Droni e intelligenza artificiale per mappare l’amianto in Friuli Venezia Giulia: oltre 27 milioni per le bonifiche
Il Friuli Venezia Giulia accelera sul fronte della prevenzione ambientale e della sicurezza sanitaria con nuove tecnologie dedicate al monitoraggio dell’amianto. La Regione ha infatti presentato il bilancio delle attività relative al triennio 2023-2025, confermando numeri importanti: quasi 26.500 manufatti contenenti amianto censiti e oltre 27 milioni di euro stanziati dal 2017 per interventi di bonifica su tutto il territorio regionale.
Tra gli elementi più innovativi emerge l’utilizzo di droni, immagini iperspettrali e sistemi di intelligenza artificiale per individuare e mappare le coperture e i materiali contenenti amianto. Un progetto che punta a migliorare il monitoraggio ambientale, supportare i Comuni nelle segnalazioni e velocizzare gli interventi di rimozione.
Si tratta di dati e iniziative reali presentati dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito dell’aggiornamento del Piano regionale amianto approvato nel luglio 2024.
Amianto in Friuli Venezia Giulia: quasi 26.500 manufatti censiti
L’amianto continua a rappresentare una delle principali problematiche ambientali e sanitarie in Italia. In Friuli Venezia Giulia il monitoraggio è stato intensificato attraverso l’Archivio Regionale Amianto, uno strumento fondamentale per censire edifici, coperture industriali e manufatti potenzialmente pericolosi.
Secondo i dati diffusi dalla Regione, sono quasi 26.500 i manufatti contenenti amianto già registrati nel database regionale. L’obiettivo è quello di ottenere una fotografia sempre più precisa della presenza di materiali pericolosi sul territorio, così da programmare interventi mirati e prevenire rischi per la salute pubblica.
Per rafforzare ulteriormente il sistema di monitoraggio è stato finanziato un progetto affidato ad Arpa Fvg con uno stanziamento di 103 mila euro. Il compito sarà quello di aggiornare e migliorare l’Archivio Regionale Amianto, semplificando la gestione delle segnalazioni e offrendo maggiore supporto operativo ai Comuni.
Il censimento rappresenta infatti uno strumento strategico non solo per le bonifiche, ma anche per la gestione delle emergenze ambientali. I dati raccolti vengono condivisi con Ministero dell’Ambiente, Protezione Civile e Vigili del Fuoco per affrontare situazioni critiche legate a eventi meteorologici estremi o danneggiamenti delle strutture.
Droni e intelligenza artificiale per la mappatura dell’amianto
La vera novità del piano regionale riguarda però l’innovazione tecnologica. In collaborazione con Insiel, la Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato un sistema avanzato di mappatura dell’amianto basato sull’utilizzo di droni, immagini iperspettrali e intelligenza artificiale.
Il progetto prevede un investimento complessivo di 750 mila euro nel triennio e punta a rendere il monitoraggio più rapido, preciso ed efficace rispetto ai metodi tradizionali.
I droni vengono utilizzati per sorvolare i territori e acquisire immagini ad alta definizione. Grazie alle tecnologie iperspettrali è possibile identificare materiali contenenti amianto anche su coperture difficili da raggiungere o in aree molto estese. Successivamente, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano le immagini e classificano i manufatti sospetti.
Finora sono già stati mappati 30 Comuni del Friuli Venezia Giulia, mentre altri territori sono coinvolti nella fase sperimentale o saranno coperti entro il 2026.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella lotta all’amianto rappresenta un passo importante anche dal punto di vista della prevenzione sanitaria. Individuare rapidamente le strutture a rischio consente infatti di pianificare interventi tempestivi e ridurre l’esposizione della popolazione alle fibre nocive.
La tecnologia permette inoltre di ottimizzare le risorse economiche e amministrative, concentrando gli interventi nelle aree considerate prioritarie.
Oltre 27 milioni di euro per le bonifiche dal 2017
Accanto al monitoraggio, la Regione continua a investire in maniera significativa anche sulle bonifiche dell’amianto. Dal 2017 al 2025 sono state presentate quasi 7 mila domande di contributo da parte di Comuni, cittadini e imprese.
Di queste, oltre 5.800 richieste hanno ottenuto finanziamenti per un totale superiore a 27,7 milioni di euro.
I contributi regionali riguardano diverse tipologie di intervento: dalla rimozione delle coperture in eternit alla bonifica di edifici pubblici e privati, fino alla gestione e smaltimento dei materiali contaminati.
Per il 2026 la Regione ha già previsto nuovi fondi superiori ai 4 milioni di euro, segnale di una strategia che continuerà anche nei prossimi anni.
Nei primi mesi del 2026 sono già arrivate 188 nuove richieste di contributo, a dimostrazione di una crescente attenzione da parte di cittadini e imprese verso il tema della sicurezza ambientale.
Parallelamente sono state aggiornate anche le linee guida regionali per la microraccolta e la gestione delle segnalazioni. L’obiettivo è uniformare le procedure, ridurre i tempi burocratici e facilitare gli interventi di bonifica su tutto il territorio regionale.
Perché la lotta all’amianto resta una priorità
L’amianto è stato ampiamente utilizzato in Italia fino agli anni Novanta per la realizzazione di coperture, tubazioni e materiali isolanti. Nonostante il divieto introdotto nel 1992, molte strutture contenenti amianto sono ancora presenti sul territorio nazionale.
Con il passare del tempo i materiali possono deteriorarsi e rilasciare fibre nocive nell’aria, aumentando il rischio di gravi malattie respiratorie, tra cui mesotelioma e tumori polmonari.
Per questo motivo il monitoraggio costante e le bonifiche rappresentano attività fondamentali per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Il modello adottato dal Friuli Venezia Giulia punta proprio a coniugare innovazione tecnologica, prevenzione e sostegno economico, trasformando droni e intelligenza artificiale in strumenti concreti per migliorare la sicurezza del territorio.
Conclusione
Il Friuli Venezia Giulia conferma dunque il proprio impegno nella lotta all’amianto attraverso investimenti, tecnologie innovative e nuovi strumenti di monitoraggio. L’utilizzo di droni e intelligenza artificiale rappresenta una svolta importante per individuare più rapidamente i manufatti a rischio e pianificare interventi efficaci.
Con oltre 27 milioni di euro già stanziati dal 2017 e nuovi fondi previsti anche per il 2026, la Regione punta a rendere sempre più capillare il controllo del territorio e a garantire maggiore sicurezza ambientale ai cittadini.

