Operazione Spiderweb: come l’Ucraina ha distrutto i bombardieri russi con droni FPV
L’operazione Spiderweb (in ucraino “Pavutyna”, «Ragnatela») è stata una massiccia campagna di droni FPV (first-person-view) orchestrata dall’SBU, il Servizio di Sicurezza ucraino, il 1° giugno 2025.
L’obiettivo era colpire in modo coordinato le basi dell’aviazione strategica russa nelle regioni di Belaya, Dyagilevo, Ivanovo Severny, Olenya e Ukrainka. I droni erano piccoli quadricotteri “Osa” con carico esplosivo intorno a 3,2 kg, relativamente economici ma efficaci.
Operazione Spiderweb: dispiegamento e logistica
Il colpo di genio dell’operazione era nella logistica: i droni furono smistati in modo clandestino in territorio russo tramite camion-moduli con container mimetizzati da rimorchi o mini-camper, ciascuno pre-caricato con potenti droni FPV. I camion viaggiavano con conducenti ignari, portando il carico fino a pochi chilometri dalle piste. Una volta in posizione, la parte superiore del container si apriva da remoto, e iniziava il lancio simultaneo dei droni .
Tecnologia e navigazione autonoma
Per aggirare le difese elettroniche russe, i droni facevano affidamento su software AI visuali avanzati con riconoscimento radar e visivo dei velivoli target, capaci di navigare usando “dead reckoning” quando il segnale GPS era disturbato. Alcuni utilizzavano la rete mobile russa e A‑GPS per stabilire la posizione iniziale. L’uso combinato di sensori inerziali, visione al computer e machine learning garantiva traiettorie precise anche in presenza di jamming o spoofing dell’EM spectrum .
Obiettivi e danni causati
L’attacco ha raggiunto almeno cinque basi aeree, compresa Belaya in Siberia, a oltre 4.000 km dall’Ucraina. I dati ufficiali dall’SBU sostengono che più di 41 aeromobili strategici (Tu‑95, Tu‑22M3, A‑50) furono distrutti o danneggiati, con un valore stimato di 7 miliardi di dollari. Fonti occidentali indipendenti confermarono circa 10-20 aerei distrutti.
Tra gli asset colpiti spiccavano i Tu‑22M3, cinque dei quali distrutti a Belaya e valutati circa 100 milioni di dollari ciascuno.
Implicazioni strategiche
Strategicamente, l’operazione ha scosso l’apparente sicurezza delle strutture russe, dimostrando che basi remote e profondamente difese sono attaccabili. Si tratta di un punto di svolta nella guerra asimmetrica, dove droni leggeri, low-cost e AI-driven possono neutralizzare asset di alto profilo a costo relativamente basso. Oltre all’impatto materiale, l’azione ha avuto un forte effetto psicologico, costringendo Mosca a rafforzare la sicurezza interna e aumentando la sfiducia delle élite militari. Leggete anche “Raffica di droni russi a Kharkiv in Ucraina”.
Operazione Spiderweb: progettazione e tempistiche
L’operazione venne pianificata in 18 mesi sotto la supervisione dell’SBU e del presidente Zelensky. Ogni drone era pilotato da remoto in tempo reale e, una volta realizzata la missione, gli operatori ritiravano i camion-colletto . Gli Stati Uniti non furono preventivamente informati.
Conclusione
Operazione Spiderweb rappresenta una rivoluzione nell’uso dei droni in ambito militare: piccoli, economici, stealth, coordinati da AI, lanciano attacchi chirurgici su obiettivi strategici lontani migliaia di chilometri. Questo modus operandi impone a Russia, NATO e Paesi interessati di rivedere radicalmente le proprie contromisure difensive. Un modello che sarà studiato nelle accademie militari di tutto il mondo per la sua efficacia innovativa.

