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Drone squalo Robo Shark prodotto in Cina

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La Cina ha annunciato la produzione di un drone squalo denominato Robo Shark a scopo militare lungo circa due metri per raccogliere informazioni nelle attività di guerra. Il Global Times del Partito Comunista Cinese ha lanciato per primo l’annuncio su questa novità miliare.

Il drone è stato soprannominato Robo-Shark e anche nelle sembianze somiglia realmente ad uno temibile squalo. Secondo quando riportato appunto dal Global Time si tratta di un mezzo in  grado di effettuare ricognizioni subacquee, attività di ricerca e soccorso, sorveglianza del campo di battaglia, rilievi antisommergibile ma anche indagini idrologiche e localizzazioni subacquee.

Grazie ad una sorta di coda bionica il Robo-Shark può essere spinto fino ad una velocità di 10 nodi e grazie alla sua forma si riesce ad ottenere una consistente riduzione del consumo di batteria rispetto ai classici motori subacquei.

Il drone è stato prodotto dall’azienda di Pechino Boya Gongdao Robot Technology e dispone di un apposito sistema di eliminazione degli ostacoli, oltre che di uno spazio non indifferente al suo interno utile per poterlo attrezzare con eventuali particolari strumenti in base alle esigenze specifiche delle singole missioni.

Vi abbiamo già parlato in altri articoli dei droni sottomarini utilizzati in diversi settori, leggete anche “Saipem News: Droni Rov di soccorso” e “Saipem droni marini in esposizione a Trieste”.

Ufficialmente non è chiaro se il mezzo sia anche adatto ad essere impiegato come arma d’assalto, nulla è specificato a riguardo. La Cina tuttavia non è nuova nell’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore militare. Già nel 2010 aveva infatti realizzato un mezzo in grado di rilevare, identificare e colpire un bersaglio fittizio senza l’intervento umano e già negli anni’90 la robotica intelligente cinese muoveva i primi consistenti passi.

Sicuramente il drone squalo di nuova progettazione sarà testato in particolare anche per la sua efficienza in riferimento alle comunicazioni: si vorrà infatti dimostrarne l’abilità nella diffusione dei dati sottacqua in modo sicuro.

Un progetto similare è attivo anche negli Stati Uniti, si presuppone quindi come spesso accade, che partirà la solita gara tra le due potenze per primeggiare anche in questo settore.

 

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