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Droni per rilevare le correnti marine

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In Scozia e Galles si stanno utilizzando i droni per rilevare le correnti marine e decidere i punti migliori per sfruttarle ottenendo energia elettrica. Gli scienziati coinvolti nel progetto pensano infatti che le immagini ottenute dai sorvoli dei droni possano essere veramente efficaci nell’individuazioni dei luoghi migliori per installare gli impianti adatti a sfruttare l’energia delle onde.

Il progetto è stato lanciato dai ricercatori dell’Università delle Highlands and Islands, della Bangor University e della Swansea University e prevede l’impiego di droni per dodici mesi in modo da dimostrarne l’efficienza rispetto alle tecniche finora utilizzate. Si tratta quindi di andare ad interpretare attraverso opportuni algoritmi le immagini raccolte da questi mezzi in modo da determinare la velocità delle correnti d’acque riprese per poter quindi individuare i punti migliori dove installare le turbine che genereranno energia elettrica.

Attualmente questo lavoro di ispezione viene svolto attraverso l’utilizzo di sensori nel fondale marino o navi di osservazione, metodi che richiedono sicuramente maggior dispendio di tempo, denaro e lavoro umano rispetto alla tecnologia dei droni. Va poi considerato con l’impiego dei droni andrebbe a permettere una maggiore sicurezza eliminando tutti i rischi legati alle condizioni del mare. Sicuramente si otterrà anche un maggior livello di precisione nei dati.

Vi abbiamo già parlato dell’utilizzo dei droni per ispezionare l’ambiente marino, leggete anche “Drone marino a supporto dei Marines”, in questo caso si tratta però di un progetto prettamente legato allo sviluppo di una fonte di energica pulita.

Uno degli ingegneri impiegati nel progetto ha affermato che “Queste misurazioni sono necessarie per prevedere le prestazioni e informare il posizionamento delle turbine del flusso di marea sottomarina o per ottimizzare gli ormeggi e la progettazione delle turbine galleggianti. La nostra tecnica aerea offre un modo conveniente per supportare lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale dell’energia marina rinnovabile. Potrebbe essere utilizzato in località remote e in paesi in via di sviluppo dove potrebbero non essere disponibili navi da ricognizione adeguate o per supportare approcci basati sulla comunità alla generazione di energia rinnovabile”.

Si spera tra l’altro che l’utilizzo dei droni per rilevare le correnti marine possa dare una spinta agli studi legati a questa tipologia di fonti rinnovabili in quanto, purtroppo, i fondi investiti in questo settore al momento non sono particolarmente consistenti.

Per maggiori informazioni sui droni acquatici leggete anche “Droni sottomarini per monitorare la posidonia in Liguria”.

 

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