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Droni per lo studio dei fiumi e dell’ambiente

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Sempre più biologi utilizzano i droni per lo studio dei fiumi e dell’ambiente viste anche le nuove tecnologie applicabili a questi velivoli.

Un esempio importante è quello del biologo ittico Matt Windle che ha iniziato ad utilizzare i droni già nel 2013 allo scopo di rintracciare le anguille americane in pericolo di estinzione presenti nei fiumi del Nord America. Windle lavora per il River Institute, un’organizzazione che si occupa degli studi per la conservazioni del fiume San Lorenzo. Prima dell’avvento dei droni Windle e i suoi colleghi avevano dotato le anguille presenti in questo imponente fiume nord americano di localizzatori radio in modo da poterne studiare gli spostamenti utilizzando barche per captarne il segnale.

Nello stesso periodo già molti altri biologi iniziavano ad utilizzare droni per lo studio dei fiumi e dell’ambiente. principalmente scattando foto aeree in grado di immortalare le popolazioni di foche o salmoni. Ecco quindi che il team di Windle decide di provare ad installare un ricevitore su un drone e farlo volare sopra il fiume.

Il fiume San Lorenzo è un complesso sistema di differenti habitat che vanno dalle acque profonde alle paludi. Grazie all’utilizzo dei droni i ricercatori possono ottenere tantissime tipologie differenti di mappature grazie alla possibilità di integrare i velivoli con telecamere particolari e software dalle prestazioni eccellenti.

Infatti le camere multispettrali (Leggete anche: “Drone Dji Phantom 4 con camera multispettrale”) possono raccogliere informazioni sulle lunghezze d’onda della luce che l’occhio umano non riesce a vedere, ottenendo dati fondamentali per capire lo stato di salute delle piante per esempio in quanto le piante sane contengono molta clorofilla e assorbono la maggior parte della luce visibile riflettendo in modo molto intenso la luce dell’infrarosso. Le termocamere identificano anche dove il fiume inizia a defluire dato che in quei tratti la temperatura è spesso differente dal resto del percorso.

Grazie all’utilizzo dei droni per lo studio dei fiumi e dell’ambiente i ricercatori hanno anche scoperto il relitto di una barca naufragata circa 100 anni fa e lunga 12 metri. Le analisi effettuate con questi strumenti permettono di ottenere dati fondamentali per rispondere ad importanti quesiti sull’ecosistema che si sta studiando, come quelli legati all’inquinamento e alla contaminazione delle acque.

Un altro esempio che rende l’applicazione dei droni uno strumento economico, efficace ed efficiente per la ricerca scientifica.

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