Droni parafulmini creati in Giappone
Un team di ricercatori giapponesi ha ideato dei veri e propri droni parafulmini utili per garantire la sicurezza urbana in molte città. Parliamo di un’iniziativa di alcuni studiosi della Nippon Telegraph and Telephone Corporation (NTT), in collaborazione con Fujitsu. L’annuncio riguarda una serie di test che hanno dimostrato come sia possibile in un certo senso guidare un fulmine grazie all’impiego di questi specifici aeromobili a pilotaggio remoto. Sono velivoli protetti da una speciale gabbia metallica e possono agire su questi fenomeni naturali deviando il loro percorso in modo che non agisca su zone abitate provocando danni. Pare infatti che in Giappone i danni causati dai fulmini ogni anno arrivino fino a 200 miliardi di yen.
L’idea del Giappone di avvalersi di droni parafulmini è l’ennesimo esempio di come questa tecnologia incuriosisca i ricercatori nel creare ambiti di applicazione sempre più efficienti. Vi abbiamo raccontato di altri esempi di utilizzi particolari, leggete per esempio “Carenza d’acqua: in Cina i droni portano la pioggia”.
Il Giappone sperimenta i droni parafulmini
Il fatto di potersi avvalere di droni parafulmini è particolarmente utile in situazioni dove gli strumenti più classici a contrasto di questi fenomeni sono difficilmente utilizzabili. Pensiamo per esempio ai parchi eolici o ad eventi realizzati all’aperto. In queste situazioni il drone può essere lo strumento fondamentale in grado di agire in totale sicurezza. Si tratta di velivoli equipaggiati con appositi sensori in grado di rilevare le variazioni del campo elettromagnetico. Il collegamento con appositi interruttori a terra permette di deviare la potenza del fulmine allontanandolo dalle aree sensibili. Ciò garantisce una maggior sicurezza pubblica, obiettivo primario di questi ricercatori che, ancora una volta investono nella tecnologia dei droni.
Un’altra particolarità di questi droni parafulmini è la gabbia di cui sono rivestiti. Essa infatti è in grado di distribuire i campi magnetici e deviare la corrente elettrica lontano dai componenti esterni permettendo al drone di resistere a scariche anche cinque volte più potenti di quelle emesse da un fulmine naturale medio. L’idea dei ricercatori è di creare una struttura di aeromobili a pilotaggio remoto intelligenti che possano prevedere, attivare e guidare i fulmini. In questo modo questo fenomeno potrebbe addirittura essere sfruttato come possibile risorsa energetica. Sicuramente uno degli aspetti che dovrà essere maggiormente sviluppato è proprio quello della previsione dei fulmini. Sempre più spesso, infatti, si cerca di utilizzare queste tecnologie per prevenire e conoscere meglio fenomeni estremi per intervenire poi a sostegno della sicurezza pubblica.

