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Droni per analizzare le abitudini delle balene

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Un recente progetto ha visto l’impiego dei droni per analizzare le abitudini delle balene attraverso filmati ricchi di utili informazioni. Si tratta di uno studio condotto dall’Università di Exeter e dal Center for Whale Research (CWR).

Il progetto aveva lo scopo di avvalersi dell’occhio prezioso del drone per seguire dall’alto i comportamenti delle balene in modo da meglio capirne le abitudini; è stato così possibile vedere dettagli finora sconosciuti come il contatto tra le singole balene.

Uno dei ricercatori universitari che ha partecipato allo studio, il dottor Michael Weiss spiegando quanto analizzato sui gruppi di cetacei controllati ha dichiarato che: “I nostri risultati mostrano che, anche all’interno di questi gruppi affiatati, le balene preferiscono interagire con individui specifici. È come quando tua madre ti porta a una festa da bambino: non sei tu a scegliere la festa, ma puoi comunque scegliere con chi uscire una volta che sei lì”.

Lo studio ha dimostrato che le femmine più giovani hanno un ruolo centrale nella vita sociale delle balene, che diminuisce di importanza con il passare degli anni.

Vi abbiamo già parlato in altri articoli dell’impiego dei droni per lo studio di determinate specie marine, leggete anche “Droni per la ricerca marina in aiuto al dugongo” e “Drone subacqueo che salva una tartaruga”.

Va sottolineato che l’utilizzo di queste nuove tecnologie è solo l’ultimo tassello di un programma di studio che dura ormai da decenni con mezzi decisamente più tradizionali. Il drone ha però permesso agli studiosi di immergersi completamente nella vita sociale di questi animali ottenendo immagini e dati finora mai rilevati.

Grazie quindi all’impiego dei droni per analizzare le abitudini delle balene si è capito che esistono molti aspetti paralleli tra questa specie e i mammiferi riguardo la necessità di contatto fisico con i propri simili come attività calmante e antistress che rafforza anche i legami sociali e l’ottenimento di risultati comuni.

I risultati ottenuti si basano su un totale di 651 minuti di filmati ad alta definizione raccolti in soli 10 giorni e il team di ricerca comprendeva le università di York e Washington e l’Istituto di biofisica.

Il progetto ha ottenuto sovvenzioni pubbliche per l’acquisto dei velivoli  ma anche contributi da ex studenti dell’Università di Exeter e dal Natural Environment Research Council (NERC).

 

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