabilizzare flotte nemiche più grandi e tecnologicamente avanzate.

Progetti futuri e produzione di massa

Il programma “Kuai Chi” prevede test a fuoco vivo entro agosto e la produzione di oltre 200 USV d’assalto entro il 2026. Tra i progetti principali figura anche il CSBC Endeavor Manta, un USV trimarano da 8,6 metri con capacità offensive avanzate, destinato alla produzione in larga scala.

Implicazioni nel Pacifico

L’introduzione dei droni marini nel Mar Cinese Meridionale complica la pianificazione cinese, offrendo a Taiwan la possibilità di condurre attacchi a sorpresa tramite sciami di USV. Una strategia che rende il conflitto marittimo più asimmetrico e meno prevedibile.

Conclusione

La dimostrazione di Yilan segna un punto di svolta nella strategia difensiva marittima di Taiwan. Con un mix di innovazione, investimenti e ispirazione dai modelli di guerra moderni, l’isola si prepara a rafforzare la propria deterrenza in un’area geopolitica sempre più tesa.

 

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