NATO, cinque aziende entrano nel nuovo marketplace antidroni: selezionati 16 sistemi Counter-UAS
La NATO accelera la propria strategia per contrastare la crescente diffusione dei droni e rafforzare la sicurezza dello spazio aereo dei Paesi alleati. Il 5 novembre 2026 l’Alleanza Atlantica ha annunciato il lancio di un nuovo marketplace dedicato alle tecnologie Counter-UAS, selezionando 16 soluzioni sviluppate da cinque aziende specializzate nel settore della difesa e della sicurezza.
L’iniziativa rappresenta un passaggio importante nella strategia di modernizzazione delle capacità militari occidentali. L’obiettivo è rendere più semplice e veloce l’accesso a sistemi in grado di individuare, identificare, monitorare e contrastare droni non autorizzati, soprattutto quando rappresentano una minaccia per installazioni militari, infrastrutture strategiche e personale operativo.
Il nuovo catalogo consentirà ai Paesi membri di acquistare direttamente le tecnologie selezionate attraverso una piattaforma NATO, evitando di dover ripetere ogni volta un’intera procedura di gara. Una soluzione pensata per ridurre i tempi burocratici e rispondere più rapidamente all’evoluzione delle minacce rappresentate dai velivoli senza pilota.
Le cinque aziende selezionate dalla NATO per il marketplace antidroni
La selezione è stata effettuata dalla NATO Communications and Information Agency (NCIA), l’agenzia dell’Alleanza responsabile della gestione del nuovo marketplace e dei relativi contratti quadro.
Le cinque aziende entrate nel catalogo sono:
– Alta Ares: società specializzata nello sviluppo di tecnologie autonome e sistemi per il contrasto dei droni.
– Axon Enterprise: azienda americana attiva nelle tecnologie di sicurezza, sorveglianza e protezione dello spazio aereo attraverso soluzioni Counter-UAS.
– Northrop Grumman: uno dei principali gruppi internazionali della difesa, con competenze nei sistemi radar, nelle tecnologie militari e nelle piattaforme integrate di comando e controllo.
– OSL UK: società britannica specializzata nell’integrazione di tecnologie per la sicurezza e la protezione da minacce aeree senza pilota.
– Quantum Systems: azienda tedesca conosciuta per lo sviluppo di droni professionali, piattaforme autonome e software per applicazioni militari e di sorveglianza.
Complessivamente sono state selezionate 16 soluzioni. Secondo quanto comunicato dalla NATO, le tecnologie sono state valutate sulla base dell’esperienza maturata durante attività di innovazione, programmi nazionali ed esercitazioni militari.
Un elemento significativo riguarda la loro maturità operativa: le capacità selezionate risultano già impiegate in Paesi alleati e in Ucraina. La NATO intende quindi favorire l’accesso a tecnologie che hanno già maturato esperienze concrete, anziché affidarsi esclusivamente a sistemi ancora in fase sperimentale.
Come funziona il nuovo marketplace Counter-UAS della NATO
La principale novità riguarda il modello di approvvigionamento. Tradizionalmente, quando un Paese aveva bisogno di acquistare un nuovo sistema antidroni, doveva avviare una procedura nazionale di selezione, valutazione e assegnazione dei contratti.
Con il nuovo marketplace, invece, le soluzioni già selezionate dalla NCIA saranno disponibili all’interno di un catalogo comune. Gli Stati alleati potranno accedere alle tecnologie presenti nella piattaforma e procedere all’acquisto senza dover organizzare una nuova gara per ogni singola esigenza.
Questo meccanismo dovrebbe consentire di ridurre sensibilmente i tempi tra l’individuazione di una necessità operativa e la disponibilità effettiva delle tecnologie richieste.
I contratti quadro previsti per le aziende selezionate avranno una durata iniziale di 18 mesi, con possibilità di estensione. La NATO ha inoltre annunciato l’intenzione di organizzare nuove competizioni periodiche, così da aggiornare il catalogo e mantenere disponibili le tecnologie più recenti.
Il marketplace non sarà quindi un elenco statico di fornitori, ma uno strumento destinato a evolversi insieme alle capacità dei droni e alle nuove esigenze di sicurezza.
Quattro scenari operativi per proteggere basi, confini e convogli
La selezione delle 16 soluzioni è stata effettuata considerando quattro differenti scenari operativi. Si tratta di situazioni che rappresentano alcune delle principali esigenze delle forze armate nella protezione contro i droni.
Protezione di obiettivi strategici
Il primo scenario riguarda la difesa di singole installazioni e infrastrutture di particolare valore, come basi militari, centri di comando e strutture strategiche. In questi contesti è fondamentale disporre di strumenti capaci di rilevare tempestivamente la presenza di velivoli non autorizzati e seguirne gli spostamenti.
Protezione di aree estese
Il secondo scenario prende in considerazione la sicurezza di territori più ampi, fino a un diametro di tre chilometri. L’obiettivo è proteggere aeroporti militari, centri logistici e installazioni attraverso sistemi coordinati di rilevamento e risposta alle minacce.
Sorveglianza e protezione dei confini
Il terzo scenario riguarda il monitoraggio di segmenti di frontiera lunghi fino a 20 chilometri. In questo caso la priorità è individuare tempestivamente eventuali intrusioni, mantenere sotto osservazione lo spazio aereo e coordinare le risposte alle situazioni di rischio.
Protezione dei convogli militari
Il quarto scenario riguarda invece le unità in movimento. La NATO considera convogli lunghi fino a 300 metri, in grado di viaggiare a velocità fino a 50 chilometri orari. I sistemi antidroni devono poter funzionare anche durante gli spostamenti, offrendo capacità di sorveglianza e protezione senza richiedere necessariamente installazioni fisse.
Radar, sensori e sistemi mobili: le tecnologie per contrastare i droni
Le soluzioni Counter-UAS comprendono diverse categorie di tecnologie che possono lavorare insieme per individuare e gestire una minaccia aerea.
Tra gli strumenti utilizzati in questo settore figurano radar specializzati, sensori elettro-ottici e infrarossi, sistemi di rilevamento delle comunicazioni radio e piattaforme software per la gestione delle informazioni.
I radar permettono di individuare oggetti in volo e seguirne la traiettoria. Le telecamere ottiche e termiche contribuiscono invece all’identificazione visiva, mentre i sistemi di analisi delle radiofrequenze possono aiutare a riconoscere determinate attività di comunicazione associate ai droni.
Una volta individuata una possibile minaccia, le piattaforme di comando e controllo consentono agli operatori di raccogliere le informazioni e coordinare le eventuali contromisure autorizzate.
La NATO ha specificato che le 16 soluzioni selezionate comprendono sistemi fissi, trasportabili e utilizzabili durante gli spostamenti. Questa varietà è importante perché non tutte le minacce possono essere affrontate con una singola tipologia di apparecchiatura.
La NATO stanzia 3,1 milioni di euro per ulteriori test
Il lancio del marketplace sarà accompagnato da ulteriori attività di verifica. La NATO ha infatti stanziato 3,1 milioni di euro per finanziare nuovi test sulle tecnologie selezionate, che potranno essere effettuati dai singoli Paesi membri o dai comandi dell’Alleanza.
Le prove serviranno a valutare ulteriormente le prestazioni dei sistemi e la loro capacità di rispondere alle differenti esigenze operative.
La sperimentazione rappresenta un passaggio importante perché la protezione antidroni richiede soluzioni capaci di adattarsi a scenari molto diversi. Un sistema destinato alla difesa di una base militare, per esempio, può avere caratteristiche differenti rispetto a una piattaforma progettata per proteggere un convoglio o controllare una frontiera.
La possibilità di effettuare ulteriori verifiche permetterà inoltre di raccogliere informazioni utili per gli aggiornamenti futuri del catalogo.
Drone Edge: oltre 40 miliardi di dollari per le tecnologie antidroni
Il nuovo marketplace rientra nell’iniziativa Drone Edge, presentata durante il NATO Summit Defence Industry Forum di Ankara nel luglio 2026.
Il programma nasce con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e l’acquisizione delle tecnologie legate ai droni e ai sistemi per contrastarli. Nell’ambito dell’iniziativa, i Paesi alleati hanno assunto l’impegno di investire oltre 40 miliardi di dollari nelle capacità Counter-UAS nei prossimi cinque anni.
La cifra evidenzia quanto la difesa contro i velivoli senza pilota sia diventata una priorità strategica. Il conflitto in Ucraina ha dimostrato quanto anche droni relativamente economici possano mettere sotto pressione sistemi militari tradizionali e infrastrutture di grande valore.
La diffusione di velivoli commerciali modificati, droni FPV e piattaforme autonome ha inoltre reso più complesso il compito delle forze incaricate di proteggere aeroporti, installazioni militari e obiettivi sensibili.
Il mercato dei sistemi antidroni entra in una nuova fase
La decisione della NATO di creare un marketplace dedicato rappresenta un segnale importante per l’industria internazionale della difesa. Le aziende selezionate avranno la possibilità di rendere disponibili le proprie tecnologie attraverso un canale comune, mentre gli Stati membri potranno accedere più rapidamente a sistemi già sottoposti a una valutazione competitiva.
La sfida dei prossimi mesi sarà verificare quanto questo modello riuscirà effettivamente a ridurre i tempi di acquisizione e a migliorare la protezione delle infrastrutture strategiche.
La minaccia rappresentata dai droni è in continua evoluzione e richiede strumenti sempre più integrati, aggiornabili e interoperabili. Il nuovo marketplace NATO vuole rispondere proprio a questa esigenza, creando un collegamento più diretto tra industria tecnologica e forze alleate.
Con 16 soluzioni già selezionate, cinque aziende coinvolte e oltre 40 miliardi di dollari di investimenti previsti nei prossimi cinque anni, la difesa antidroni si conferma uno dei comparti più strategici per il futuro della sicurezza internazionale. Sarà interessante osservare quali tecnologie entreranno nel catalogo nei prossimi aggiornamenti e quali Paesi saranno i primi a utilizzarle su larga scala.

