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Diagnosi precoce della xylella con droni

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Intorno a Monopoli è partito un importante progetto per ottenere una diagnosi precoce della xylella attraverso l’uso dei droni. Infatti questo pericoloso batterio attacca e uccide gli ulivi attraverso il disseccamento delle piante, è quindi importante riuscire a riconoscerlo per tempo.

Purtroppo il diffondersi di questo batterio ha causato danni ingenti agli uliveti pugliesi negli ultimi anni, ecco quindi l’esigenza di intervenire a tutela di queste piante.

I droni per una diagnosi precoce della xylella

Il progetto di diagnosi precoce della Xylella è coordinato dal Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) e si sviluppa su un’area di circa 5,5 ettari. Il Redox (Remote Early Detection of Xylella), questo il suo nome, ha ricevuto finanziamenti dal Ministero dello sviluppo economico. Per realizzarlo vengono impiegati appositi sensori iperspettrali e termici installati sui droni. Lo scopo è quello di riuscire ad individuare la presenza del batterio prima ancora che si manifesti attraverso l’essiccamento della pianta.

Oltre al Dta partecipano al progetto anche Planetek, l’Enav e il Cnr, in collaborazione con l’Università di Palermo. L’area scelta vede la presenza di ulivi secolari potenzialmente infetti. Grazie al monitoraggio con i droni sarà quindi possibile raccogliere dati importanti per ottenere una diagnosi precoce della presenza della xylella. Durante la fase sperimentale questi dati saranno confrontati con quelli raccolti sul campo attraverso prelievi diretti sugli ulivi.

Ancora una volta, quindi, i droni possono essere utili in attività di controllo e monitoraggio dell’ambiente, come vi abbiamo raccontato in altri articoli, leggete anche “Parassiti delle piante ricercati con droni”.

Finora le procedure per individuare la xylella si svolgevano direttamente sul campo attraverso l’ispezione fisica delle piante, l’estrazione di campioni e la successiva analisi di laboratorio. Ovviamente quindi si trattava di attività lunghe e laboriose che non sempre garantivano una diagnosi precoce della presenza del batterio. Grazie ai droni si potranno invece individuare tempestivamente nuovi focolai già nella fase iniziale, permettendo quindi di intervenire con azioni di contenimento molto rapidamente.

Il progetto sarà particolarmente utile per definire e standardizzare le opportune procedure necessarie ad ottenere un monitoraggio puntuale di questo fenomeno su larga scala e per tempi piuttosto lunghi. Infatti dato che ad oggi la scienza non ha ancora individuato l’arma corretta per sconfiggere definitivamente la xylella, è fondamentale trovare uno strumento efficiente per prevenirne quantomeno la diffusione.

 

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